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Piccolo ritratto (ossequioso) di Joachim Gauck, neo-presidente della Germania

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La riunificazione della Germania è ora completata. A oltre vent’anni dalla caduta del Muro di Berlino e dopo l’elezione di un cancelliere proveniente dalla Germania dell’Est, la Repubblica federale tedesca ha eletto un cittadino della ex-DDR a Presidente della Repubblica. Il pastore protestante Joachim Gauck è l’undicesimo presidente tedesco. Un altro protestante, dopo Angela Merkel, ai vertici delle istituzioni tedesche. Gauck ha ottenuto 991 voti sui 1228 dell’Assemblea Federale. Una larga maggioranza, ma comunque 103 voti in meno rispetto all’ampia coalizione (Unione, Socialdemocratici, Verdi e liberali) che l’ha sostenuto. La principale avversaria di Gauck, la giornalista Beate Klarsfeld, sostenuta soltanto dall’estrema sinistra (Die Linke), ha raggiunto 126 voti – tre in più rispetto ai voti della Linke. Olaf Rose, il candidato dell’estrema destra (NDP), ha ottenuto solo tre voti. In 108 si sono, poi, astenuti. Ma chi è Joachim Gauck? Con i suoi settantadue anni, è il più anziano ...

La Repubblica delle dimissioni

La Repubblica delle dimissioni. Potrebbe essere questa la nuova denominazione della Repubblica Federale Tedesca. Dopo il Presidente Horst Köhler nel 2010, il Ministro della difesa Karl Theodor zu Guttenberg nel 2011, ora è il turno del Presidente della Repubblica Christian Wulff. Tre dimissioni illustri (alle quali se ne potrebbero aggiungere anche di minori) che rendono idea del rigore morale (un po’ eccessivo) dei tedeschi. Dopo settimane di pressioni, il Presidente tedesco Christian Wulff si è alla fine dimesso. Così come il suo predecessore, anche Wulff ha lasciato anticipatamente Schloss Bellevue, la sede della presidenza tedesca. La storia è ormai nota. Tutto nasce da una casa in Bassa Sassonia che il Presidente Wulff voleva comprare a tassi agevolati ai tempi in cui era Presidente della Regione. Per farlo, invece di accedere ad un mutuo, chiese aiuto ad un imprenditore che gli prestò cinquecentomila euro con tassi d’interesse molto bassi. Non si tratta di tangente, sia ben chiar...

I conti che la Germania non vuole fare

Oggi vi propongo un articolo sulla Germania tratto da Il Sole 24 Ore di domenica 28.08.2011 Se Atene piange, Berlino non ride. Chi, tuttavia, si muove nel devastante caos dei mercati finanziari, rischiando una depressione dall'incerto futuro è l'euro, ma ancor più l'intera Europa. Il mesto parallelo fra Atene e Berlino non è casuale. Oltre, infatti, alle abbondanti, ma spesso vacue e confliggenti, ricette da varie parti avanzate per la soluzione della crisi, Grecia e Germania, il Paese più povero e quello più ricco, sono finite oltre che in un ginepraio economico in un inusitato e sconcertante conflitto giuridico. Non bastano forse più le teorie economiche dei mercati a legittimare asimmetrie, diseguaglianze e ingiustizie, ma è necessario ora, per giustificarle, ricorrere al diritto? Il presidente della Repubblica tedesca Christian Wulff ha di recente criticato aspramente gli acquisti dei titoli pubblici di alcuni Paesi da parte della Bce , definendoli «d...