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Visualizzazione dei post con l'etichetta Europa

Fratelli diversi

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Un importante sondaggio d’opinione realizzato nel 2017 dalla Friedrich-Ebert-Stiftung sul rapporto tra Italia e Germania rivelava chiaramente alcune tensioni tra i due Paesi. Pur essendo entrambi membri fondatori dell’ Unione Europea , quest’ultima svolgeva certamente una funzione aggregante ma al contempo anche di focolaio di tensioni. In particolare la percezione italiana presentava una diffusa convinzione che l’Italia fosse vittima del processo di integrazione europea, quest'ultima spesso identificata con il potere della Germania . Del resto, il dibattito pubblico tra Germania e Italia è tradizionalmente caratterizzato da improvvise tensioni mediatiche scatenate da articoli, dichiarazioni o copertine di settimanali. Il sondaggio confermava quel processo di estraniazione strisciante , descritto da Rusconi nel 2008, fino ad arrivare all’ alleanza perduta di cui scrisse Angelo Bolaffi nel 2013.  I problemi nei rapporti tra Italia-Germania furono sottolineati anche da Enrico ...

Stati Uniti d'Europa: auspicio, incubo, utopia?

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È stato pubblicato presso Villa Vigoni Editore , il volume Stati Uniti d’Europa: auspicio, incubo, utopia? , curato da Christiane Liermann Traniello (Segretario Generale, Villa Vigoni), Matteo Scotto (Consigliere scientifico, Villa Vigoni) e Julian Stefenelli (Consigliere legale, Villa Vigoni), con una prefazione di Giuliano Amato . In più di sessant’anni di integrazione del nostro continente, la narrativa degli Stati Uniti d’Europa , menzionati da Winston Churchill nel celebre discorso di Zurigo del 1946, non ha mai abbandonato il discorso politico: a volte citati come modello da cui prendere le distanze, altre volte come visione a cui ambire, altre ancora come un mantra da proporre in mancanza di alternative.

L'Italia vista dalla Germania. Il dominio dei sentimenti in politica

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Un Paese depresso, spaventato e deluso. E' l'Italia vista da Ulrich Ladurner , giornalista altoatesino dell'importante settimanale tedesco Die Zeit . Il suo ultimo libro Der Fall Italien. Wenn Gefühle die Politik beherrschen ( Il caso Italia. Quando i sentimenti dominano la politica ), pubblicato da Edizioni Körber (Hamburg 2019), è un saggio divulgativo e di agile lettura sugli ultimi burrascosi anni della politica italiana in cui un grande Paese europeo è finito per percepirsi come uno dei grandi perdenti dei processi economico-politici internazionali degli ultimi anni. Dalla crisi economico-finanziaria a quella migratoria fino al processo di integrazione europea, in nessun Paese del Vecchio Continente è cresciuta la frustrazione e la delusione per la propria condizione sociale tanto quanto in Italia. 

Covid, seconda ondata in Italia e Germania. I dati.

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  Sintesi dei dati Note: In Germania il Robert Koch Institut comunica i dati la mattina presto e si riferiscono al giorno precedente.  La curva epidemiologica da marzo a ottobre Le terapie intensive nelle ultime due settimane twitter@uvillanilubelli

L'amicizia italo-tedesca alla prova del Coronavirus

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Per il Blog tedesco Diskurspresse sono stato intervistato sui rapporti italo-tedeschi che durante la crisi del Coronavirus sono stati messi duramente alla prova. Come spesso è accaduto in passato non sono mancate critiche e attacchi verbali molto duri. Come sempre nel passato supereremo anche questa crisi. Questo dialogo con gli amici tedeschi vuole essere un invito alla solidarietà reciproca e alla difesa del comune patrimonio europeo rappresentanti dall'Unione Europea. Per chi volesse ascoltare l'intero podcast potete andare a questo link . Ne approfitto per segnalare anche la lettera-appello di italiani che vivono in Germania per una maggiore vicinanza tra italiani e tedeschi. twitter@uvillanilubelli

AKK alla Difesa, Merkel prepara l'uscita di scena

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Annegret Kramp-Karrenbauer è la nuova ministra della Difesa in Germania. Dopo che lunedì la neo Presidente della Commissione si era dimessa da ministra della Repubblica Federale, sulla stampa tedesca era già iniziato il valzer di nomi dei possibili successori di Ursula von der Leyen . Il grande favorito era Jens Spahn , giovane leader della CDU, attualmente al ministero della Salute. Eppure la sorpresa è arrivata già martedì sera, dopo che von der Leyen aveva incassato la fiducia del Parlamento europeo. 

Elezioni europee: 10 cose da sapere

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Domenica 26 maggio si vota per eleggere i membri del parlamento europeo. 10 cose da sapere: 1. Le elezioni europee sono una delle più importanti manifestazioni di democrazia al mondo . Hanno diritto di voto quasi 400 milioni di persone in 28 Stati nazionali diversi (gli Stati Membri dell’Unione Europea);  2.  Tra i grandi paesi europei l’Italia registra l’affluenza al voto più alta . Nel 2014 votò il 57 per cento (in Germania il 48 e in Francia il 42) 3.  In Italia il sistema di voto è proporzionale puro con lo sbarramento al 4 per cento. Il partito che prende meno del 4 per cento non elegge alcun candidato; 4. Oltre a crociare il partito che intendete votare si possono esprimere fino tre preferenze ( ma di sesso diverso! ). Informatevi su chi sono i singoli candidati dei partiti;

Elezioni in Assia: un confronto tra elezioni (2013-2018)

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Elezioni in Assia: le coalizioni di governo (1950-2018)

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Elezioni in Baviera: exit pool

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Bassa Sassonia, in Germania si torna al voto. Ma si guarda a Berlino

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L'attuale Bundesrat In Germania è già tempo di nuove elezioni. Domenica si vota in Bassa Sassonia, uno dei Länder più importanti: il secondo per estensione e il quarto per popolazione dell'intera Repubblica Federale. La vicinanza con le elezioni del 24 settembre rende il test elettorale un secondo round delle politiche, con l'Unione (CDU/CSU) e l'SPD che hanno l'obbligo di riscattarsi dopo il deludente risultato di tre settimane fa .

L'Italia, Macron e l'asse franco-tedesco

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Dopo l’elezione di  Emmanuel Macron  ci si aspettava un nuovo protagonismo francese che potesse bilanciare il potere tedesco . In parte è quello che sta avvenendo. La Germania ha bisogno di una Francia forte, tanto quanto il resto d’Europa. Insomma, il nuovo asse franco-tedesca nell’edizione Macron-Merkel lascia ben sperare. Ma qual è il ruolo che può svolgere l’ Italia in un’Europa in cui gli equilibri politici sono parzialmente mutati rispetto a un anno fa?   Ieri su Il Messaggero l’ex Presidente del Consiglio ed ex  Presidente  della Commissione Europea Romano Prodi scriveva che Macron sta certamente riequilibrando la politica europea, ma è  diverso  notare come questo stia avvenendo con un processo di esclusiva “riassicurazione” degli interessi nazionali francesi (peso economico e militare della Francia, protezione delle imprese francesi, chiusura rispetto alla richieste dell’Italia sui migranti) e con una particolare emarginazio...

L'Europa a due velocità

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Dopo la dichiarazione del 25 marzo sottoscritta dai capi di stato e di governo, l' Unione Europea , al di là delle mediazioni sui singoli termini, sarà a due (o più) velocità. Sembra un percorso del tutto nuovo, in realtà è un ritorno agli anni Novanta. Ma non per questo si tratta di un passo indietro. Dal Trattato di Maastricht e dall’introduzione dell’Euro, l’Europa ha commesso numerosi passi falsi. La Brexit più che aprire una nuova fase ha chiuso una stagione che era stata aperta dal fallimento del Trattato costituzionale che venne bocciato dai referendum in Francia e Olanda nel 2005, con i quali si impedì qualunque prospettiva di un’unità politica.

La vittoria di Trump smentisce i keynesiani

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L’elezione di Donald Trump a Presidente degli Stati Uniti d’America riguarda anche l’ Europa e la Germania . Non tanto perché la famiglia Trump sia di origine tedesca (il bisnonno era un tedesco emigrato negli USA ), ma perché la vittoria di Donald Trump può aiutare a comprendere gli errori che sono stati commessi nell’interpretazione della grande crisi economica e politica degli ultimi anni.

Elezioni regionali in Germania: risultati e analisi

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Le elezioni regionali in Germania erano attese come un test politico per la cancelliera Merkel e la sua politica sull'immigrazione. Si è votato in tre Länder . Il primo e il più importate era il Baden-Württemberg , il terzo, in assoluto, per grandezza (10 milioni di abitanti). Qui si è confermato il presidente uscente Winfried Kretschmann dei Verdi che hanno ottenuto il 31 per cento. La CDU è arrivata al 27 (ben meno 12 per cento rispetto a cinque anni fa), la SPD perde ben il 10 per cento e si ferma al 13. I liberali si consolidano con il 9 per cento e l'estrema destra di AfD si impone come terza forza con il 15 per cento. 

Merkel: non abbiamo mantenuto la Grecia nell’Euro per abbandonarla nella crisi dei rifugiati

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Per anni la narrazione della crisi economica prevedeva da una parte i cattivi tedeschi, duri e inflessibili nel loro rigore economico, e dall'altra i buoni greci, vittime sacrificali di un sistema economico-finanziario rappresentato dalla Troika. Dall’estate scorsa e con l’emergere del problema dei flussi migratori la crisi greca non occupa più le prime pagine dei giornali e non è più pretesto di sfogo sulle bacheche dei social network. Eppure proprio la crisi dei rifugiati è rivelatrice della crisi dell’Europa, che non è tanto economica né politica, quanto culturale. I paesi dell’Est, con il loro continuo opporsi a forme di solidarietà nei confronti dei rifugiati, dimostrano quanto ancora immatura sia la loro cultura politica. A questi Paesi si sono aperte le porte dell’Europa troppo rapidamente.

Merkel vicina alle dimissioni?

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Appena alla fine dell'autunno scorso Angela Merkel era osannata dal The Economist come grande europea e il Time la nominava persona dell'anno : Cancelliera del Nuovo Mondo . Oggi, secondo la Zeit , la Merkel sarebbe vicina alle dimissioni. In un'intervista alla Ministra della Difesa Ursula von der Leyen , scrive il più autorevole settimanale tedesco che nelle riunioni con i suoi fedelissimi avrebbe detto che se il numero dei rifugiati dovesse aumentare nuovamente in modo significativo si dimetterà, in quanto non sarebbe più sostenibile come cancelliera. Ursula von der Leyen , considerata una dei possibili successore e persona vicina ad Angela Merkel, ha naturalmente smentito: Non ho mai partecipato a riunioni in cui la cancelliera ha detto di volersi dimettere. Così come vedo io la situazione, Merkel risolve i problemi in modo intrepido e con coraggio.

La nuova identità tedesca

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La storia dell’evoluzione della Germania è riassunta in due foto a distanza di settant’anni. La prima di un ragazzino impaurito nel ghetto di Varsavia davanti ad un soldato nazista, la seconda di un altro ragazzino, con il cappello di un poliziotto tedesco, felice di essere accolto da rifugiato in Germania. Due foto che simboleggiano il lungo percorso di riabilitazione di un Paese che dopo la seconda guerra mondiale poteva sparire e diventare una semplice “entità geografica” (Stalin). Il filosofo tedesco Helmuth Plessner racconta nel suo Die verspätete Nation che pochi giorni dopo la capitolazione tedesca dell’8 maggio 1945, un amico e collega costretto all’esilio gli disse: “Volete tornare veramente in Germania? Ma se non c’è più!” [1] La storia, come sappiamo, è andata diversamente e a oltre un quarto di secolo dalla caduta del Muro di Berlino e dalla successiva riunificazione, la Germania esiste ancora ed è una nazione nuova che non ha più nemici né rivendicazioni territo...

Le misure del governo tedesco per l'accoglienza dei rifugiati

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Dopo le grandi dimostrazioni di solidarietà dei cittadini tedeschi alle stazioni di Monaco e Francoforte di cui la cancelliera Angela Merkel si è dichiarata molto orgogliosa, ora è il momento della politica . Perché adesso è necessario affrontare i problemi legati all' accoglienza dei rifugiati . Nella notte il governo tedesco ha varato un pacchetto di misure straordinarie che prevede ulteriori  6 miliardi di euro per le cure dei rifugiati. I comuni e le regioni riceveranno altri 3 miliardi di euro. E' su questi infatti che grava maggiormente la gestione dei rifugiati. 

La crisi della sinistra tedesca

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Il quartier generale della SPD a Berlino, La Willy-Brandt-Haus " I socialdemocratici sono i grandi traditori della Germania ". Me lo dice in un ristorante di Prenzlauerberg un ragazzo tedesco cresciuto a Berlino Est in una famiglia socialista. La crisi del Partito Socialdemocratico tedesco (Spd) è riassunta in quella lapidaria e incisiva frase. Eppure per capire di cosa si sta parlando qualche numero è indispensabile.  La Spd ha perso le ultime tre elezioni politiche ed è scesa dal 34,2 per cento del 2005 al 25,7 del 2013, toccando il minimo storico nel 2005 con il 23,5. Attualmente i sondaggi danno i socialdemocratici al 24-25 per cento, circa 15 punti di percentuale dietro l'Unione (CDU/CSU). Anche gli iscritti si sono drasticamente ridotti, nel 1990 erano 943 mila, nel 2000 735 mila, nel 2005 590 mila e 2015 sono scesi a 459 mila. I numeri della crisi dei socialdemocratici tedeschi sono impietosi.