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Merkel e l’indispensabile passo di indietro

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Angela Merkel dovrebbe dimettersi. Il fallimento delle trattative per la formazione di un nuovo governo tedesco è una sua sconfitta. Pur riconoscendo l’onore delle armi a una cancelliera che ci ha provato per due mesi  a mettere insieme ciò che insieme non poteva andare, ovvero cristiano-sociali, cristiano-democratici, ambientalisti e liberali. Era l’unica strada che aveva davanti a sé e questo è stato il suo punto debole . Non è bastata la sua nota capacità di mediazione. Ora però è giusto riconoscere una realtà nella quale Angela Merkel non ha più niente da offrire al proprio partito e, probabilmente, all’intero Paese. Per questo motivo, il modo più onorevole per uscire di scena è farsi da parte. 

Schäuble, il Sisifo felice custode dei conti tedeschi

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Ha contribuito al processo di riunificazione della Germania, all’integrazione dei musulmani nella Repubblica Federale e lavora alla stabilità dell’euro e alla difesa degli interessi tedeschi in Europa. Degli attuali politici tedeschi nessuno ha plasmato la Bundesrepublik degli ultimi trent’anni tanto quanto Wolfgang Schäuble , il Ministro delle finanze di Frau Merkel, che terrà a Berlino la prestigiosa Vigoni Lecture dal titolo Un’unione per il XXI secolo. Una buona costituzione per l’Europa . Schäuble tra Kohl e Merkel Deputato al Bundestag dal 1972, fedelissimo di Helmut Kohl , di cui è stato Ministro degli Affari speciali e capo della cancelleria dal 1984 al 1989, Ministro degli Interni dal 1989 al 1991 e capogruppo della CDU/CSU al parlamento dal 1991 al 2000, Schäuble doveva essere l’erede del Gigante buono ma sulla sua strada ha trovato una signora semi sconosciuta che veniva dalla Germania Est: Angela Merkel .

Fenomeno Merkel, il nuovo libro di Judy Dempsey

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Mai come nell’anno delle elezioni federali Angela Merkel è diventato un fenomeno editoriale . Prolificano libri, analisi e biografie sulla donna più potente del mondo .  Tra le novità editoriali c’è Das Phänomen Merkel scritto da Judy Dempsey ed edito da Körber-Stiftung di Amburgo , uno dei libri più interessanti e meno scandalistici sulla Cancelliera. Diversamente dalle numerose biografie o commenti sul discusso stile politico della Cancelliera, il libro di Judy Dempsey si concentra in gran parte sulla politica estera. L’autrice è una giornalista irlandese da lungo tempo in Germania . Ha osservato la politica tedesca per il Financial Times e l’ International Herald Tribune ed ora continua a scrivere per il Think Tank statunitense Carnegie Europe . 

Speciale Consiglio Europeo/4: Gli interessi di Berlino

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Vi propongo un commento di Andrea Bonanni, corrispondente da Bruxelles di Repubblica , uscito sul giornale diretto da Ezio Mauro venerdì 19 ottobre. « CAPISCO le ragioni di Angela Merkel , che ha le elezioni a settembre prossimo». «Ma Francia e Germania hanno una responsabilità comune nei confronti dell' Europa. E quando l'Europa non va avanti, inevitabilmente va indietro». Il presidente francese Francois Hollande attribuisce l'ennesimo colpo di freno che la Cancelliera sta cercando di dare sull'Unione bancaria a motivi di politica interna tedesca. Ha ragione, ma solo in parte. Questa volta, infatti, a spiegare l'improvviso dietro-front della Bundeskanzlerin non è il timore di concedere vantaggi elettorali all' opposizione socialdemocratica, ma la paura di perdere il sostegno non solo dei suoi alleati liberali e cristiano-sociali, ma del suo stesso partito, la Cdu. Era stata proprio la Merkel, al vertice di giugno, ad annunciare trionfalmente che il com...

Herr Draghi, Governatore della Germania

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Chi governa la Germania? Se lo chiedeva alla fine del luglio scorso il principale giornale economico tedesco Handelsblatt . La risposta immediata è ovvia: Angela Merkel. In realtà la questione, come ammetteva lo stesso quotidiano, è più complessa e richiede una risposta più dettagliata. Se è vero che la Cancelliera guida il governo, negli ultimi mesi sono stati tanti i politici, i politologi e gli economisti che hanno espresso pareri e opinioni su come la Germania debba guidare l’Europa fuori dalla crisi. Tra questi si conta il Presidente della Banca Centrale Europea . Mario Draghi ha, infatti, un’influenza enorme non solo in Europa, ma anche in Germania. Da quando è Presidente della BCE la sua presenza a Francoforte, nel territorio della Repubblica Federale Tedesca, ha il suo peso e, come vedremo, anche le sue rogne.

La recessione arriva in Germania

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Prima o poi la crisi dell’euro doveva colpire anche la Germania. Non era ovviamente possibile che la Repubblica Federale potesse crescere di oltre il tre per cento, mentre il resto dell’unione è in recessione. Attenzione però. La “ recessione ” tedesca segna comunque una crescita economica in positivo.  La scorsa settimana era stata l’ OCSE ad aver annunciato una flessione della crescita per la seconda metà del 2012. Secondo gli economisti dell’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE), il prodotto interno lordo ( PIL ) della Germania, nel terzo trimestre, è stato dello 0,5 e nell’ultimo trimestre sarà dello 0,8, dunque leggermente migliore. A dire il vero, già nel secondo trimestre, il PIL tedesco era rimasto fermo ad un misero 0,3 per cento. Un 2012 quasi da dimenticare per Berlino. Nonostante questi dati poco incoraggianti, tuttavia, le imprese tedesche hanno accresciuto il loro volume d’affari di circa lo 0,5 per cento. Un dato dovuto principalme...