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Sachsen-Anhalt: Vince la Cdu (e Haseloff)

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L’incubo di una destra nazionalista primo partito in Germania è svanito dinanzi alla solidità dei cristiano-democratici tedeschi.  Le elezioni regionali in Sachsen-Anhalt, le ultime prima delle elezioni federali del 26 settembre, avrebbero dovuto essere un testa a testa tra CDU e Alternative für Deutschland , ma il risultato elettorale ha restituito ai cristiano democratici il ruolo di leadership . La Germania, soprattutto nelle zone prive di aree metropolitane, resta un paese profondamente conservatore ed in cui si preferisce l'usato sicuro (la CDU) piuttosto che avviare esperimenti politici arditi e incerti (AfD). Il 37.1 per cento ottenuto dalla CDU guidata da Reiner Haseloff , Ministro-Presidente uscente e grande vincitore delle elezioni, è un risultato sensazionale: arriva dopo le difficoltà degli ultimi anni dei conservatori nelle regioni dell’est, portando a casa un 7.4 per cento in più rispetto al risultato del 2016, l’aumento più alto ottenuto dalla CDU in un’elezione re...

86 centesimi

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Sassonia Anhalt è un Land della ex Germania Est al centro della Repubblica Federale e la terra in cui è nato Martin Lutero . Qui da mesi il dibattito politico è dominato dalla discussione su un aumento del canone radiotelevisivo di 86 centesimi . Intorno a questa aumento irrisorio si sta consumando una crisi che non riguarda esclusivamente il governo del Land , ma anche la CDU a livello nazionale. Un caso per certi versi analogo (sebbene diverso) a quanto accaduto in Turingia all’inizio dell’anno. Lì tra gennaio e febbraio si consumò un terremoto politico con conseguenze anche a Berlino ( Ne abbiamo scritto qui ). Gli effetti di quella crisi furono neutralizzati dall’arrivo del Covid-19. In ogni caso da allora la CDU ha una Presidente (Annegret Kramp-Karrenbauer) dimissionaria ma che non riesce ad essere sostituita perché il partito non ha ancora deciso quando svolgere il proprio congresso. Il paradosso è che oggi Kramp-Karrenbauer deve affrontare un’altra crisi in un Land dell’Est e...

Elezioni ad Amburgo

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Crisi in Turingia: le pagelle

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I sondaggi attuali in Turingia  Thomas Kemmerich (FDP): Diventare Ministro-Presidente di un Land avendo preso appena il 5 per cento e con i voti dell’estrema destra di AfD che in Turingia esprime il suo volto più radicale e pericoloso, è stato un azzardo politico. A Kemmerich (e Mohring , leader della CDU in Turingia) è mancata una vera strategia politica. La conseguenza ora è che gli scenari più probabili sono un governo di sinistra di Bodo Ramelow , ovvero ciò che Kemmeriche Mohring  volevano a tutti i costi evitare, oppure nuove elezioni in cui i sondaggi danno i liberali (FDP) sotto la soglia di sbarramento del 5 per cento (ved. foto). Kemmerich paga l’ambizione personale e l’essere stato (forse) usato dai leader nazionali (Lindner) per i loro contrasti. Imperdonabile la stretta di mano con Björn Höcke. Voto 2.5

La nuova leadership della Spd

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I socialdemocratici tedeschi hanno una nuova leadership. Saskia Esken e Norbert Walter-Borjans sono stati eletti dalla base del partito con il 53 per cento dei voti. Una vittoria sorprendente solo per chi non avesse seguito la campagna elettorale interna al partito. I nuovi leader hanno vinto contro Olaf Scholz, Vice-Cancelliere e Ministro delle Finanze, e Klara Geywitz. Il risultato dovrà essere confermato dal congresso della Spd (6-8 dicembre) a cui partecipano però soltanto i delegati. La novità sostanziale della vittoria di Walter-Borjans ed Esken è rappresentata dalle loro posizioni molto più a sinistra rispetto alla storia recente della Spd (più o meno da Schröder in poi) e nel voler, di conseguenza, rinegoziare l'accordo di Grande Coalizione con cui attualmente i socialdemocratici governano con i cristiano democratici e sociali (CDU-CSU) oppure, eventualmente, uscire dal governo ponendo fine al quarto governo Merkel. 

Elezioni in Assia: un confronto tra elezioni (2013-2018)

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Elezioni in Assia: 1950-2018

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Verdi e Spd in Baviera

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L'offensiva della Linke: non solo ex-Ddr

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Per la Sinistra tedesca  le elezioni del 24 settembre sono decisive. Il paradosso è che sono le più difficili e le più facili al tempo stesso. Difficili perché mai come questa volta ci sono quattro partiti (Linke, Liberali, Verdi e Alternative für Deutschland) che partono molto vicini nei sondaggi. La concorrenza è altissima e sarà una lotta all’ultimo voto. Se nel 2013 la Linke arrivò terza dietro Unione ed  Spd  ed è stata l’unica vera forza di opposizione alla Grande Colazione, oggi, con l’ascesa della AfD e con la rinascita dei liberali (FDP), la Sinistra rischia di finire dietro ai due partiti che nella scorsa legislatura non avevano rappresentanti in Parlamento. Il vero avversario politico della Sinistra è l’ AfD , chi tra Linke ed estrema destra conquisterà il terzo avrà vinto la sfida  dei piccoli partiti.

Il problema della Spd: Gerhard Schröder

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Schröder durante il suo discorso di appoggio a Schulz all'ultimo congresso della SPd La missione impossibile di Martin Schulz non è di riuscire a vincere le elezioni tedesche. Salvo terremoti politici dell'ultimo momento la SPD non ha realistiche possibilità di superare la CDU. La vera missione di Schulz è di riuscire a radicalizzare le differenze rispetto ad Angela Merkel per provare a dare un senso al voto del 24 settembre. Nonostante gli apprezzabili sforzi, l'operazione al momento è fallita. E gli sviluppi della campagna elettorale non lasciano ben sperare per il candidato socialdemocratico.  

La crisi della SPD

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Le elezioni regionali in Nord Reno Vestfalia sono state uno shock per il  Partito  Socialdemocratico Tedesco (SPD). Non tanto perché si tratta di una regione tradizionalmente vicina alla SPD (ricordo, infatti, che dal 2005 al 2010 è stata governata dalla CDU), non tanto perché Martin Schulz si è speso in prima persona e Hannelore Kraft , presidente socialdemocratico uscente, è stata a lungo considerata un astro nascente della sinistra tedesca. Il vero shock per i socialdemocratici tedeschi è che la sconfitta nel Nord Reno Vestfalia elimina tutti gli alibi alla crisi di lungo corso della SPD. 

L'ultima speranza del mondo libero è la Germania

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La Germania è l'ultima speranza del mondo libero. Oggi, su Repubblica , Timothy Garton Ash , scrive che "ormai dobbiamo guardare alla Germania invece che all'America come leader del mondo libero". 

La crisi della sinistra tedesca

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Il quartier generale della SPD a Berlino, La Willy-Brandt-Haus " I socialdemocratici sono i grandi traditori della Germania ". Me lo dice in un ristorante di Prenzlauerberg un ragazzo tedesco cresciuto a Berlino Est in una famiglia socialista. La crisi del Partito Socialdemocratico tedesco (Spd) è riassunta in quella lapidaria e incisiva frase. Eppure per capire di cosa si sta parlando qualche numero è indispensabile.  La Spd ha perso le ultime tre elezioni politiche ed è scesa dal 34,2 per cento del 2005 al 25,7 del 2013, toccando il minimo storico nel 2005 con il 23,5. Attualmente i sondaggi danno i socialdemocratici al 24-25 per cento, circa 15 punti di percentuale dietro l'Unione (CDU/CSU). Anche gli iscritti si sono drasticamente ridotti, nel 1990 erano 943 mila, nel 2000 735 mila, nel 2005 590 mila e 2015 sono scesi a 459 mila. I numeri della crisi dei socialdemocratici tedeschi sono impietosi. 

Le ragioni (elettorali) del governo tedesco

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Le scelte della Germania nella crisi greca sono veramente incomprensibili? Perché il governo tedesco continua a mostrare i muscoli e a essere così intransigente nei confronti del governo greco? Per rispondere a queste domande è indispensabile analizzare i dati delle rilevazioni della prima e della seconda rete tedesca nell'ultimo mese. Partiamo dai dati sulla situazione economica in Germania.  Secondo il DeutschlandTrend il 76 per cento dei tedeschi la considera positiva (gut) o molto positiva (sehr gut).

La lezione di Gregor Gysi per la sinistra italiana

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Un manifesto elettorale della Linke  (elezioni politiche del 2013) Lo storico leader della sinistra tedesca Gregor Gysi lascia la guida della Linke. A 67 anni, dopo aver superato tre infarti e un'operazione al cervello, non si ricandiderà a guidare il partito che ha contribuito a fondare mettendo insieme PDS e WASG e unificando così la variegata galassia dei partiti a sinistra dei socialdemocratici.  Alla scadenza del suo mandato, il prossimo 15 ottobre, la Linke dovrà trovare una nuova guida, o meglio ne dovrà trovare due, un uomo e una donna . Come i Verdi, anche la Linke, sarà guidata da due leader. In pole position ci sono Sahra Wagenknecht e Dietmar Bartsch . Ma nulla è scontato.

Le due sinistre

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Sulla linea Roma-Berlino la sinistra si interroga su sé stessa e su sul futuro. Mentre a Roma il conflitto è tra la sinistra della piazza, dei sindacati e della minoranza PD da una parte e degli imprenditori e della Leopolda dall’altra, anche in Germania si insinua, latente, un’altra idea di sinistra, alternativa a quella responsabile sempre pronta a una Grande Coalizione con l’Unione merkeliana, sia a livello nazionale che regionale. Questa sinistra viene messa in crisi, anche se ancora con toni molto soft, da un’inedita e fino a qualche mese fa inimmaginabile alleanza a tre tra socialdemocratici, verdi e sinistra (Linke).

Tsipras il greco contro Schulz il tedesco

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Tsipras il greco contro Schulz il tedesco. Alle prossime elezioni europee assisteremo ad una guerra culturale e politica all’interno della sinistra europea. Un gruppo di noti intellettuali italiani di sinistra si è fatto promotore di una lista a sostegno di Alexis Tsipras , il candidato della Sinistra europea alla presidenza della Commissione della Ue. Tsipras, cresciuto politicamente nel Partito comunista greco e nella coalizione di movimenti di estrema sinistra Synaspismós , è il leader di Syriza che in Grecia si appresta a diventare il primo partito sulle ceneri del Partito Socialista ma beneficiando, al contempo, del tradizionale blocco sociale di quest’ultimo. Syriza è uno dei pochi partiti di sinistra vincenti in Europa. Il valore aggiunto di Tsipras in vista delle elezioni europee è essere greco, cittadino di un Paese messo in ginocchio dalle politiche di Bruxelles, dalla Troika e dall’austerità di Angela Merkel .