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Il ritorno dei liberali tedeschi. Chi sono e cosa vogliono

Tra i grandi vincitori delle  elezioni di domenica scorsa in Germania  ci sono i liberali. Quattro anni fa, con il 4.8 per cento, la Fdp mancò per la prima volta nella storia l'ingresso nel Bundestag. Oggi, con il 10.7 per cento avrà ottanta parlamentari ed  è indispensabile per la formazione del quarto governo Merkel . Il leader liberale Christian Lindner ha preso il partito nel momento più basso della sua storia e in quattro anni è riuscito a riportarlo ai fasti di un tempo. La Fdp è stata protagonista indiscussa della storia politica della Repubblica Federale tedesca. Dopo la Cdu è il partito che ha governato per più anni, sfruttando la necessità, dal dopoguerra fino agli anni Novanta, di Spd e Unione, di avere un alleato per poter governare. E così la Fdp è stata al governo con Konrad Adenauer (Cdu) dal 1949 al 1956, con  Ludwig Erhard (Cdu) dal 1961 al 1966, poi ininterrottamente dal 1969 al 1998 con i cancellieri socialdemocratici Willy Brandt e Helmut Schmi...
Il successo di  Alternative für Deutschland  era scritto negli eventi degli ultimi due anni segnati dalla crisi migratoria e dal terrorismo. Un partito che nell'estate del 2015 era dato per morto e alla prese con una profonda divisione interna è stato risuscitato dalla scelta umanitaria di Merkel. Un rischio prevedibile ma forse non del tutto calcolato. A due anni di distanza la Cancelliera paga la sua politica dell'accoglienza. Le immagini di festa dei  rifugiati accolti a Francoforte e Monaco  sono oramai un pallido ricordo. Tra quella generosa accoglienza e  il risultato elettorale di ieri  ci sono attentati terroristici a Parigi, Berlino e Londra, i gravi fatti del  Capodanno di Colonia , altri  attentati in Germania ,  la Brexit  e la  vittoria di Trump . Nel disordine mondiale attuale non potevano non esserci conseguenze anche in Germania e per una Cancelliera che più di ogni altro ha lottato per i diritti umani, per l'accogl...

Merkel vince ma non sorride. La Grande Coalizione è finita

Angela Merkel governerà ancora per quattro anni e avrà il suo quarto mandato. Ma con il 33.2 per cento dei consensi ottiene il peggiore risultato del 1949 (31 per cento) dell'Unione (CDU/CSU). Se una perdita di consensi rispetto al 2013 (41.5) era ampiamente prevista, non lo era  un risultato così negativo . Anche i socialdemocratici devono fare i conti per una clamorosa disfatta. Il 20.8 per cento è il nuovo minimo storico. Martin Schulz ha già annunciato che  la SPD non è disponibile ad una nuova Grande Coalizione . La SPD torna all'opposizione. Sono state poi confermate le impressioni delle ultime settimane. La crescita di  Alternative für Deutschland , grazie ad una estrema radicalizzazione della campagna elettorale e ad un sistematico disturbo organizzato ai comizi della Cancelliera Merkel, ha raggiunto l'obiettivo: il 13.2 per cento è il miglior risultato che poteva aspettarsi la nuova destra tedesca. Con questo risultato AfD vince nettamente la corsa al terzo ...

Elezioni tedesche: l’Europa, il mondo e il dilemma dell’alleanza

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Le elezioni tedesche sono considerate per diversi motivi il punto di svolta dell’intera politica europea . Lì dove si sono condizionati, nel bene come nel male, molti dei processi politici dell' Unione , ovvero a Berlino , si deciderà anche il corso della politica europea nell'immediato futuro. Non è certo un caso che nella campagna elettorale tedesca la politica estera abbia avuto un’insolita centralità. Tra crisi migratoria, relazioni con la Turchia , terrorismo , relazioni con Trump , crisi con la Corea del Nord e futuro dell'Unione, il dibattito politico non poteva che essere condizionato dalle controversie internazionali in corso. Tutti temi che si legano al dibattito relativo al ruolo che la Germania intende svolgere  come attore politico globale .

La Germania arriva al voto da paese lacerato

La Germania del 2017 è un paese in un cui si vive bene e volentieri, come dice  lo slogan elettorale di Angela Merkel . La crescita economica è stabile intorno al 2 per cento e l'occupazione è ai minimi storici dalla riunificazione (5.7 nell'ultimo mese). L'export ha raggiunto la cifra record di 1400 miliardi di Euro nel 2016 e il Prodotto interno lordo quella di 3.000 miliardi di Euro. Nell'era Merkel la Repubblica Federale ha visto aumentare la sua influenza internazionale e ha elaborato una politica estera autonoma, ha rafforzato i rapporti economici con la Cina e la Russia e ha ritrovato un protagonismo economico internazionale. In Europa, la Repubblica Federale è il paese politicamente più influente e, come ha ricordato in un recente libro Angelo Bolaffi ( Germania/Europa. Due punti di vista sulle opportunità e i rischi dell'egemonia tedesca , Donzelli ) è diventata "il baricentro di stabilità geopolitico, ma anche il paese leader". La Germania ha ...

Sfida e ascesa dell'estrema destra in Germania

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Nato come partito antieuro, ha avuto i maggiori successi come partito anti immigrati e anti islam.  Alternative für Deutschland  (AfD) si appresta ad entrare nel Parlamento tedesco dopo quattro anni dalla sua fondazione e dopo aver mancato l'ingresso alle elezioni del 2013. Molto è cambiato negli ultimi quattro anni. Prima di tutto AfD ha ottenuto buoni, ed in alcuni casi ottimi risultati, nelle elezioni europee del 2014 e in numerose consultazioni regionali. Il partito è ormai entrato nelle istituzioni politiche.

The Spd's Mistake

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After having ruled with Gerhard Schröder from 1998 to 2005, the German Social Democrats were a minority partner in two Grand Coalitions led by Angela Merkel from 2005 to 2009 and from 2013 to 2017. Excluding the parenthesis from 2009 to 2013 then, the SPD has been governing Germany  almost continuously since 1998. They also  achieved one of the most ambitious social reforms in the history of the German Federal Republic , the Agenda 2010. Since the late 1990s, Germany has become more modern and more open, economically stronger, appreciated in Europe and around the world. German culture and language have even become fashionable. The paradox of the German Social Democrats is that they continue not to enjoy the political dividends of this extraordinary international brand named 'Germany'.

L'errore dell'Spd

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Dopo aver governato con  Gerhard Schröder  dal 1998 al 2005, i socialdemocratici sono stati partner di minoranza delle due grandi coalizioni guidate da Angela Merkel dal 2005 al 2009 e dal 2013 al 2017. Esclusa la parentesi dal 2009 al 2013, governano ininterrottamente la Germania dal 1998 e hanno realizzato una delle riforme sociali più ambiziose della storia della Repubblica Federale tedesca,  l'Agenda 2010 . Dalla fine degli anni Novanta la Germania è diventato un paese più moderno e aperto al mondo, economicamente più forte, apprezzato in Europa e nel mondo, la cultura e la lingua tedesca sono diventate (addirittura) di moda, eppure la Spd continua a non godere dei dividendi politici di questo straordinario brand internazionale di nome "Germania".

documenta 14

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Friedrichsplatz, Kassel, @uvillanilubelli II Nazismo ci mise poco a diventare un regime. Hitler, nominato Cancelliere il 31 gennaio del 1933, fece aprire il primo lager a Dachau il 23 marzo, il 1 aprile iniziò il boicottaggio dei prodotti ebrei e a maggio iniziarono i roghi di libri, il più grande e famoso nella piazza dell’ Opera di Berlino . Anche Kassel , piccola città nella regione dell’Assia, fu vittima di un rogo nazista. Il 19 maggio 1933, nella suggestiva Friedrichsplatz , i seguaci di Hitler bruciarono oltre duemila libri. documenta14 non può essere compresa appieno senza ricordare quel 19 maggio. Il Partenone di libri ("proibiti"), posizionato dove si svolse il rogo, è il modo migliore per affermare il principio della libertà di espressione e per difendere la democrazia. L’artista argentina  Marta Minujín  aveva già realizzato l’opera a Buenos Aires, nel 1983, in piccolo, dopo la dittatura argentina. L'opera ha vissuto una seconda vita grazie a   d oc...

Elezioni tedesche: sistema elettorale e coalizioni possibili

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Il 24 settembre 61,5 milioni di tedeschi voteranno per eleggere il nuovo Cancelliere. A contendersi il posto sono Angela Merkel e Martin Schulz. La prima, leader dell’Unione (CDU/CSU) è alla sua quarta campagna elettorale. Dopo aver vinto (male) nel 2005, (benino) nel 2009 e trionfato nel 201 3, la Kanzlerin s i candida per un quarto mandato perché, come ha detto lei stessa in un’intervista prima ad Handelsblatt e poi allo Spiegel-Online, ha sempre più esperienza ma non ha perso la curiosità. Merkel rappresenta per i tedeschi la stabilità e la conservazione del confortevole   status quo . In tempi segnati dal populismo e dal terrorismo, Merkel incarna solidità e continuità. In una società come quella tedesca che non ama né le rivoluzioni né gli esperimenti, Merkel parte ampiamente favorita.  

L'offensiva della Linke: non solo ex-Ddr

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Per la Sinistra tedesca  le elezioni del 24 settembre sono decisive. Il paradosso è che sono le più difficili e le più facili al tempo stesso. Difficili perché mai come questa volta ci sono quattro partiti (Linke, Liberali, Verdi e Alternative für Deutschland) che partono molto vicini nei sondaggi. La concorrenza è altissima e sarà una lotta all’ultimo voto. Se nel 2013 la Linke arrivò terza dietro Unione ed  Spd  ed è stata l’unica vera forza di opposizione alla Grande Colazione, oggi, con l’ascesa della AfD e con la rinascita dei liberali (FDP), la Sinistra rischia di finire dietro ai due partiti che nella scorsa legislatura non avevano rappresentanti in Parlamento. Il vero avversario politico della Sinistra è l’ AfD , chi tra Linke ed estrema destra conquisterà il terzo avrà vinto la sfida  dei piccoli partiti.

Il problema della Spd: Gerhard Schröder

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Schröder durante il suo discorso di appoggio a Schulz all'ultimo congresso della SPd La missione impossibile di Martin Schulz non è di riuscire a vincere le elezioni tedesche. Salvo terremoti politici dell'ultimo momento la SPD non ha realistiche possibilità di superare la CDU. La vera missione di Schulz è di riuscire a radicalizzare le differenze rispetto ad Angela Merkel per provare a dare un senso al voto del 24 settembre. Nonostante gli apprezzabili sforzi, l'operazione al momento è fallita. E gli sviluppi della campagna elettorale non lasciano ben sperare per il candidato socialdemocratico.  

L'azzardo di Merkel: governare da sola

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La Cancelliera famosa per la sua prudenza e per la politica dei piccoli passi  rischia tutto in vista delle elezioni del 24 settembre. Forse le ultime della sua carriera. Tornata dalle vacanze estive nel solito Sud Tirolo, Angela Merkel ha iniziato la campagna elettorale a Dortmund, nella zona della Ruhr nel Nord Reno Westfalia . Ma ha rilasciato anche due importanti interviste televisive che indicano la linea della sua strategia  elettorale. La prima , tradizionale nel formato, a Deutschland Radio e Phoenix, la seconda , innovativa, con alcuni famosi Youtuber tedeschi. Non potevano essere due interviste più diverse: per stile, approccio, pubblico di riferimento e, in parte, anche per temi trattati, eppure c’è un messaggio che Merkel ha voluto far passare in entrambe le occasioni.  

L'Italia, Macron e l'asse franco-tedesco

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Dopo l’elezione di  Emmanuel Macron  ci si aspettava un nuovo protagonismo francese che potesse bilanciare il potere tedesco . In parte è quello che sta avvenendo. La Germania ha bisogno di una Francia forte, tanto quanto il resto d’Europa. Insomma, il nuovo asse franco-tedesca nell’edizione Macron-Merkel lascia ben sperare. Ma qual è il ruolo che può svolgere l’ Italia in un’Europa in cui gli equilibri politici sono parzialmente mutati rispetto a un anno fa?   Ieri su Il Messaggero l’ex Presidente del Consiglio ed ex  Presidente  della Commissione Europea Romano Prodi scriveva che Macron sta certamente riequilibrando la politica europea, ma è  diverso  notare come questo stia avvenendo con un processo di esclusiva “riassicurazione” degli interessi nazionali francesi (peso economico e militare della Francia, protezione delle imprese francesi, chiusura rispetto alla richieste dell’Italia sui migranti) e con una particolare emarginazio...

L'ultima speranza per la Spd

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A due mesi dalle elezioni tedesche del 24 settembre la partita sembra già decisa.  I sondaggi di luglio danno l’ Unione di Angela Merkel tra il 38 e il 40.5 per cento, con un vantaggio che oscilla tra i 15 e 18 punti percentuali rispetto alla SPD di Martin Schulz . A seguire poi la Sinistra (Linke) con il 9, i liberali (FDP) con il 7-9 per cento, ed, infine, i Verdi e Alternativa per la Germania (AfD), entrambi con il 7-8 per cento. 

I 60 anni della Bundesbank

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La Bundesbank compie 60 anni. Il 26 giugno del 1957 il governo tedesco approvò la legge con la quale venne istituita la Bundesbank , la corrispettiva tedesca della Banca d’Italia. La BuBa , come viene spesso chiamata la Banca Federale tedesca, è stata a lungo famosa per essere l’artefice della stabilità monetaria in Germania e custode del Marco tedesco , la più solida moneta al mondo e unico grande simbolo nazionale dopo la seconda guerra mondiale, almeno fino alla caduta del Muro nel 1989. 

State Building and Political Power in Europe - (Re)Thinking the EU from the South

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La crisi della SPD

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Le elezioni regionali in Nord Reno Vestfalia sono state uno shock per il  Partito  Socialdemocratico Tedesco (SPD). Non tanto perché si tratta di una regione tradizionalmente vicina alla SPD (ricordo, infatti, che dal 2005 al 2010 è stata governata dalla CDU), non tanto perché Martin Schulz si è speso in prima persona e Hannelore Kraft , presidente socialdemocratico uscente, è stata a lungo considerata un astro nascente della sinistra tedesca. Il vero shock per i socialdemocratici tedeschi è che la sconfitta nel Nord Reno Vestfalia elimina tutti gli alibi alla crisi di lungo corso della SPD. 

Festeggiare l'Europa per difenderla

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« Ogni società che non è illuminata dai filosofi, è distrutta dai ciarlatani ». Questa frase di Nicolas de Condorcet descrive l’Europa di oggi. I ciarlatani stanno distruggendo un grande sogno.  Ha ancora senso festeggiare un’ Europa le cui ragioni di fondo sono state messe in discussione da una serie di crisi concentriche? Nonostante tutto, penso di sì.  E’ certamente vero che un tempo l’Europa creava entusiasmo, ora invece ostilità e rabbia. 

La riscoperta della cultura dominante

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In Germania torna di moda la cultura dominante . Il Ministro dell'Interno, Thomas de Maizière , in un articolo per la popolare Bild-Zeitung di oggi , ha stilato una lista di 10 punti per una nuova Leitkultur tedesca. 1) Noi mostriamo il nostro volto. Il Burqa non ci appartiene; 2) Formazione ed educazione sono un valore in sé; 3) Le nostre prestazioni (economiche, politiche, sportive e sociali) sono qualcosa di cui dobbiamo essere orgogliosi. Sono garanzia della nostra qualità. 4) Noi ereditiamo tutta la nostra storia , nei suoi momenti più alti come in quelli più bassi;