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Himmler privato rivelato dalla Welt

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" Vado ad Auschwitz. Baci. Tuo Rico " E' così che Heinrich Himmler scrive a sua moglie nel giugno del 1943. Lo rivelano alcune lettere riportate dalla Welt a partire da ieri. Nelle lettere che verranno pubblicate nelle prossime otto settimane c'è l'epistolario privato di Himmler con sua moglie.  Una rivelazione importante perché sveano aspetti decisivi della vita privata di una delle personalità più importanti della Germania nazista e un fedelissimo di Adolf Hitler sin dagli inizi dell'ascesa politica del Führer . Il nome di Himmler è anche legato all' Olocausto , dietro il quale c'erano le sue idee folli sulla superiorità della razza ariana (vedi video qui accanto). 

Giornata della Memoria: ricordare l'Olocausto

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Ricordare l’ Olocausto in modo originale e non banale è spesso difficile. Eppure resta una ricorrenza importante per mantenere viva la memoria di una grande tragedia. Voglio farlo consigliando e ricordando alcuni libri , film , musei e luoghi che per me sono stati importanti. Inizio da Intellettuale ad Auschwitz di Jean Amery ( pseudonimo di Hans Chaim Mayer ) nel quale lo scrittore austriaco, che ha vissuto in prima persona l'esperienza della deportazione, descrive l’inferiorità nella quale, nei Lager, vengono a trovarsi gli intellettuali , la loro inadeguatezza alla dimensione meramente fisica. Una testimonianza che dà una lettura del tutto originale e toccante. 

Il ricordo dell'Olocausto online

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Il Memoriale all'Olocausto (Holocaust-Mahnmal) a Berlino L’Olocausto è online . La piaga della società moderna, che ha visto espellere, maltrattare, ghettizzare milioni di ebrei è ora  visitabile su siti internet di agghiacciante precisione. E vederli tutti lì, in fila, uno dietro l’altro, i nomi delle vittime del Nazismo (delle ultime vittime di un immotivato pregiudizio storico radicato nei secoli passati e non solo nel ‘900, a cui ancora viene dedicata scarsa attenzione nel processo di ricostruzione storiografica della moderna società europea) fa un effetto diverso rispetto a quello dei libri di storia .

I conti con il passato e la Memoria collettiva

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Ci sono conti con il passato che restano aperti, perchè la storia è un’avversaria scomoda che non cancella i nostri debiti. E quando la Memoria diventa la nostra usuraia, non possiamo sottrarci agli interessi del Tempo. Sul tavolo da gioco del “millantato progresso” dell’Umanità, Auschwitz è una brutta partita persa, un promemoria infallibile della nostra potenziale brutalità. La  Germania non ha dimenticato. Non vuole e non può dimenticare l’angoscia della colpa collettiva che ne macchia la coscienza, come la colpa dei padri macchia con sfacciata ingiustizia le vite dei figli.