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La leadership tedesca tra flessibilità e solidarietà

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Thank you, Germany! Thank you, Merkel! Ci sono voluti i rifugiati con la bandiera dell’ Unione Europea e con i cartelli con l’immagine di Angela Merkel per farci apprezzare l’Europa e la cancelliera più odiata d’Europa, quella che veniva rappresentata con i baffetti di Hitler e alla quale si rimproverava di aver spazzato via in poche settimane di drammatica trattativa con la Grecia settant’anni di lunga riabilitazione politica e culturale dopo la seconda guerra mondiale e il nazismo. 

Locomotiva Germania, il nuovo numero de L'Europeo

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Locomotiva Germania. Dalla ricostruzione alla leadership europea. E' questo il titolo del nuovo numero de L'Europeo del mese di novembre, il mensile del Corriere della Sera . Si tratta di un numero interamente dedicato alla Germania con articoli esclusivi di Daniele Protti , Roberto Giardina e Salvatore Giannella , ma anche con numerosi contributi dei giornalisti del Corriere della Sera . Sono così raccolte  le corrispondenze, le interviste e la analisi scritte nel corso degli anni da Oriana Fallaci , Manlio Cancogni , Paolo Valentino , Lucrezia Reichlin , Danilo Taino e Paolo Lepri .  E' un numero molto interessante per chiunque voglia capire la Repubblica Federale Tedesca di oggi, uno dei paesi più odiati e mal compresi del momento, e per provare a riflettere su dove stia andando il paese che è e sarà la guida dell'intera Europa nei prossimi anni e da cui dipende anche il nostro futuro. 

Ripensare l'Europa

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Almeno un merito alla crisi economica che oggi squassa l’Unione Europea va riconosciuto: quello di obbligare a ripensare dalle fondamenta il modo in cui essa è nata e cresciuta. Solo così sarà possibile trovare una via d’uscita. Ma è un compito che tocca alle opinioni pubbliche, agli studiosi e agli osservatori indipendenti, dal momento che le leadership politiche europee lo evitano accuratamente, impegnate come sono ad impiegare il proprio tempo unicamente nel rimbalzare da un vertice all’altro, indicato ogni volta come risolutivo e ogni volta, però, destinato a non risolvere nulla. Ripensare la costruzione europea , dunque. Oggi è chiaro, ad esempio, che alla sua origine vi fu un atto di temeraria cecità geopolitica. La conclusione della II Guerra mondiale e il sequestro da parte dell’ Unione Sovietica dell’intera parte orientale del continente furono l’elemento decisivo che portò a considerare Italia , Francia , Germania e Benelux come realtà omogeneamente «e...