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Visualizzazione dei post con l'etichetta Bonn

November 9: The New German National Identity

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The history of the evolution of Germany is summed up by two pictures taken at a distance of seventy years one from the other. The first is the photograph of a frightened boy in the Warsaw ghetto standing in front of a Nazi soldier, the second one is of another boy wearing the hat of a German policeman, happy to be welcomed as a refugee in Germany. The two pictures are symbolic of the long path of rehabilitation of a country that after the Second World War risked disappearing and becoming a simple ‘geographic entity’ (Stalin). As German philosopher Helmuth Plessner recounts in his book Die verspätete Nation , a few days after the German surrender on 8 May 1945, a friend and colleague in forced exile told him: “You really want to go back to Germany? But the country no longer exists!”

La casa di Beethoven a Bonn

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Bonn è una città fondamentalmente anonima. Sono poche le attrazioni della città. La Bundeskunsthalle , l' Haus der Geschichte , la poco famosa birra Bonnsch , il parco di Rheinaue, Bad Godesberg e ... Beethoven. Nella piccola e "casuale" ex capitale della Repubblica Federale Tedesca è nato il grande pianista tedesco e lì oltre al famoso Beethoven Festival (7.09-1.10), si può ancora oggi visitare il Beethoven-Haus , la Casa di Beethoven. Se vi capita di passare da Bonn, non fatevi sfuggire l'occasione di visitarla, si trova alla Bonngasse 20, in pieno centro. Una casa che quasi si confonde tra le altre. Senza evidenti segni particolari dall'esterno.  Il museo ricostruisce la vita e la storie di alcune opere di Beethoven , spiegando, molto bene, anche il contesto in cui il pianista tedesco è cresciuto. Dal primo concerto a Colonia , fino poi alla celebrità raggiunta altrove. In realtà Beethoven non è rimasto a lungo a Bonn. Sotto la guida di Haydn la sua atti...

La mostra di Herlinde Koelbl a Bonn: Spurenlese

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Herlinde Koelbl con a sinistra la serie di fotografie con Gerhard Schroeder e dietro quella con Angela Merkel Spurenlese è la mostra di fotografie di Herlinde Koelbl alla Haus der Geschichte di Bonn . Al centro dell'attività della fotografa tedesca c'è l' essere uoman o (Mensch). Koelbl sceglie i soggetti da fotografare in base ad alcuni criteri - per esempio origine, sesso o professione - e crea dei ritratti in serie. Così nacque dal 1991 al 1998 il lungo percorso di studio Spuren der Macht (Traccie del potere). Qui Herlinde Koelbl fotografò la vita pubblica di politici tedeschi. I risultati sono straordinari perché i cambiamenti, nel corso degli anni sono notevoli. La mostra a Bonn raccoglie anche il reportage fotografico Feine Leute in cui dal 1975 al 1985 l'artista ha osservato e focalizzato il linguaggio del corpo e i rituali della cosiddetta migliore società.

Professore a 24 anni, in Germania è possibile

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Diventare professore a 24 anni. Non è una favola, non è un film, non è una provocazione e non è uno scherzo. E' la storia vera di Peter Scholze . Chissà cosa penseranno i tanti ricercatori italiani che alle soglie dei quarant'anni ancora sono alla ricerca di un qualche posto. Eppure, in Germania, Peter Scholze ce l'ha fatta ad appena ventiquattro anni. E' stato, infatti, chiamato per chiara fama dall'Università di Bonn. In Germania assicurano: l'età non conta nulla, Peter Scholze è uno dei più brillanti matematici del mondo. Così il giovane tedesco è diventato il più giovane professore in Germania.

Ci si può fidare dei tedeschi? /2

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Per la serie "Ci si può fidare dei tedeschi?" vi propongo ora una altro articolo dalla Zeit (04.05.2005) scritto dallo storico inglese Norman Stone I TEDESCHI SONO MOLTO RAGIONEVOLI    Als 1990 der Prozess der deutschen Vereinigung seinen Lauf nahm, lud Margaret Thatcher eine Gruppe von Historikern zu einem Seminar. Die Geschichtswissenschaftler sollten ihr erklären, was da vor sich ging. Bei dieser Gelegenheit sagten wir Eingeladenen über Deutschland allesamt Dinge, wie sie genauso gut die Agitprop-Abteilung des Auswärtigen Amtes in Bonn hätte aufschreiben können.