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La vittoria di Trump smentisce i keynesiani

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L’elezione di Donald Trump a Presidente degli Stati Uniti d’America riguarda anche l’ Europa e la Germania . Non tanto perché la famiglia Trump sia di origine tedesca (il bisnonno era un tedesco emigrato negli USA ), ma perché la vittoria di Donald Trump può aiutare a comprendere gli errori che sono stati commessi nell’interpretazione della grande crisi economica e politica degli ultimi anni.

La questione tedesca

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Vi propongo un articolo di Angelo Bolaffi uscito su Repubblica venerdì 24 luglio.   La Germania è la croce della moderna storia europea: un mistero, un enigma, una sfinge politica. Da più di un secolo a mezzo attorno ad essa si affollano perplessità, interrogativi, sospetti. Insomma prima ancora che über alles questo paese è per gli altri popoli del Vecchio Continente un dubbio eterno.  E’ così anche oggi, come si è visto durante le convulse giornate della crisi greca: la Germania che si era illusa di ‘aver fatto pace con se stessa e col mondo’ si è ritrovata a 25 anni di distanza dalla sua riunificazione sul banco degli imputati. E l’Europa preda di una preoccupante sindrome antitedesca .  Un diffuso timore agita l’opinione pubblica tra la costa atlantica del Portogallo e l’Oder-Neisse: che la Germania provi a trasformare una storica ossessione per il rigore finanziario e la stabilità monetaria in costituzione materiale dell’area dell’euro per imporre agli alt...