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L'Italia, Macron e l'asse franco-tedesco

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Dopo l’elezione di  Emmanuel Macron  ci si aspettava un nuovo protagonismo francese che potesse bilanciare il potere tedesco . In parte è quello che sta avvenendo. La Germania ha bisogno di una Francia forte, tanto quanto il resto d’Europa. Insomma, il nuovo asse franco-tedesca nell’edizione Macron-Merkel lascia ben sperare. Ma qual è il ruolo che può svolgere l’ Italia in un’Europa in cui gli equilibri politici sono parzialmente mutati rispetto a un anno fa?   Ieri su Il Messaggero l’ex Presidente del Consiglio ed ex  Presidente  della Commissione Europea Romano Prodi scriveva che Macron sta certamente riequilibrando la politica europea, ma è  diverso  notare come questo stia avvenendo con un processo di esclusiva “riassicurazione” degli interessi nazionali francesi (peso economico e militare della Francia, protezione delle imprese francesi, chiusura rispetto alla richieste dell’Italia sui migranti) e con una particolare emarginazio...

La questione tedesca

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Vi propongo un articolo di Angelo Bolaffi uscito su Repubblica venerdì 24 luglio.   La Germania è la croce della moderna storia europea: un mistero, un enigma, una sfinge politica. Da più di un secolo a mezzo attorno ad essa si affollano perplessità, interrogativi, sospetti. Insomma prima ancora che über alles questo paese è per gli altri popoli del Vecchio Continente un dubbio eterno.  E’ così anche oggi, come si è visto durante le convulse giornate della crisi greca: la Germania che si era illusa di ‘aver fatto pace con se stessa e col mondo’ si è ritrovata a 25 anni di distanza dalla sua riunificazione sul banco degli imputati. E l’Europa preda di una preoccupante sindrome antitedesca .  Un diffuso timore agita l’opinione pubblica tra la costa atlantica del Portogallo e l’Oder-Neisse: che la Germania provi a trasformare una storica ossessione per il rigore finanziario e la stabilità monetaria in costituzione materiale dell’area dell’euro per imporre agli alt...

Europa, domande sul nostro futuro

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La crisi economica ha messo in crisi il progetto europeo. L’Unione Europea è accerchiata da due opposte forme di retorica, quella euroscettica secondo cui la colpa dei problemi dell’Italia è sempre degli altri (UE, Euro e Germania) e quella euro-entusiasta, secondo cui l’UE è un grande successo. Nel dibattito pubblico si è perso l’europeismo critico. Un recente sondaggio Ipsos Mori mostra che l’Europa è scossa da sentimenti euroscettici e che il 68 per cento dei cittadini europei è insoddisfatto dell’Unione. È chiaro che le istituzioni europee devono essere riformate e che è necessaria una maggiore integrazione politica. C ’eravamo tanto amati. Italia, Europa e poi? di Pier Virgilio Dastoli (Presidente del Movimento Europeo) e Roberto Sataniello (Funzionario alla Commissione Europea), che viene presentato oggi da Liberrima, ore 18, si inserisce in questa discussione. Il libro è l’avvincente racconto degli ultimi vent’anni di fallimenti e successi dell’UE. C...

Unione bancaria e federalismo: così l'Europa uscirà dalla crisi

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La crisi dell’euro è grave , ma diventa ancora più grave se viene raccontata come il risultato dell’errore fatale che sarebbe stato fatto quando i governi dell’Unione misero il carro davanti ai buoi e adottarono una moneta unica prima di avere creato il governo che avrebbe dovuto dirigere e amministrare l’economia dell’ Eurozona . Non si resero conto della gravità dell’errore? Non capirono che si stavano avviando su una strada inesplorata piena di rischi e trabocchetti? È possibile che persone come Helmut Kohl , Jacques Delors , François Mitterrand , Carlo Azeglio Ciampi , Romano Prodi e Tommaso Padoa- Schioppa siano colpevoli di una tale svista? Forse sarà più facile uscire dalla crisi se riconosceremo che i fondatori dell’euro, all’inizio degli anni Novanta, quando fu firmato il trattato di Maastricht , erano consapevoli del rischio e avevano due buone ragioni per tentare la sorte. La prima fu la fine della Guerra fredda . Sapevamo che la deflagrazione dell’Urss e il crollo ...