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L'Italia, Macron e l'asse franco-tedesco

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Dopo l’elezione di  Emmanuel Macron  ci si aspettava un nuovo protagonismo francese che potesse bilanciare il potere tedesco . In parte è quello che sta avvenendo. La Germania ha bisogno di una Francia forte, tanto quanto il resto d’Europa. Insomma, il nuovo asse franco-tedesca nell’edizione Macron-Merkel lascia ben sperare. Ma qual è il ruolo che può svolgere l’ Italia in un’Europa in cui gli equilibri politici sono parzialmente mutati rispetto a un anno fa?   Ieri su Il Messaggero l’ex Presidente del Consiglio ed ex  Presidente  della Commissione Europea Romano Prodi scriveva che Macron sta certamente riequilibrando la politica europea, ma è  diverso  notare come questo stia avvenendo con un processo di esclusiva “riassicurazione” degli interessi nazionali francesi (peso economico e militare della Francia, protezione delle imprese francesi, chiusura rispetto alla richieste dell’Italia sui migranti) e con una particolare emarginazio...

Dieci anni Merkel

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Nel decimo anniversario del suo cancellierato Angel Merkel vive il suo momento più difficile. Quest’estate la donna più potente del mondo sembrava invincibile. I sondaggi davano l’Unione (CDU/CSU) ben oltre il 40 per cento e persino il socialdemocratico Torsten Albig , presidente del Land Schleswig-Holstein, riconosceva che la cancelliera stava facendo benissimo il suo lavoro e che per la SPD non ci sarebbe stato bisogno di contrapporle alcun candidato alle prossime elezioni del 2017 .  Anche nella tradizionale intervista estiva sulla seconda rete tedesca ( ZDF ) di metà agosto la giornalista che intervistava la Merkel immaginava non ci sarebbe stato nessuno a sfidare nel 2017 la cancelliera uscente. 

Pegida: ceto medio, uomini e insoddisfatti

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Capire da chi è realmente composto il movimento Pegida , è una questione di cui gli organi di stampa tedeschi si stanno occupando da ormai qualche mese. La velocità con cui Pegida si è imposta ha spiazzato molti analisti e commentatori. Un gruppo di ricerca dell' Università Tecnica di Dresda prova a fare chiarezza e con uno studio ha elaborato dati raccolti durante le manifestazioni di Pegida per comprendere la composizione sociale del movimento. I risultati sono sorprendenti. Dall'analisi si evince che di Pegida non bisognerebbe avere paura. Il sostenitore medio avrebbe le seguenti caratteristiche: 

L'Islam, il terrorismo e le risposte della società tedesca

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L'11 ottobre 1931 in Germania si organizz ò il cosiddetto fronte di Harzbug , un incontro informale che sdoganava definitivamente Adolf Hitler, che da personaggio minore  veniva accolto nella é lite politica ultraconservatrice e nazionalista tedesca degli anni Trenta. Da allora la sua ascesa, in nome dell ’ antigiudaismo , fu inarrestabile. Impossibile non pensare a quel periodo vedendo il fronte conservatore e nazionalista di Pegida che dall ’ ottobre scorso manifesta ogni luned ì in nome dell ’ odio nei confronti di una religione, l ’ Islam . Cos ì come negli anni Trenta il nemico è individuato in una minoranza religiosa, allora gli ebrei (erano appena 500.000 mila), oggi i musulmani (meno del 5 per cento della popolazione in Germania, e lo 0,1 per cento in Sassonia, centro principale delle manifestazioni di Pegida ). Uno dei fondatori del movimento antislamico  è Lutz Bachmann,  un anonimo personaggio minore con precedenti penali, cos ì come l'Hitler dei prim...

Professore a 24 anni, in Germania è possibile

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Diventare professore a 24 anni. Non è una favola, non è un film, non è una provocazione e non è uno scherzo. E' la storia vera di Peter Scholze . Chissà cosa penseranno i tanti ricercatori italiani che alle soglie dei quarant'anni ancora sono alla ricerca di un qualche posto. Eppure, in Germania, Peter Scholze ce l'ha fatta ad appena ventiquattro anni. E' stato, infatti, chiamato per chiara fama dall'Università di Bonn. In Germania assicurano: l'età non conta nulla, Peter Scholze è uno dei più brillanti matematici del mondo. Così il giovane tedesco è diventato il più giovane professore in Germania.