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Visualizzazione dei post con l'etichetta Ubaldo Villani-Lubelli

Germania e Italia a confronto al Pisa Book Festival

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In programma al Pisa Book Festival , che si terrà a Pisa dal 15 al 17 novembre presso il Palazzo dei Congressi e che vedrà quale Paese Ospite di questa undicesima edizione la Germania, uno sguardo sulle personalità e i fenomeni politici più dirompenti nel panorama politico italiano e tedesco degli ultimi anni: Il trionfo di Angela Merkel nelle recenti elezioni federali tedesche , che ha confermato e rafforzato il suo ruolo di leader europeo più popolare e discusso, sebbene l’abbia costretta al contempo a un governo di grande coalizione con l’ SPD , il Partito Socialdemocratico Tedesco; il declino della Piratenpartei , il partito dei pirati tedesco, che ha rappresentato la novità politica più eclatante del 2012 per i successi elettorali di Berlino e in tre elezioni regionali tedesche; l’ascesa politica in Italia del Movimento 5 Stelle , il “non partito” di Beppe Grillo che è riuscito a ottenere alle scorse elezioni quasi nove milioni di voti fra la sorpresa, l’...

Angela Merkel a un passo dal terzo mandato

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Angela Merkel governa ormai da quasi otto anni. Se vincerà le prossime elezioni federali scalzerà Helmut Schmidt dal terzo posto della classifica dei cancellieri tedeschi. Ma già oggi Angela Merkel è entrata nella storia della Germania tanto da aver profondamente plasmato la società e la cultura politica tedesche del Terzo millennio. Dal rinnovamento dei tradizionali valori conservatori, a un certo cinismo, fino a una ostentata sicurezza al limite della supponenza, il merkelismo è ormai una categoria politica diffusa e riconosciuta in Germania e all’estero. La storia dell’inarrestabile e fulminea ascesa politica di Angela Merkel , benché sia stata argomento di numerosi libri, articoli e analisi – solo negli ultimi mesi in Germania sono usciti almeno cinque libri – resta ancora tutta da raccontare nei risvolti più segreti, soprattutto per il lettore italiano. La donna dell’Est venuta dal nulla e arrivata al vertice del potere della Repubblica federale è...

I Pirati all'arrembaggio del Bundestag

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Vi propongo l'incipit della recensione del mio libro che la sociologa Agnese Vardanega ha scritto sul suo blog. Continuate a leggere la recensione sul su SOCIOSPUNTI . Ubaldo Villani-Lubelli ( twitter @uvillanilubelli ) prende molto sul serio i Pirati , ennesimo partito arancione di questo inizio secolo. Secondo l’autore del piccolo ebook Piratenpartei. I Pirati all’arrembaggio del Bundestag (ed. goWare,  €1,99) , esperto di questioni tedesche in particolare, i Piraten fanno bene alla politica tedesca: costringendo «i partiti tradizionali a svecchiarsi»; arginando il  «diffondersi di un destra estrema e pericolosa»; e persino «facendo uscire la politica europea dall’era post-democratica e personalistica». Continua leggerlo su Socispunti, il blog di Agnese Vardanega , o su AgoraVox

Piratenpartei, sintesi tra le libertà della destra e la giustizia sociale di sinistra

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Qualche giorno fa Francesco Del Vecchio del giornale online L'Occidentale mi ha fatto una breve intervista sul mio libro " Piratenpartei ". E' stata pubblicata il 24 ottobre scorso. Ve la ripropongo.  Un nuovo Partito ormai da qualche anno si è affacciato nello scenario politico tedesco (e internazionale): il “Piratenpartei”, il partito pirata.  Un ebook racconta la nascita e i futuri sviluppi del movimento che ha fatto del web la sua forza, affermandosi in Germania e non solo. Ne abbiamo parlato con l'autore del libro che ci spiega come i Pirati siano riusciti a plasmare e a modificare la cultura politica tedesca grazie al loro programma. Com’è nato il Piratenpartei? Da quali premesse politiche? Il Partito Pirata nasce nel 2006 in Svezia dopo la chiusura della piattaforma di download illegale Pirate Bay. Da lì il movimento si è diffuso ad altre nazioni. I maggiori successi sono stati ottenuti oltre che  in Svezia e Germania, anche in Austria e Svizzera...

Piratenpartei. Spirito del tempo o bluff?

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Oggi è uscito il mio e-instant-book sulla Piratenpartei . Il libro è acquistabile sulle principali librerie digitali al costo di 1,99, edito da goWare . Vi segnalo la quarta di copertina, nei prossimi giorni vi proporrò brevi estratti. Diversamente dai pirati del mare, gentiluomini di ventura e saccheggiatori a cui veniva data la caccia, i Pirati tedeschi sono richiesti e corteggiati. Eppure ancora oggi, a sei anni dalla fondazione del  Piratenpartei , a un anno dallo straordinario successo elettorale di Berlino e in tre elezioni regionali, i Pirati restano un enigma. Chi sono? Che cosa vogliono? Si tratta di un fenomeno che incarna lo spirito del nostro tempo, cioè la rete, o sono solo un bluff? Resteranno o spariranno? Ubaldo Villani-Lubelli risponde a queste domande e fa chiarezza sul più interessante fenomeno politico del momento: l'ascesa del  Piratenpartei . Ad un anno dalle elezioni federali, i Pirati stanno plasmando e modificando la cultura politica tedesc...

Le ragioni della Germania

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Governi e classi dirigenti in molti Paesi d’Europa cercano di deviare sulla Germania lo scontento dei loro elettori. Ma il progetto economico e politico tedesco paga ora i dividendi di decenni di buone scelte e ottime prassi politiche le quali hanno permesso e garantito lo sviluppo non solo della Bundesrepublik, ma dell’Europa. E continueranno a farlo. 

La dittatura degli asparagi

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Il segno più evidente dell’arrivo della primavera tedesca (si fa per dire!) è la Spargelzeit. La primavera, in Germania, porta con sé gli asparagi . Improvvisamente i mercatini si riempiono di questa strana verdura che viene venduta a mazzi, quasi fossero fiori. In Italia li conosciamo soprattutto verdi e fini, in Germania sono, principalmente, bianchi e grossi. Non chiedetemi perché. Non lo so. Leggi l'intero articolo sul blog di Andrea D'Addio, Berlino Cacio e Pepe. di Ubaldo Villani-Lubelli

Petra Reski a Lecce

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Il video della presentazione del libro di Petra Reski, Santa Mafia, a Lecce, 9 maggio 2012

La Mafia dall'Italia alla Germania: sangue, affari, politica e devozione,

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Il ciclo di incontri “Di mafia si è scritto” continua la sua ambiziosa campagna di sensibilizzazione verso un tema delicato come la mafia. Quarto ospite, in una sala gremita di giovani, è Petra Reski, corrispondente per il settimanale tedesco Die Zeit ed autrice del dossier “ Santa Mafia”, edito da Nuovi Mondi. “Definirlo un reportage è riduttivo”, spiega Francesca Lamberti, ordinaria di Diritto Romano dell'Università del Salento, che preferisce descriverlo come una ricostruzione profonda e dettagliata di luoghi, legami e relazioni. Il libro, infatti, è uno studio approfondito del crimine organizzato, attraverso la sagace analisi di personaggi la cui esperienza è, in vario modo, legata alla mafia. Le vicende di un “aitante e latitante” boss di Palermo si intrecciano, così, con quelle di Letizia, fotoreporter e simbolo della cultura e dell’intellighenzia locale, regalando al lettore una minuziosa fotografia del tessuto siciliano odierno.

Petra Reski a Lecce

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Mercoledì 9 maggio, alle ore 18, presso la Sala Conferenze del Rettoraro dell’Università del Salento, Petra Reski presenterà il suo libro " Santa Mafia. Da Palermo a Duisburg: sangue, affari, politica e devozione ". Interverrano all'incontro, oltre a Petra Reski , il Prof. Giulio De Simone e la prof.ssa Paola Balducci , modereranno la prof.ssa Francesca Lamberti e il dott. Ubaldo Villani-Lubelli . L’evento è organizzato dal Dipartimento di Scienze Giuridiche dell'Università del Salento e si inserisce nella rassegna " Di mafia si è scritto " a cura della prof.ssa Francesca Lamberti, del dott. Ubaldo Villani-Lubelli e del dott. Andrea Apollonio. Petra Reski è una giornalista tedesca. Ha iniziato la sua carriera come reporter per il settimanale Stern . Attualmente è corrispondente culturale per Die Zeit , Geo , Focus e Merian . In Germania è stata eletta Miglior Giornalista dell’anno nel 2008 nella categoria “reporter” proprio a seguito del...

La Germania può fare i conti con Hitler perché oggi ha una nuova identità

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Vi ripropongo un mio vecchio articolo del 17 gennaio 2011 sulla mostra "Hitler ed i tedeschi". E' molto utile rileggere questo articolo allu luce delle recenti polemiche e accuse tra alcuni giornalisti italiani e tedeschi. Hitler e i tedeschi. È questo il titolo della mostra del Deutsches Historisches Museum di Berlino. Un primo tentativo di realizzarla fu fatto sedici anni fa, ma il progetto fu annullato per paura che la figura di Hitler portasse involontariamente ad una sorta di fascino del male e che la figura di Hitler potesse diventare una modello di imitare. Oggi, a circa sessantacinque anni dalla fine del Nazismo e della seconda Guerra mondiale, il Museo storico tedesco è riuscito a realizzare una mostra su Adolf Hitler, uomo, politico e dittatore. Se in ambito accademico il Führer è stato a lungo studiato e analizzato, per il grande pubblico è stato a lungo un tabù. Nel corso degli ultimi decenni non sono certo mancate ricostruzioni storiche del dittatore e dell’...

L'Italia raccontata ai tedeschi

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Vi propongo un vecchio articolo pubblicato su Liberal sui tentativi di alcuni italiani famosi di spiegare il nostro paese ai tedeschi. Negli ultimi anni ci hanno provato in molti a spiegare l’Italia ai tedeschi. I casi più celebri sono stati quelli di Giuliano Ferrara che in piena bufera per il caso Noemi Letizia e dopo il successo elettorale del Popolo della Libertà alle elezioni europee, dalle pagine del Die Welt, giornale conservatore (ma sempre critico nei confronti del Presidente del Consiglio italiano) cercò di chiarire il successo di Silvio Berlusconi. Ferrara, con la solita abilità e lucidità di analisi, sosteneva che l’Italia è «politicamente e letterariamente dominata dall’imperatore dell’immaginazione e della politica». Berlusconi aveva, infatti, imparato molto bene e molto presto il mestiere della politica, tanto da essere stato, negli ultimi sedici anni, sia leader di governo che di opposizione. Ferrara concludeva citando Nietzsche: «Non resta altro mezzo per rimettere in ...

I discorsi di JFK e Reagan ... ed il muro cadde

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Il Muro di Berlino l’hanno fatto cadere gli yankee: John Kennedy prima e Ronald Reagan dopo. Non materialmente, a quello ci hanno pensato, per fortuna, i berlinesi dell’est. Ma due discorsi a distanza di ventiquattro anni e quattordici giorni l’uno dall’altro hanno contribuito, forse più di ogni altra battaglia politica, a creare le condizioni perché il muro cadesse: Ich bin ein Berliner del 26 giungo 1963 e Tear down this wall del 12 giugno 1987. Due discorsi, due missioni, due eventi della guerra fredda. Due pietre miliari della storia del Novecento. Leggi l'intero articolo su leMag, il magazine online di Storie e Leconte di Ubaldo Villani-Lubelli

Un nuovo anno con tanti buoni propositi ... in attesa dell'apocalisse

Com’è stato il 2011? E’ stato un anno lungo e difficile. Complesso, direi. In realtà è durato tanto quanto gli altri anni, ma è stato un anno molto intenso. Ci sono state morti eccellenti - cinque su tutte: Amy Winehouse, Osama bin Laden, Muammar Gheddafi, Steve Jobs e Kim Jong Il – ma anche nascite significative: gli esseri umani sulla terra sono diventati sette miliardi nell’autunno scorso ... e siamo destinati, anche, ad aumentare. Ma è stato anche l’anno delle rivoluzioni arabe che nessuno aveva previsto, del ritorno dell’incubo nucleare nel momento in cui in molti volevano investire in questa fonte energetica, della rinascita dei governi tecnici, delle varie crisi - economica, sociale, religiosa, politica e, magari, anche privata. Le parole del 2011 sono spread, rating, tripla A, crescita, eurobond, Fukushima, rivoluzione dei gelsomini, Lampedusa. Leggi l'intero articolo qui di Ubaldo Villani-Lubelli

Dalla parte della Germania ... e dell'Europa

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La storia inizia il 9 novembre 1989: il giorno della caduta del Muro di Berlino. Per la Germania è una nuova fase, che nessuno, allora, era in grado di prevedere. La sopravvivenza della DDR (Deutsche Demokratische Republik) era un’incognita. Nei mesi successivi a quell’autunno di fine anni ottanta, in Germania si risveglia uno spirito unitario fino ad allora tenuto quasi nascosto. Willy Brandt afferma: “Jetzt wächst zusammen, was zusammen gehört”, ora cresce assieme ciò che appartiene assieme. Helmut Kohl, l’allora Cancelliere tedesco, capisce che è la svolta della sua storia politica. Può essere l’uomo della riunificazione tedesca. Da quel momento la partita di Kohl è di convincere l’Europa che la Germania unita è un vantaggio per tutti. È nota la contrarietà dei principali leader politici europei: Mitterrand, Andreotti, Thatcher. Tutti sembrano aver paura di una Germania unita. Andreotti arriverà a dire, ironicamente: "Amo così tanto la Germania che preferisco ne esistano due...

Mario Monti è il premier giusto per negoziare con Francia e Germania

Dopo anni in cui ci eravamo abituati a governi solo politici, si è materializzato il fantasma di un altro esecutivo tecnico e molto simile ai governi Ciampi, Amato e Dini degli anni novanta. Oggi il nome di gran moda è quello di Mario Monti . La sua improvvisa e sorprendente nomina a senatore a vita da parte di Giorgio Napolitano sembra rafforzare l’ipotesi che sarà proprio il presidente della Bocconi a ricevere l’incarico di formare l’esecutivo tecnico di “salvezza nazionale”. La visita di Monti a Napolitano di ieri non è figlia soltanto della prassi, ma indica anche un possibile scenario nell’immediato futuro. Mario Monti è una personalità dall’indiscutibile competenza ed esperienza internazionale. Ha il “physique du rôle” per guidare il paese e per confrontarsi con il nuovo direttorio franco-tedesco in Europa. Ha anche un curriculum bipartisan: sia Berlusconi sia D’Alema, in passato, l’hanno indicato come commissario europeo. È un uomo di potere, è una personalità che conta nei gir...

Auguri Germania!

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Oggi, 3 ottobre 2011, si festeggiano i 21 anni della riunificazione della Germania. Vi propongo un mio articolo scritto un anno fa, in occasione dei vent'anni dalla riunificazione tedesca, su Liberal . GERMANIA 2.0 Se nell’immaginario collettivo la caduta del muro di Berlino resta un evento decisivo della storia del Novecento, lo sono molto meno gli undici mesi successivi. Dal 9 novembre 1989 fino al 3 ottobre 1990 la Germania ha, infatti, cercato di porre le basi per ricostruire e re-inventare se stessa: libere elezioni nel marzo del 1990, unione monetaria nel luglio dello stesso anno, il 31 agosto la ratificazione del patto di unificazione e il 3 ottobre la tanto attesa riunificazione. L’artefice di questa impresa in tempi così brevi fu Helmut Kohl. La Germania unita è per noi, oggi, un dato acquisito, normale, quasi scontato, ma in quegli undici mesi non tutti ritenevano opportuno e giusto l’annessione della Germania comunista (DDR) alla Repubblica Federale Tedesca. L’intellettu...

Un punto a favore della Merkel, ma la partita, in Germania, non è ancora finita

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Doveva essere il giorno della verità. E così è stato. Angela Merkel si giocava tutto: la sua credibilità politica e quella della maggioranza del governo che guida. Nulla era scontato, anche se la Cancelliera aveva dimostrato una certa fiducia e sicurezza. Ci riferiamo al voto al Bundestag, il parlamento tedesco, sull’allargamento del fondo salva-stati, noto anche con la criptica definizione EFSF (European Financial Stability Facility). In realtà, non è mai stata in discussione l’approvazione dell’allargamento del fondo, quanto la tenuta della maggioranza nero-gialla tra liberali (FDP), cristiano democratici (CDU) e cristiano sociali (CSU). Due dei tre partiti di opposizione, i Verdi e la SPD, avevano, infatti, annunciato il voto a favore. La Linke, invece, ha votato contro. Alla fine l'allargamento del fondo di salvataggio EFSF è stato votato con una larga maggioranza composta da 523 parlamentari, solo 85 i voti contrari e tre gli astenuti. In sette erano assenti. Nello specifico h...

Il debito della Grecia secondo Angela Merkel

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Dalla bellissima rivista di satira TITANIC , vi propongo un lettura ironica della linea politica della Cancelliera Merkel sulla crisi del debito in Grecia: L'evoluzione del debito della Grecia! (cliccare sull'immagine per ingrendirla!)

Germania 2.0

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Vi riproponiamo un articolo uscito su Liberal, 02.10.10, in occasione della festa della riunificazione della Germania. A vent'anni dalla riunificazione, i problemi per il Bundestag non mancano: invecchiamento della popolazione e debito impensieriscono il “motore” dell’Ue Se nell’immaginario collettivo la caduta del muro di Berlino resta un evento decisivo della storia del Novecento, lo sono molto meno gli undici mesi successivi. Dal 9 novembre 1989 fino al 3 ottobre 1990 la Germania ha, infatti, cercato di porre le basi per ricostruire e re-inventare se stessa: libere elezioni nel marzo del 1990, unione monetaria nel luglio dello stesso anno, il 31 agosto la ratificazione del patto di unificazione e il 3 ottobre la tanto attesa riunificazione . L’artefice di questa impresa in tempi così brevi fu Helmut Kohl . La Germania unita è per noi, oggi, un dato acquisito, normale, quasi scontato, ma in quegli undici mesi non tutti ritenevano opportuno e giusto l’annessione de...