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Bassa Sassonia, in Germania si torna al voto. Ma si guarda a Berlino

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L'attuale Bundesrat In Germania è già tempo di nuove elezioni. Domenica si vota in Bassa Sassonia, uno dei Länder più importanti: il secondo per estensione e il quarto per popolazione dell'intera Repubblica Federale. La vicinanza con le elezioni del 24 settembre rende il test elettorale un secondo round delle politiche, con l'Unione (CDU/CSU) e l'SPD che hanno l'obbligo di riscattarsi dopo il deludente risultato di tre settimane fa .

L'Italia, Macron e l'asse franco-tedesco

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Dopo l’elezione di  Emmanuel Macron  ci si aspettava un nuovo protagonismo francese che potesse bilanciare il potere tedesco . In parte è quello che sta avvenendo. La Germania ha bisogno di una Francia forte, tanto quanto il resto d’Europa. Insomma, il nuovo asse franco-tedesca nell’edizione Macron-Merkel lascia ben sperare. Ma qual è il ruolo che può svolgere l’ Italia in un’Europa in cui gli equilibri politici sono parzialmente mutati rispetto a un anno fa?   Ieri su Il Messaggero l’ex Presidente del Consiglio ed ex  Presidente  della Commissione Europea Romano Prodi scriveva che Macron sta certamente riequilibrando la politica europea, ma è  diverso  notare come questo stia avvenendo con un processo di esclusiva “riassicurazione” degli interessi nazionali francesi (peso economico e militare della Francia, protezione delle imprese francesi, chiusura rispetto alla richieste dell’Italia sui migranti) e con una particolare emarginazio...

L'ultima speranza per la Spd

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A due mesi dalle elezioni tedesche del 24 settembre la partita sembra già decisa.  I sondaggi di luglio danno l’ Unione di Angela Merkel tra il 38 e il 40.5 per cento, con un vantaggio che oscilla tra i 15 e 18 punti percentuali rispetto alla SPD di Martin Schulz . A seguire poi la Sinistra (Linke) con il 9, i liberali (FDP) con il 7-9 per cento, ed, infine, i Verdi e Alternativa per la Germania (AfD), entrambi con il 7-8 per cento. 

Festeggiare l'Europa per difenderla

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« Ogni società che non è illuminata dai filosofi, è distrutta dai ciarlatani ». Questa frase di Nicolas de Condorcet descrive l’Europa di oggi. I ciarlatani stanno distruggendo un grande sogno.  Ha ancora senso festeggiare un’ Europa le cui ragioni di fondo sono state messe in discussione da una serie di crisi concentriche? Nonostante tutto, penso di sì.  E’ certamente vero che un tempo l’Europa creava entusiasmo, ora invece ostilità e rabbia. 

L'Europa a due velocità

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Dopo la dichiarazione del 25 marzo sottoscritta dai capi di stato e di governo, l' Unione Europea , al di là delle mediazioni sui singoli termini, sarà a due (o più) velocità. Sembra un percorso del tutto nuovo, in realtà è un ritorno agli anni Novanta. Ma non per questo si tratta di un passo indietro. Dal Trattato di Maastricht e dall’introduzione dell’Euro, l’Europa ha commesso numerosi passi falsi. La Brexit più che aprire una nuova fase ha chiuso una stagione che era stata aperta dal fallimento del Trattato costituzionale che venne bocciato dai referendum in Francia e Olanda nel 2005, con i quali si impedì qualunque prospettiva di un’unità politica.