Post

Visualizzazione dei post con l'etichetta Euro-Krise

The EU’s unwilling golden goose

Immagine
The crisis of the European single currency is a systemic crisiswhich has been coming for some time. As long ago as 1999 the “Manifesto onUnemployment in the EuropeanUnion”written by economists Franco Modigliani, Jean Paul Fitoussi, Beniamino Moro, Dennis Snower, Robert Solow, Alfred Steinherr and Paolo Sylos Labini drewinternational attention to the lack of employment and growth. ... This “Manifesto” is still relevant today, as is shown by the fact that at the last EU Summit in Brussels the main topics of discussion were unemployment and growth. In fact Chancellor Angela Merkel had already emphasized the importance to theWestern economies of resolving work-related problems as well as those related to growth, at the World Economic Forum in Davos. Still today Europe finds itself in the position of having to find solutions to fundamental problems. The fact that almost 13 years later unemployment and growth are still being discussed shows that the present crisis of the euro and national de...

La mia Germania post democratica

Immagine
Da circa tre anni non scrivevo più articoli, perché non so più che altro scrivere. È tutto così lampante: la soppressione della democrazia, la crescente polarizzazione sociale ed economica tra poveri e ricchi, la rovina dello Stato sociale, la privatizzazione e con essa la monetizzazione di ogni ambito di vita (dell’istruzione, della sanità, dei trasporti pubblici ecc.), la cecità di fronte all’estremismo di destra, lo sproloquiare dei media, che parlano senza sosta per non dover parlare dei problemi reali, la censura scoperta o mascherata (ora come rifiuto diretto, ora sotto forma di audience o format) e tutto il resto. Gli intellettuali tacciono. Dalle università non si sente nulla, nulla dai pionieri del pensiero, qua e là qualche sporadico baluginio, poi di nuovo il buio. Posso solo ripetere il luogo comune: i profitti vengono privatizzati, le perdite socializzate. E vorrei poter citare dei controesempi. Leggi l'intero articolo su corriere.it di Ingo Schulze

Dalla parte della Germania ... e dell'Europa

Immagine
La storia inizia il 9 novembre 1989: il giorno della caduta del Muro di Berlino. Per la Germania è una nuova fase, che nessuno, allora, era in grado di prevedere. La sopravvivenza della DDR (Deutsche Demokratische Republik) era un’incognita. Nei mesi successivi a quell’autunno di fine anni ottanta, in Germania si risveglia uno spirito unitario fino ad allora tenuto quasi nascosto. Willy Brandt afferma: “Jetzt wächst zusammen, was zusammen gehört”, ora cresce assieme ciò che appartiene assieme. Helmut Kohl, l’allora Cancelliere tedesco, capisce che è la svolta della sua storia politica. Può essere l’uomo della riunificazione tedesca. Da quel momento la partita di Kohl è di convincere l’Europa che la Germania unita è un vantaggio per tutti. È nota la contrarietà dei principali leader politici europei: Mitterrand, Andreotti, Thatcher. Tutti sembrano aver paura di una Germania unita. Andreotti arriverà a dire, ironicamente: "Amo così tanto la Germania che preferisco ne esistano due...