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Sette cose che ho capito delle elezioni europee in Germania

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Le previsioni in Germania e in Europa secondo la SZ Le ultime due settimane di campagna elettorale delle elezioni europee le ho seguite a Berlino . Qui di seguito sette cose che ho capito:     1) Anche in Germania l ’ interesse era scarso. Non che i tedeschi dimostrino grande partecipazione per le elezioni in generale, ma rispetto alle politiche del settembre scorso c ’ era una partecipazione di gran lunga inferiore agli eventi della campagna  elettorale . Il disinteresse per le elezioni europee è  diffuso  (ne  ho parlato qui ). Tuttavia, anche se ai comizi c'erano poche centinaia di persone, al contempo si avvertiva molta passione per la politica. In ogni manifestazione dei partiti c'erano gruppi di altri movimenti che contestavano e disturbavano, pacificamente. Sul mio canale youtube potete vedere alcuni video molto interessanti e divertenti.

L'intervista di Matteo Renzi alla Zeit: Merkel mi ha impressionato

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A poco più di due settimane dalle Primarie Matteo Renzi ha rilasciato una  lunga intervista al settimanale Die Zeit (in edicola da giovedì 21 novembre). "Ora o mai" è il titolo. Il grande favorito per la corsa alla guida del Partito Democratico viene descritto dal settimanale tedesco come "giovane, dinamico e dal bell'aspetto". Com'è noto l'ambizione del Sindaco di Firenze non è semplicemente di guidare il PD - per le primarie dell'8 dicembre Renzi si dice "ottimista ... ho il 51 per cento delle possibilità di vincere" - ma di diventare Presidente del Consiglio , ruolo per il quale, con i suoi 38 anni, non si sente troppo giovane. Dice Renzi : "Solo in Italia si pensa che alla mia età si è ancora giovani. L'età non è un problema, al contrario, in questo modo posso anche sperare ad una vita dopo la politica ... ho mille altre idee: mi piacerebbe moltissimo insegnare all'Università, ma forse ci sarebbe anche l'opzion...

Italia e Germania, odi et amo

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La copertina del Magazine della Süddeutsche Zeitung “Ciao Bello, grazie”. Nel giorno in cui lo spread saliva, le borse crollavano, la Grecia sembrava ormai fuori dall’ Euro e il settimanale Die Zeit titolava Abschied vom Süden /Distacco dal Sud ricordo di essermi imbattuto in un’intervista sulla ZDF ad un’elegante e bella signora, autrice e moderatrice televisiva (ma pressoché sconosciuta in Italia): Jule Gölsdorf . Presentava il suo libro Avanti, Amore. Mein Sommer unter Italienern/Avanti Amore. La mia estate tra italiani. Un elogio dell’eleganza e dello charme del maschio italiano che seduce le donne tedesche: “Ciao bello, grazie”, le sento dire in televisione. Non si sa bene per cosa ... ma lo posso facilmente immaginare.

La pesante eredità che ricevono i giovani

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Vi propongo alcuni passaggi di un articolo di Kerstin Bund dalla Zeit del 6 settembre scorso. L'editorialista del settimanale tedesco entra nel dibattito su una possibile riforma delle pensioni in Germania, cos ì come auspicata dal Ministro del Lavoro Ursula von der Leyen . Il Ministro ha posto all'attenzione dell'opinione pubblica il problema della povert à dei pensionati ed ha cos ì proposto una pensione minima di base. La proposta di von der Leyen è stata molto criticata. Kerstin Bund critica il ministro rimproverandole che una riforma come da lei auspicata, ricade, ancora una volta, sulle spalle delle nuove generazioni. Non può essere che tutti i problemi di questo paese vengano scaricati sulla generazione tra i 20 e i 35 anni che oggi cresce in Germania . A questa generazione viene rimproverato di non essere unita, di non avere un'identità e di non avere un'ideologia. Diversamente dalla generazione del dopoguerra, dai sessantottini o dalla Generaz...

Ci si può fidare dei tedeschi?

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La storia inizia il 9 novembre 1989 : il giorno della caduta del Muro di Berlino . Per la Germania è una nuova fase. La sopravvivenza della DDR (Deutsche Demokratische Republik) era un’incognita. Nei mesi successivi a quell’autunno di fine anni ottanta, in Germania si risveglia uno spirito unitario fino ad allora tenuto quasi nascosto. Willy Brandt afferma: “Jetzt wächst zusammen, was zusammen gehört”. Helmut Kohl , l’allora Cancelliere tedesco, capisce che è la svolta della sua storia politica. Può essere l’uomo della riunificazione tedesca.

Petra Reski a Lecce

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Mercoledì 9 maggio, alle ore 18, presso la Sala Conferenze del Rettoraro dell’Università del Salento, Petra Reski presenterà il suo libro " Santa Mafia. Da Palermo a Duisburg: sangue, affari, politica e devozione ". Interverrano all'incontro, oltre a Petra Reski , il Prof. Giulio De Simone e la prof.ssa Paola Balducci , modereranno la prof.ssa Francesca Lamberti e il dott. Ubaldo Villani-Lubelli . L’evento è organizzato dal Dipartimento di Scienze Giuridiche dell'Università del Salento e si inserisce nella rassegna " Di mafia si è scritto " a cura della prof.ssa Francesca Lamberti, del dott. Ubaldo Villani-Lubelli e del dott. Andrea Apollonio. Petra Reski è una giornalista tedesca. Ha iniziato la sua carriera come reporter per il settimanale Stern . Attualmente è corrispondente culturale per Die Zeit , Geo , Focus e Merian . In Germania è stata eletta Miglior Giornalista dell’anno nel 2008 nella categoria “reporter” proprio a seguito del...

La polemica mediatica tra Italia e Germania

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Oggi vi consiglio alcuni articoli tratti dal settimanale tedesco Die Zeit che ricostruiscono la storia della polemica mediatica tra Il Giornale e il Der Spiegel. 1) Geschmacklose Provokationen gegen den Euro. "Spiegel"-Autor Jan Fleischhauer empört Italien in seiner Kolumne. Das Berlusconi-Lager antwortet mit Nazi-Vergleichen. Dabei wettern beide Seiten einig gegen den Euro. Leggi l'intero articolo qui 2) Molto più divertente è invece questo contributo di Birgit Schönau: Entspannt euch, Deutsche! Das neue Nach-Berlusconi-Italien hat genug von den Belehrungen aus Berlin. Leggi l'intero articolo qui . Se volete leggere la versione italiana, potete cliccare qui

Lasst die Moden sein!

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Vi proponiamo un'intervista a Paolo Conte uscita sul settimanle Die Zeit del 27 novemebre 2008. Anarchie ist ein Nachttier – ein Gespräch mit dem italienischen Songschreiber und Nichtsänger Paolo Conte DIE ZEIT: »Ich spreche von meinem indianischen Schweigen«, orakeln Sie in einem Ihrer neuen Lieder, »in einem Dialekt weit entfernter Spiegel.« Können Sie sich erklären, warum weltweit so viele Menschen in Ihre Konzerte strömen, ohne eine Silbe Ihres Gesangs zu verstehen? Paolo Conte: Ich bin gerade in Chicago vor einem überwiegend schwarzen Publikum aufgetreten, Menschen also, die weder meine Sprache noch Kultur teilen. Ihre Begeisterung kann ich mir selber kaum erklären. Aber Musik hat diesen abstrakten Charakter, dass man oft genau jene Dinge erspürt, von denen im Text die Rede ist. ZEIT: Ist es vielleicht der Stil, der verbindet? Auch Ihr Ensemble tritt stets im Frack auf… Conte: Tatsächlich habe ich immer den Stil des schwarzen Jazz bewundert. Da würde niemand in Jeans und T-Shi...

Le dimissioni di Jürgen Stark

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Le dimissioni di Jürgen Stark hanno creato un nuovo terremoto politico e finanziario. Crollano le Borse: Francoforte ha perso oltre il 4 per cento, Parigi il 3,6, Piazza Affari il 4,9, mentre l’euro è scivolato sotto quota 1,37 dollari per la prima volta dal 23 febbraio scorso. Dietro le dimissioni del consigliere tedesco della Banca Centrale Europa c'è l'insoddisfazione ed il malumore di gran parte del mondo finanziario e politico per gli aiuti all'Italia e più in gernale ai paesi dell'Europa in difficoltà. Fino ad ora si è forse sottovalutato (e non ben capito) il braccio di ferro in atto a Berlino tra la linea europeista del governo tedesco e la convizione diffusa che la Germania stia pagando un prezzo troppo alto per difendere l'Euro e l'Europa. Ricordiamo che le dimissioni di Stark vengono dopo quelle di quest'inverno dell'altro consigliere tedesco, Axel Weber. Vediamo come hanno commentato i principali giornali italiani e tedeschi: La Repubblica: S...

Guerra in Libia: Merkel e Westerwelle sulla graticola!

Ora che il regime di Muammar Gheddafi è arrivato al capolinea, la stampa tedesca inizia a fare i conti con la scelta del Governo Merkel di non sostenere l’operazione militare in Libia. Era il marzo scorso quando Angela Merkel e Guido Westerwelle (il ministro degli Esteri tedesco) dichiaravano la propria contrarietà alla no-fly zone in Libia e si astenevano sulla risoluzione dell’Onu. leggi l'intero articolo qui di Ubaldo Villani-Lubelli Pubblicato su L'Occidentale, 25.08.2011