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Semaforo rosso

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Dopo le elezioni regionali del 14 marzo scorso la cosiddetta coalizione semaforo tra Verdi, socialdemocratici e liberali sembrava destinata a essere la nuova frontiera della politica tedesca. Il vincitore dei Verdi nel Baden-Württemberg, Winfried Kretschmann , ha però mischiato le carte e i Verdi hanno deciso di continuare a governare con la Cdu piuttosto che avventurarsi in una coalizione a tre. Niente semaforo dunque, ma una più sicura coalizione verde-nero . Kretschmann ha preferito la continuità e la solidità di una maggioranza di governo consolidata con i Cristiano democratici.  La scelta di Kretschmann,  un conservatore verde,  era prevedibile per chi conosce il Ministro-Presidente del   Baden-Württemberg,  e ppure non è stata indolore. In questa regione, una parte del partito si era apertamente espressa a favore dell'opzione semaforo. Alla fine ha però prevalso la linea del presidente.   La scelta di Kretschmann nasce delle sue inclinazioni personali e dal contesto specific

Fratelli diversi

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Un importante sondaggio d’opinione realizzato nel 2017 dalla Friedrich-Ebert-Stiftung sul rapporto tra Italia e Germania rivelava chiaramente alcune tensioni tra i due Paesi. Pur essendo entrambi membri fondatori dell’ Unione Europea , quest’ultima svolgeva certamente una funzione aggregante ma al contempo anche di focolaio di tensioni. In particolare la percezione italiana presentava una diffusa convinzione che l’Italia fosse vittima del processo di integrazione europea, quest'ultima spesso identificata con il potere della Germania . Del resto, il dibattito pubblico tra Germania e Italia è tradizionalmente caratterizzato da improvvise tensioni mediatiche scatenate da articoli, dichiarazioni o copertine di settimanali. Il sondaggio confermava quel processo di estraniazione strisciante , descritto da Rusconi nel 2008, fino ad arrivare all’ alleanza perduta di cui scrisse Angelo Bolaffi nel 2013.  I problemi nei rapporti tra Italia-Germania furono sottolineati anche da Enrico

Verdi di governo

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Dopo le elezioni regionali tedesche di domenica il commento più importante è stato di Markus Söder, Presidente dei cristiano sociali bavaresi e Ministro-Presidente della Baviera: “L’Unione non sarà in grado di vincere le elezioni senza lottare”. Una frase apparentemente banale dietro la quale si nasconde una riflessione più profonda. Non c’è solo la constatazione delle difficoltà attuali dell’Unione dovute ai noti scandali ma anche la consapevolezza di avere un avversario la cui ascesa appare inarrestabile: i   Grünen . Sarebbe del tutto riduttivo relegare il risultato dei Verdi tedeschi nel Baden-Württemberg a una normale vittoria in un  Land  che in fondo governano già da dieci anni. In questa regione, infatti, la CDU ha governato ininterrottamente dalla metà degli anni Cinquanta fino al 2011 e, in alcune fasi, con una maggioranza assoluta. Che i Verdi siano riusciti a vincere per tre elezioni consecutive vuol dire che il consolidamento degli ambientalisti in un  Land  economicamente

Elezioni regionali: male la CDU, bene i Verdi

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  Le elezioni regionali in Germania nel Baden-Württemberg e nella Renania Palatinato hanno confermato i Ministri-Presidenti uscenti: il verde Winfried Kretschmann e la socialdemocratica Malu Dreyer. Kretschmann (32.3 per cento), che governa dal 2011 il Baden-Württemberg, prima in coalizione con i socialdemocratici e negli ultimi cinque anni con la CDU (23.5), può scegliere con chi governare nei prossimi cinque anni, se con i cristiano-democratici - che hanno ottenuto il peggior risultato della loro storia in una regione che dagli anni Cinquanta fino al 2011 è stata un’autentica roccaforte della CDU – oppure se provare una coalizione a tre con SPD (11.1) e liberali (FDP, 10.7). Malu Dreyer e la SPD (35.7), pur registrando una leggera flessione, si confermano primo partito con un ampio margine di vantaggio rispetto alla CDU (26.8) che anche qui ha ottenuto il peggior risultato della sua storia. La coalizione SPD-Verdi-liberali (FDP) che ha governato nell’ultima legislatura continuerà a g

In difesa della democrazia

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I l 31 agosto del 2020 un gruppo di manifestanti contro le misure di contenimento della pandemia tenta un assalto al Parlamento tedesco , il Bundestag. Si tratta di un’azione un po’ goffa di un gruppo ancora troppo poco organizzato e strutturato per superare le misure di sicurezza.   Il 18 novembre dello stesso anno, un gruppo di cospirazionisti e negazionisti del COVID-19, grazie all’aiuto di alcuni esponenti di Alternative für Deutschland , entrano nel parlamento tedesco per disturbare e interrompere i lavori dei parlamentari ed insultano il Ministro dell’Economia Peter Altmaier (CDU).  

H come Hitler

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Il volume di Johann Lerchenwald non sembra volersi orientare a quel massimo biografo di Adolf Hitler che fu Joachim Fest con la sua monumentale biografia e neppure alla Verfilmung che ne derivò ( Hitler – Eine Karriere ), bensì – e non solo a prima vista, probabilmente per moda editoriale attualissima – a quella insolita nuova forma di biografia che è quella inaugurata da Antonio Scurati con la sua straordinaria opera, che attende di divenire trilogia, intitolata “M”, e qui ne sia prova proprio l’uso della lettera iniziale del nome. Ma non basta. L’approccio è infatti dei più costitutivi nell’affrontare figura e sviluppo di uno dei più grandi mostri dell’umanità e l’originalità sta proprio nell’approccio annunciato, che non risponde appunto al canone di “come i tedeschi vedevano”, bensì come H. “vedeva” i tedeschi – che per aggiunta divengono qui, come il titolo recita, i “suoi tedeschi” – trattandosi dunque di ben altra cosa. Il procedere di questa analisi è affrontato quindi da

Laschet ante portas

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Il favorito tra i candidati alla Presidenza della CDU è Armin Laschet , Ministro-Presidente del Nord Reno-Westfalia e storico mediatore di posizioni divergenti all’interno del partito.   Se il congresso della CDU si fosse svolto ad aprile del 2020, Armin Laschet avrebbe probabilmente vinto senza grandi difficoltà. Oggi la sfida è molto più complicata e l’esito è incerto. Da un parte può vantare una vittoria nelle elezioni comunali che si sono svolte a settembre nel suo Land , dall’altra paga qualche disorganizzazione di troppo nella gestione della prima fase della pandemia. 

Il bonus Donna

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Nella serie The Crown si incontrano per la prima volta, in udienza privata, le due donne più potenti degli anni Settanta: Margaret Thatcher ed Elisabetta II . La Regina è orgogliosa della sua capacità di predire (e indovinare) la composizione dei governi e anche in questo caso ci tiene a comunicare al primo ministro appena eletto il suo pronostico. Poche battute bastano a inquadrare il rapporto tra le due.   La Regina: Presumo niente donne.   Il Primo ministro: Donne? Sicuramente no! Non solo perché non ci sono candidate valide. Trovo che le donne non siano adatte a ricoprire alte cariche, diventano troppo emotive .  Dubito che avrà questo problema con me ,  risponde Elisabetta II.

Norbert Röttgen, il Robert Redford della politica tedesca

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Foto: Copyright di Stefen Roth Il più debole dei tre candidati alla Presidenza della CDU è sicuramente Norbert Röttgen , Presidente della Commissione affari esteri del Bundestag ed ex stella del partito nei primi anni Duemila. La candidatura di Norbert Röttgen è arrivata un po’ a sorpresa anche se a una riflessione più attenta della storia della CDU e delle vicissitudini politiche di Röttgen , poteva essere prevista.  Norbert Röttgen è stato l’enfant prodige di una generazione di politici della CDU che si affermava con l’inizio dei governi di Angela Merkel (2005). Purtroppo però la sua stella non ha mai veramente brillato e la sua vicenda politica è una lista di occasioni mancate.  

Cronache di una pandemia da Lipsia

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Siamo a Lipsia, giovane realtà urbana di quella che sino a 30 anni addietro era Germania Est . Il 2021 è appena cominciato tra i lunghi viali alberati della città. I lampioni sono accesi su Karl-Liebkenecht-Straße eppure le strade sono vuote, i ristoranti chiusi, i negozi spenti. La Germania ha iniziato il nuovo anno in lockdown .  Qui, sempre a Lipsia, abbiamo trascorso l’ultimo semestre di un anno, il 2020, che ha messo a dura prova in maniera sempre differente il sistema sanitario nazionale di ogni realtà europea e non. Siamo arrivati con il primo vento d’autunno, quando i grandi parchi cominciavano a tingersi di sfumature giallo-arancione e la gente viveva in strada la fine dell’estate. La gestione della pandemia in Germania, comparata con l’esperienza italiana, si è dimostrata subito di gran lunga differente. A novembre, con l’aumento dei casi che ha allarmato un'intera Europa stravolta da coprifuochi , zone di restrizione contrassegnate da colori differenti e lunghi decreti

Nostalgia canaglia: Friedrich Merz

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Il più discusso e controverso dei tre candidati alla Presidenza dei cristiano democratici tedeschi è Friedrich Merz. Nato nel 1955, è più anziano dei suoi avversari compagni di partito e la sua carriera politica ha raggiunto i momenti più alti nel periodo iniziale dell’era di Angela Merkel , di cui è solo un anno più giovane.   La sua vita è segnata dal legame con la CDU e con il paesino di Brilon , un piccolo centro di 25 mila abitanti a meno di cento chilometri a Ovest di Dortmund nel Nord Reno Westfalia. Qui è stato Presidente del movimento giovanile della CDU ( Junge Union ). In età adolescenziale Friedrich Merz era un ragazzo ribelle, capellone, già fumatore e tendente ad alzare il gomito, nonché in perenne contrasto con i propri genitori. Seguendo il più classico dei cliché della borghesia tedesca, in età giovanile, al periodo di ribellione, è seguito il processo di imborghesimento con il matrimonio e con l’arrivo dei figli. Merz ne ha tre.  

Meno male che Merkel c'è

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Sembra quasi incredibile che ci sia stato un tempo in cui la Cancelliera Merkel era ritratta con i bafetti hitleriani o considerata alla stregua di una casalinga di Voghera (in tedesco Schwäbische Hausfrau ). La Cancelliera che oggi è lodata e ammirata in tutto il mondo, è la stessa che veniva criticata, odiata e ridicolizzata qualche anno fa. A modificare radicalmente la sua percezione e immagine, nonché il suo profilo internazionale, ha contributo quel sorprendente Wir schaffen das (ce la facciamo) riferito all’accoglienza dei migranti in Germania nel 2015. I media hanno così trasformato la matrigna d'Europa nella Cancelliera del mondo libero.  

86 centesimi

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Sassonia Anhalt è un Land della ex Germania Est al centro della Repubblica Federale e la terra in cui è nato Martin Lutero . Qui da mesi il dibattito politico è dominato dalla discussione su un aumento del canone radiotelevisivo di 86 centesimi . Intorno a questa aumento irrisorio si sta consumando una crisi che non riguarda esclusivamente il governo del Land , ma anche la CDU a livello nazionale. Un caso per certi versi analogo (sebbene diverso) a quanto accaduto in Turingia all’inizio dell’anno. Lì tra gennaio e febbraio si consumò un terremoto politico con conseguenze anche a Berlino ( Ne abbiamo scritto qui ). Gli effetti di quella crisi furono neutralizzati dall’arrivo del Covid-19. In ogni caso da allora la CDU ha una Presidente (Annegret Kramp-Karrenbauer) dimissionaria ma che non riesce ad essere sostituita perché il partito non ha ancora deciso quando svolgere il proprio congresso. Il paradosso è che oggi Kramp-Karrenbauer deve affrontare un’altra crisi in un Land dell’Est e

Stati Uniti d'Europa: auspicio, incubo, utopia?

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È stato pubblicato presso Villa Vigoni Editore , il volume Stati Uniti d’Europa: auspicio, incubo, utopia? , curato da Christiane Liermann Traniello (Segretario Generale, Villa Vigoni), Matteo Scotto (Consigliere scientifico, Villa Vigoni) e Julian Stefenelli (Consigliere legale, Villa Vigoni), con una prefazione di Giuliano Amato . In più di sessant’anni di integrazione del nostro continente, la narrativa degli Stati Uniti d’Europa , menzionati da Winston Churchill nel celebre discorso di Zurigo del 1946, non ha mai abbandonato il discorso politico: a volte citati come modello da cui prendere le distanze, altre volte come visione a cui ambire, altre ancora come un mantra da proporre in mancanza di alternative.

Vietare AfD?

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Questo fine settimana AfD si riunisce per il suo congresso annuale. Mentre la CDU l’ha posticipato al 2021 e i Verdi l’hanno svolto online, AfD ha deciso di farlo svolgere regolarmente in presenza nonostante la pandemia. Nella piccola Kalkar , nel Nord Reno Westfalia, quasi al confine con l’Olanda, si ritroveranno 600 delegati ai quali si potrebbero aggiungere circa altre centro persone che avranno accesso come osservatori in funzioni diverse (giornalisti, hostess, ospiti). Legalmente il congresso si può svolgere, ovviamente nel rispetto di tutte le misure di sicurezza e del protocollo sanitario previsto per le manifestazioni come i congressi di partito. La sindaca di Kalkar, Britta Schulz , ha però manifestato molte preoccupazioni per l’evento e pur non avendo alcun potere specifico per impedire lo svolgimento del congresso ha ricordato che potrà controllare il rispetto delle regole. Ha tuttavia lamentato la scarsità di mezzi a disposizione.

Le ambizioni dei Grünen

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Da partito di protesta a partito di potere. La strada dei Verdi tedeschi nell’anno in cui compiono quarant’anni potrebbe essere sintetizzata da questa trasformazione. I Grünen nascono nel 1980 come un raggruppamento di movimenti civici di varia natura e uniti da una evidente distanza ed estraneità dall’ establishment politico e istituzionale dell’allora Germania Ovest. Con il passare degli anni questo partito di protesta è molto cambiato. Hanno assunto importanti responsabilità di governo nei Länder e a livello federale con il governo Schröder (1998-2005) e sono anche riusciti a formare una classe dirigente qualificata e notoriamente apprezzata. 

L'Italia vista dalla Germania. Il dominio dei sentimenti in politica

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Un Paese depresso, spaventato e deluso. E' l'Italia vista da Ulrich Ladurner , giornalista altoatesino dell'importante settimanale tedesco Die Zeit . Il suo ultimo libro Der Fall Italien. Wenn Gefühle die Politik beherrschen ( Il caso Italia. Quando i sentimenti dominano la politica ), pubblicato da Edizioni Körber (Hamburg 2019), è un saggio divulgativo e di agile lettura sugli ultimi burrascosi anni della politica italiana in cui un grande Paese europeo è finito per percepirsi come uno dei grandi perdenti dei processi economico-politici internazionali degli ultimi anni. Dalla crisi economico-finanziaria a quella migratoria fino al processo di integrazione europea, in nessun Paese del Vecchio Continente è cresciuta la frustrazione e la delusione per la propria condizione sociale tanto quanto in Italia. 

La pandemia paralizza la politica tedesca

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La pandemia ha paralizzato la politica tedesca. La CDU di Angela Merkel , il primo partito tedesco, ha rinviato per la seconda volta il congresso che avrebbe dovuto eleggere il nuovo Presidente dopo le dimissioni annunciate di Annegret Kramp-Karrenbauer. Da quel 10 febbraio sembra essere passato un’eternità eppure da allora il COVID ha stravolto l’agenda politica. La CDU ha rinviato a dicembre 2020 il proprio congresso inizialmente previsto per fine aprile. Oggi è arrivato il secondo rinvio, in questo caso addirittura a data da destinarsi. Tra metà dicembre e metà gennaio il presidio dei cristiano-democratici deciderà quando potrà svolgersi in presenza, in ogni caso non prima di marzo. Non è escluso, tuttavia, l’ipotesi di un congresso interamente online. Nel frattempo Annegret Kramp-Karrenbauer   continuerà a dirigere la transizione e la CDU a posticipare il vero inizio della campagna elettorale in vista delle elezioni di fine settembre 2021. Se prima la CDU non sceglie il suo preside

Covid, seconda ondata in Italia e Germania. I dati.

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  Sintesi dei dati Note: In Germania il Robert Koch Institut comunica i dati la mattina presto e si riferiscono al giorno precedente.  La curva epidemiologica da marzo a ottobre Le terapie intensive nelle ultime due settimane twitter@uvillanilubelli

Elezioni comunali in NRW: i risultati in un grafico

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  Risultati in %. uvillanilubelli