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Visualizzazione dei post con l'etichetta Euro

Crisi greca: Il ritorno dell'egemonia tedesca in Europa?

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“ È un vizio nazionale tedesco quello di  analizzare le cose con un tale zelo che le cose stesse, alla fine, perdono la loro realtà .” La pensava così  Ernst Jünger , un tedesco che conosceva bene le caratteristiche spirituali dei propri connazionali. Leggendo le cronache e i commenti su numerosi giornali internazionali la Germania di oggi è indubbiamente vittima del proprio zelo. L’acribia con cui avrebbe imposto la propria linea alla Grecia avrebbe fatto perdere di vista la realtà di cui parlava  Jünger , oggi rappresentata dalla salvaguardia dei valori del progetto europeo. 

Debiti di guerra: perché la Germania non deve nulla alla Grecia

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Secondo il governo greco i tedeschi devono alla Grecia 278,7 miliardi di Euro per l'occupazione nazista durante la seconda guerra mondiale. Una cifra enorme che è ben superiore a quella che Atene deve all'Unione Europea, alla Banca Centrale Europea e al Fondo Monetario internazionale (240 miliardi circa). Si tratta di una duplice richiesta che riguarda i risarcimenti per le vittime di guerra e un rimborso per il prestito forzoso che la Grecia dovette pagare durante l'occupazione nazista nel 1942-1944 , ovvero 476 milioni di marchi. Quest'ultima cifra è, tuttavia, difficile da calcolare con la moneta di oggi, si attesterebbe in ogni caso intorno a 8-11 milioni di euro, compresi gli interessi.

AfD, gli euroscettici tedeschi: quale futuro?

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Nel 1983 il leader dei cristiano-sociali bavaresi Franz-Joseph Strauß ammoniva il suo partito: Non deve nascere un partito alla destra della CSU! Allora erano i Repubblicani a rappresentare una possibile alternativa all’Unione (CDU/CSU) sul fronte destro dell’arco costituzionale. La storia andò diversamente. I Repubblicani non si sono mai veramente radicati e i cristiano-sociali e democratici non hanno mai dovuto confrontarsi con un vero partito alla loro destra. Nel frattempo sono nati prima i Verdi, alla fine degli anni ottanta, e poi la Linke, negli anni duemila. Ma sempre dalla parte sinistra. Con Alternative für Deutschland , partito fondato nell’aprile del 2013 all’Hotel InterContinental di Berlino, il detto di Strauß è diventato un nudo teorema. Oggi la politica tedesca ha visto nascere un partito conservatore, liberal-nazionale ed euroscettico alla destra dell’Unione (CDU/CSU).

Sette cose che ho capito delle elezioni europee in Germania

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Le previsioni in Germania e in Europa secondo la SZ Le ultime due settimane di campagna elettorale delle elezioni europee le ho seguite a Berlino . Qui di seguito sette cose che ho capito:     1) Anche in Germania l ’ interesse era scarso. Non che i tedeschi dimostrino grande partecipazione per le elezioni in generale, ma rispetto alle politiche del settembre scorso c ’ era una partecipazione di gran lunga inferiore agli eventi della campagna  elettorale . Il disinteresse per le elezioni europee è  diffuso  (ne  ho parlato qui ). Tuttavia, anche se ai comizi c'erano poche centinaia di persone, al contempo si avvertiva molta passione per la politica. In ogni manifestazione dei partiti c'erano gruppi di altri movimenti che contestavano e disturbavano, pacificamente. Sul mio canale youtube potete vedere alcuni video molto interessanti e divertenti.

Riga è Capitale europea della cultura ... e festeggia con l'Euro

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Il nuovo anno porta subito una buona notizia: la Lettonia è entrata nell'Euro . Potrà sembrare un dato di poco conto considerato che la Repubblica Baltica ha poco più di due milioni di abitanti, ma in realtà il caso lettone è un buon esempio del successo delle politiche economiche e sociali dell'Unione Europea . Nell'articolo che segue vi propongo un articolo sulla capitale Riga (capitale europea della cultura 2014 e con fortissimi legami con la storia tedesca ) e sui buoni risultati ottenuti dal governo lettone negli ultimi anni in campo economico e sociale.

La protesta degli euroscettici contro Draghi

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Il vento e la pioggia non fermano Alternativa per la Germania . Il leader Bernd Lucke è su un piccolo palco su un grosso camion con il suo solito vestito grigio, camicia bianca e cravatta. Come fosse ad una delle sue tante lezioni universitarie. " Viene da Amburgo , è abituato a questo clima", dice un signore di circa sessantacinque anni. L'appuntamento degli euroscettici è alle undici alla Porta di Brandeburgo , a circa un chilometro da Breite Strasse dove, quasi contemporaneamente, il Presidente della BCE Mario Draghi parlava alla Confindustria tedesca.

L'Europa guarda a Berlino

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L’intera Europa si aspetta molto dalle elezioni tedesche. A una settimana dal voto, con l’estate che ormai volge al termine, il Sud Europa si accorge che il 22 settembre è vicino e che si voterà anche sul futuro del Vecchio Continente . Le elezioni tedesche restano l’evento politico più importante dell’anno. I sondaggi non sembrano lasciare spazio a grandi sorprese, ma comunque andrà a finire domenica prossima gli equilibri politici a Berlino saranno molto diversi. Da una parte Merkel potrebbe ricevere un vero e proprio assegno in bianco e continuare a governare con i liberali in posizione di forte minoranza, oppure, anche se vincente, dovrà allearsi con un partner (socialdemocratici o verdi) che la costringeranno a scendere a numerosi compromessi.

La guerra dell'Euro in Germania

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Uno spettro si aggira per l’Europa: il ritorno del Marco tedesco . Se in gran parte del Vecchio Continente cresce il malessere nei confronti della politica di austerità imposta dalla Germania di Angela Merkel , proprio a Berlino l’euroscetticismo si diffonde come la peste. A dire il vero non è un fenomeno del tutto nuovo. È da qualche anno che acquistano sempre maggiore visibilità le posizioni contrarie alla moneta unica. 

Emma Courage, l'apprezzamento tedesco per il Ministro degli Esteri italiano

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In Germania hanno apprezzato la nomina di Emma Bonino a Ministro degli Esteri. Emma Courage è il titolo di un ritratto di Eric Bonse per il mensile Cicero . I tedeschi si sentono rassicurati da una donna dall’indubbio spessore internazionale. Il giornalista tedesco inizia da lontano: “Già al primo giorno di lavoro da Commissario Europeo agli aiuti umanitari, Emma Bonino si recò a Sarajevo per criticare duramente l’inerzia dell’ Europa nella guerra civile nell’ex Jugoslavia . Era il 1995 e i Balcani erano in fiamme. I grandi dell’UE erano scandalizzati. Chi era quella minuta signora che osava mischiarsi, con il suo tono lapidario, nell’arte della diplomazia?”

Italia e Germania, odi et amo

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La copertina del Magazine della Süddeutsche Zeitung “Ciao Bello, grazie”. Nel giorno in cui lo spread saliva, le borse crollavano, la Grecia sembrava ormai fuori dall’ Euro e il settimanale Die Zeit titolava Abschied vom Süden /Distacco dal Sud ricordo di essermi imbattuto in un’intervista sulla ZDF ad un’elegante e bella signora, autrice e moderatrice televisiva (ma pressoché sconosciuta in Italia): Jule Gölsdorf . Presentava il suo libro Avanti, Amore. Mein Sommer unter Italienern/Avanti Amore. La mia estate tra italiani. Un elogio dell’eleganza e dello charme del maschio italiano che seduce le donne tedesche: “Ciao bello, grazie”, le sento dire in televisione. Non si sa bene per cosa ... ma lo posso facilmente immaginare.

Starbatty: l'Euro è un fallimento, cambiamo tutto

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Joachim Starbatty non è un euroscettico dell’ultima ora. È da sempre contrario all’introduzione della moneta unica. Il suo attivismo contro l’Euro è un percorso intrapreso da tempo tanto che oggi l’economista tedesco è pronto addirittura a spendersi in prima persona in politica e mettere il proprio patrimonio conoscitivo a disposizione del nuovo movimento Alternativa per la Germania . Ma Starbatty non è un politico di professione. È soprattutto un economista, un professore universitario (Dr. Dr. h.c. – come amano specificare i tedeschi) all’Università di Tubinga ed uno scrittore di saggi per il grande pubblico che lo ricorda per essere uno dei protagonisti del ricorso alla Corte Costituzionale tedesca contro l’introduzione dell’Euro e dell’ESM (il fondo di salvataggio).

La fine dell'EUforia, l'ultimo numero di Longitude

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“ The end of Euphoria ”: cioè l’Europa della crisi ma anche delle potenzialità, è il titolo di copertina del nuovo numero, in edicola, di “ Longitude ”, la rivista diretta da Pialuisa Bianco che analizza anche la crisi della Corea del Nord tra riarmo ed estrema povertà (“Kim the bully”) e il grave fenomeno che si sta manifestando nel campo della salute: alcune malattie stanno diventando refrattarie agli antibiotici. Nell'ultimo numero della rivista di approfondimento politico , economico e culturale c'è anche un'analisi sul partito anti-euro in Germania , Alternativa per la Germania . Sul sito del Ministero degli Esteri è possibile leggere una descrizione del numero di Longitude in commercio. Longitude, rivista diretta da Pialuisa Bianco,  è acquistabile in libreria, nelle migliori edicole o su ipad .

L'Alternativa per la Germania: farla finita con l'Euro

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In una solare giornata di primavera è nata Alternative für Deutschland (AfD) il cui obiettivo principale è farla finita con l’ Euro . Ha l’ambizione di farsi interprete del diffuso euroscetticismo che si presume sia crescente nella società tedesca. Ma se il virus euroscettico che si è fino ad ora diffuso in Europa ha visto come protagonisti soprattutto le frange più estreme del panorama politico - da Alba Dorata e Syriza in Grecia a Marine Le Pen in Francia fino alla Lega nord e al Movimento5Stelle in Italia - AfD è un partito moderato, liberale e di centro, come affermato da Bernd Lucke al Congresso. AfD , inoltre, non è contrario all’Europa tout court . Come ha evidenziato Alexander Gauland , ex cristiano-democratico ora in AfD , in un articolo sulla Welt (12.04.2013): non vogliamo buttare via trent’anni di politica europea e non vogliamo semplicemente resuscitare il vecchio Marco tedesco (DM). AfD sarebbe già soddisfatta se l’Euro funzionasse finalmente c...

Schmieding: L'Euro è una moneta di successo

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A oltre dieci anni dall’introduzione dell’ Euro non c’è niente che divide i cittadini europei più della loro stessa moneta. O vunque in Europa - da Madrid ad Atene , da Lisbona fino a Bruxelles - cresce il malessere sociale che si concretizza in manifestazioni di piazza . In Germania , poi, è nato un nuovo partito anti-euro : Alternativa per la Germania . Il movimento potrebbe esordire già alle prossime elezioni federali di settembre. Eppure proprio dalla Germania arriva una voce in difesa della moneta unica e di un ruolo centrale della Repubblica Federale in Europa. Si tratta di Holger Schmieding , direttore economico della Berenberg Bank , la più antica banca privata tedesca. Il suo libro Unser gutes Geld. Warum wir den Euro brauchen (Murmann, Hamburg 2012) è una strenua difesa dell’ Euro . Schmieding conosce molto bene i problemi della costruzione della moneta unica e intende rispondere alla diffusa critica che considera l’ Euro un errore ed un esperi...

Martin Walser: l'addio alla Grecia sarebbe una sciagura

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Vi propongo un articolo del grande scrittore tedesco Martin Walser che è intervenuto sulla crisi dell'Euro e dell'Europa. Come sempre provocatorio e, al contempo, lucido lo scrittore ci racconta la sua  idea d'Europa. La separazione di un Paese dall'euro? Uno scenario orribile! Perché l'euro è più di una valuta. È una lingua e un linguaggio che tutti comprendono. Come una volta lo era il greco, a cui la lingua tedesca deve le sue opere poetiche più belle. Ogni sera ci intrattengono con opinioni sulla crisi. C iò mi ha indotto a chiedermi se l'esperto di turno voglia (ancora) l'euro oppure intenda ritornare a una moltitudine di valute senza l'euro.  Io sono d' accordo soltanto con chi vuole un'Unione Europea che sia anche un' unione monetaria. L'euro esiste. Che oggi un Paese europeo debba separarsi dall'euro, che debba ricadere indietro all' epoca delle diverse valute, come una palla nel gioco della speculazione, è uno sce...

Tensioni italo-tedesche

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L’intervista di Mario Monti allo Spiegel ha rimesso in crisi i rapporti tra Italia e Germania. Dichiarazioni che erano pensate, molto probabilmente, per tessere ancora una volta un solido asse con la Germania e la cancelliera Angela Merkel, hanno provocato l’effetto contrario. Iniziamo dalla frase incriminata: In ogni paese esistono un Parlamento ed una Corte Costituzionale. Ogni governo deve governare secondo le decisioni dei Parlamenti. Ma ogni governo ha l’obbligo di educare il proprio Parlamento. Se mi fossi attenuto, in modo assolutamente meccanico, alle direttive del mio Parlamento, non avrei potuto accettare le decisioni prese all'ultimo vertice a Brussels. Avevo, infatti, la richiesta di far introdurre gli Eurobonds. Se i governi si lasciano legare totalmente alle decisioni del Parlamento senza conservarsi uno spazio di manovra, la fine dell'Europa sarebbe molto più probabile di una maggiore integrazione.

Capire la crisi: domande e risposte / 1

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Perché la crisi dell’Euro non finisce mai? La crisi dell’Euro non è solo la crisi di una moneta. È la crisi del sistema economico e politico dell’Unione Europea. L’UE, così come è stata pensata, è un’incompiuta perché è stata creata una moneta unica, ma non un’unione politica. Si sono messi insieme economie e sistemi politici molto diversi e con esigenze molto differenti tra loro senza dotarli di una forte e solida struttura di base. I padri dell’Europa hanno creato un’Unione pensando che ci fosse (o che fosse facilmente raggiungibile) una omogeneità sociale ed economica di fondo tra i diversi stati. Non potevano naturalmente prevedere la crisi dei titoli subprime negli Stati Uniti che è alla radice della crisi europea e non potevano prevedere che l’Europa sarebbe diventata un continente “marginale” rispetto alle nuove economie emergenti, quali, ad esempio i BRICS (Brasile, Russia, India, Cina e Sud Africa), ma potevano prendere in considerazione che prima o poi una crisi, ec...

La Germania e i BRICS

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Sul Corriere della Sera di ieri Danilo Taino , ex corrispondete da Berlino, ha firmato un interessante articolo, Il sesto BRICS del mondo? Si chiama Germania . La tesi di Taino è condivisibile ed è riassumibile così: La Germania ha stretto rapporti commericali molto forti con le economie emergenti di Brasile, Russia, India, Cina e Sud Africa (BRICS) , tanto da potersi ormai considerare il sesto paese di questo gruppo ... grazie anche agli ottimi dati economici della Repubblica Federale Tedesca . Questo non vuol dire che la Germania rinunci all' Europa e all' Euro , ma significa che "nel rapporto con i Brics la Germania si muove da sola". L'articolo può essere letto qui  Riguardo al rapporto tra la Germania e i BRICS vi segnalo anche un mio articolo del 21 marzo del 2011: Niente Libia per la Merkel. La Germania preferisce il "BRIC" , pubblicato su L'Occidentale di Giancarlo Loquenzi . Qui di seguito uno stralcio Ma perchè la Germania...

Sorrisi e intese tra Monti e la Merkel

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Buona la terza. Dopo due tentativi falliti Angela Merkel e Mario Monti si sono incontrati a Roma. Prima l’indisponibilità improvvisa di Nicolas Sarkozy e poi le dimissioni del Presidente della Repubblica Christian Wullf avevano impedito ai presidenti del consiglio italiano e tedesco di incontrarsi. Ieri è invece andato tutto secondo i programmi ed ha partecipato anche Giorgio Napolitano. Al centro del vertice c’era ovviamente la crisi economica e le riforme avviate in Italia dal governo di Mario Monti. Angela Merkel ha benedetto le riforme italiane come, in realtà, aveva già fatto in passato durante il vertice a Berlino. È indubbio, d’altronde, che Mario Monti sia riuscito nell’opera di ridare maggiore credibilità all’Italia nel contesto europeo. La Cancelliera Merkel ha ricordato che ogni Paese dell’Unione europea dovrà impegnarsi perché ci sono grandissime sfide davanti. Ci sono squilibri da superare e che dimostrano che non siamo ancora nel perfetto equilibrio. Abbiamo chiarito il r...

La Repubblica delle dimissioni

La Repubblica delle dimissioni. Potrebbe essere questa la nuova denominazione della Repubblica Federale Tedesca. Dopo il Presidente Horst Köhler nel 2010, il Ministro della difesa Karl Theodor zu Guttenberg nel 2011, ora è il turno del Presidente della Repubblica Christian Wulff. Tre dimissioni illustri (alle quali se ne potrebbero aggiungere anche di minori) che rendono idea del rigore morale (un po’ eccessivo) dei tedeschi. Dopo settimane di pressioni, il Presidente tedesco Christian Wulff si è alla fine dimesso. Così come il suo predecessore, anche Wulff ha lasciato anticipatamente Schloss Bellevue, la sede della presidenza tedesca. La storia è ormai nota. Tutto nasce da una casa in Bassa Sassonia che il Presidente Wulff voleva comprare a tassi agevolati ai tempi in cui era Presidente della Regione. Per farlo, invece di accedere ad un mutuo, chiese aiuto ad un imprenditore che gli prestò cinquecentomila euro con tassi d’interesse molto bassi. Non si tratta di tangente, sia ben chiar...