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Visualizzazione dei post con l'etichetta Angela Merkel

Meno male che Merkel c'è

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Sembra quasi incredibile che ci sia stato un tempo in cui la Cancelliera Merkel era ritratta con i bafetti hitleriani o considerata alla stregua di una casalinga di Voghera (in tedesco Schwäbische Hausfrau ). La Cancelliera che oggi è lodata e ammirata in tutto il mondo, è la stessa che veniva criticata, odiata e ridicolizzata qualche anno fa. A modificare radicalmente la sua percezione e immagine, nonché il suo profilo internazionale, ha contributo quel sorprendente Wir schaffen das (ce la facciamo) riferito all’accoglienza dei migranti in Germania nel 2015. I media hanno così trasformato la matrigna d'Europa nella Cancelliera del mondo libero.  

Ecco il pedaggio autostradale, ma solo per stranieri

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Per gli automobilisti italiani è in arrivo una novità dalla Germania . Dal 2016 dovranno pagare per viaggiare sulle efficienti autostrade tedesche. Verrà infatti introdotta la famigerata PKW-Maut , cioè il pedaggio autostradale … ma solo per stranieri! In realtà, Angela Merkel era stata molto chiara durante l’ultima campagna elettorale: “Non ci sarà alcun pedaggio autostradale”. Ma è notorio che la cancelliera tedesca non sia così rigorosa come si crede in Italia. In Germania, piuttosto, è famosa per essere flessibile, sempre pronta al compromesso e per aver spesso rivisto le sue idee: dagli aiuti alla Grecia alla svolta energetica, dalle quote rosa fino, appunto, al pedaggio autostradale.

Germania, non chiamatela locomotiva

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Non chiamatela più locomotiva. Dopo cinque trimestri tutti in positivo anche la Germania di Angela Merkel rallenta la crescita: nel secondo trimestre di quest’anno l’economia è scesa di -0,3 per cento. Ma non è finita qui: gli ordini dell’industria sono scesi del 5,7% nel mese di agosto, dopo il +4,9% di luglio (fonte: Destatis ). È il calo più forte dall'agosto del 2009. Ha pesato il calo delle vendite di auto in Eurolandia e in Russia: -25,4 per cento! Fino ad ora, trainata dall’export e dalla bassa disoccupazione, la Repubblica Federale Tedesca era rimasta immune dal virus della crisi. Ma ora le previsioni di una crescita del 1,8-1,9 per il 2014 verranno riviste probabilmente al ribasso. Secondo i dati del Fondo Monetario Internazionale la crescita tedesca si fermerà, nella migliore delle ipotesi, all’1,4-1,5.

Chi è Manfred Weber

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Un cognome che ricorda il grande filosofo e sociologo tedesco Max Weber e un accento che non lascia alcun dubbio sulla sua provenienza bavarese .  Manfred Weber è il capogruppo del Partito Popolare Europeo che ha smorzato immediatamente gli iniziali entusiasmi per il nuovo corso dell’Europa simbolicamente inaugurato dal discorso di Matteo Renzi a Bruxelles . Il sogno della flessibilità in Europa si è infranto nella risposta teutonica di Manfred Weber: “ Le regole ci sono e devono essere rispettate, non ci sono differenze tra stati piccoli e grandi. I debiti non creano il futuro, lo distruggono ”. E ancora: “ L’Italia ha il 130 per cento del debito pubblico. Dove prende i soldi? ” 

Effetto Renzi in Europa: la nuova alleanza Roma-Berlino

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@uvillanilubelli Le elezioni europee hanno stravolto i rapporti di forza in Europa. A Parigi c’è una regina di nome Marine Le Pen e il presidente Françoise Hollande è ancora più debole di quanto non lo fosse prima. In Gran Bretagna l’UKIP di Nigel Farage è diventato il primo partito. Anche la stessa Angela Merkel, pur saldamente in testa in Germania, perde voti e vede crescere alla sua destra un partito nazional-liberale ed euroscettico il cui radicamento ha conseguenze ancora difficilmente calcolabili. Resta l’ Italia , il Paese considerato forse più a rischio di tutti prima delle elezioni, ma che ha sorpreso tutti gli analisti offrendo un largo consenso al Partito Democratico. Matteo Renzi è l’unico Presidente del Consiglio dei grandi Paesi europei uscito rafforzato dalle elezioni europee. Al prossimo parlamento europeo il Partito Democratico non sarà non solo il gruppo più numeroso all’interno del Partito Socialista, ma anche il secondo in assoluto dopo quello della CDU d...

Sette cose che ho capito delle elezioni europee in Germania

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Le previsioni in Germania e in Europa secondo la SZ Le ultime due settimane di campagna elettorale delle elezioni europee le ho seguite a Berlino . Qui di seguito sette cose che ho capito:     1) Anche in Germania l ’ interesse era scarso. Non che i tedeschi dimostrino grande partecipazione per le elezioni in generale, ma rispetto alle politiche del settembre scorso c ’ era una partecipazione di gran lunga inferiore agli eventi della campagna  elettorale . Il disinteresse per le elezioni europee è  diffuso  (ne  ho parlato qui ). Tuttavia, anche se ai comizi c'erano poche centinaia di persone, al contempo si avvertiva molta passione per la politica. In ogni manifestazione dei partiti c'erano gruppi di altri movimenti che contestavano e disturbavano, pacificamente. Sul mio canale youtube potete vedere alcuni video molto interessanti e divertenti.

L'ammirevole campagna elettorale di Martin Schulz

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@uvillanilubelli Ad Alexanderplatz il clima non è favorevole. Cartelli contro il Transatlantic Partnership Trade Investment (meglio noto come TTIP - ci tornerò tra qualche giorno) e contro la politica dell'Unione Europea (UE) in Ucraina . A Berlino la festa della SPD a sostegno di Martin Schulz si è trasformata in una protesta di un paio di centinaia di rumorosi manifestanti. Le bandiere rosse della SPD e i cartelli, in tutte le lingue dell'Unione Europea, Martin Schulz è il mio candidato  quasi spariscono.

Merkel, Berlusconi e i pregiudizi antitedeschi

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La campagna elettorale per le elezioni europee si infiamma e la Germania è al centro della discussione politica italiana. Ma mentre in Italia si continuano a utilizzare ridicoli cliché la  Cancelliera della  Repubblica Federale Tedesca  Angela Merkel   diffonde un   video-podcast contro l'estremismo di destra e per una maggiore integrazione di Sinti e Rom in Germania.  Anche se i partiti politici ci stanno risparmiando i Würstel, le patate e la birra,   era veramente difficile concentrare tanta enfasi antitedesca di quanta ne assistiamo in questi giorni. Non bastavano i programmi televisivi di “approfondimento” politico, le tesi di “autorevoli” commentatori che annunciano l'avvento di un imminente Quarto Reich e gli sfoghi dei candidati di turno in cerca disperata di qualche voto in più. Non bastavano i manifesti elettorali in cui il bersaglio preferito è ovviamente la Germania , la sentina di tutti i mali e in cui la Cancelliera s...

Matteo e Angela, la strana coppia

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La prima visita di Matteo Renzi al Cancellierato tedesco risale al luglio dello scorso anno. Allora fu un incontro informale e privato. Le informazioni trapelate furono scarse. Qualche giorno dopo quell’incontro Angela Merkel , nella conferenza stampa prima della pausa estiva, ammise di aver incontrato l’allora sindaco di Firenze: “Non è stata una visita straordinaria ed inusuale. Volevo conoscere un nuovo politico italiano. L'ho trovato molto interessante. E poi Firenze è una bella città". Renzi , qualche mese dopo, rivelò che Merkel, da grande appassionata di calcio, gli chiese anche dell’attaccante tedesco Mario Gomez allora in procinto di trasferirsi a Firenze. Chissà se Angela Merkel avrebbe immaginato di incontrarlo a Berlino da Presidente del Consiglio appena otto mesi dopo.

Martin Schulz, l'altro tedesco

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Il prossimo presidente della Commissione europea potrebbe essere un libraio tedesco. Nato nel 1955, titolare di una libreria a Würselen a 10 chilometri a nord di Aquisgrana, Martin Schulz è il candidato ufficiale del Partito socialista europeo (Pse). Lo ha deciso il congresso di sabato 1 marzo a Roma : 368 voti favorevoli su 404. Solo due i voti contrari; 34 gli astenuti, in gran parte laburisti inglesi che avrebbero preferito Helle Thorning-Schmidt, la premier danese divenuta famosa per il selfie con Barack Obama.

Tsipras il greco contro Schulz il tedesco

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Tsipras il greco contro Schulz il tedesco. Alle prossime elezioni europee assisteremo ad una guerra culturale e politica all’interno della sinistra europea. Un gruppo di noti intellettuali italiani di sinistra si è fatto promotore di una lista a sostegno di Alexis Tsipras , il candidato della Sinistra europea alla presidenza della Commissione della Ue. Tsipras, cresciuto politicamente nel Partito comunista greco e nella coalizione di movimenti di estrema sinistra Synaspismós , è il leader di Syriza che in Grecia si appresta a diventare il primo partito sulle ceneri del Partito Socialista ma beneficiando, al contempo, del tradizionale blocco sociale di quest’ultimo. Syriza è uno dei pochi partiti di sinistra vincenti in Europa. Il valore aggiunto di Tsipras in vista delle elezioni europee è essere greco, cittadino di un Paese messo in ginocchio dalle politiche di Bruxelles, dalla Troika e dall’austerità di Angela Merkel .

Corte Costituzionale e Sochi 2014: buone notizie dalla Germania

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Nel giorno in cui il leader della sinistra greca Alexis Tsipras apriva la sua campagna elettorale italian per le elezioni Europee al Teatro Valle di Roma attaccando la Germania e Angela Merkel , proprio dalla Repubblica Federale Tedesca arrivavano due bellissime notizie per l'Europa. La prima di queste smentiva le tesi antitedesche di Alexis Tsipras .

Ursula von der Leyen, l'erede di Merkel?

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Il nuovo Ministro della Difesa tedesco è Ursula von der Leyen . La prima donna in Germania a guidare le forze armate. La sua nomina non è passata inosservata. Per alcuni è stato il premio per i successi degli ultimi anni prima come Ministra della Famiglia e poi come Ministra del Lavoro, il punto più alto e finale di una brillante carriera politica. Per altri è il segno che la successione di Merkel è già decisa. Sarà Ursula von der Leyen a ereditare il patrimonio di voti e di consenso che la CDU ha raggiunto con Angela Merkel .  Il 22 dicembre scorso la neo-ministra tedesca ha visitato le truppe tedesche in Afghanistan : circa 2600 soldati stazionati a Mazar-i-Sharif. Al seguito della ministra c'erano 40 giornalisti, tanti quanti al tempo di una famosa visita dell'ex Ministro della Difesa zu Guttenberg nel novembre del 2009. Un dato che dimostra le enormi attese (e curiosità) nei confronti della Ministra della Difesa ma anche la tradizionale forza mediatica di Ursula von ...

Il terzo governo Merkel tra continuità e innovazione

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Dopo tre mesi dalle elezioni la Germania ha un nuovo governo che otterrà la fiducia domani al Bundestag . Sarà il terzo dell’era Merkel . Il nuovo esecutivo è composto quindici ministri (compresa la Cancelliera): cinque ministeri vanno alla CDU che occupa, inoltre, la poltrona di Cancelliere, tre ministeri vanno alla CSU e sei alla SPD . Tra i ministri cristiano-democratici non può non sorprendere la decisione di affidare la guida del Ministero della Difesa a Ursula von der Leyen , sarà la prima donna ad occupare il ministero delle forze armate. Una piccola rivoluzione che è una vera e propria promozione rispetto al ruolo precedentemente occupato (Ministero del Lavoro) e che sembra essere l’incoronazione alla successione di Angela Merkel . Più prevedibili le altre scelte. Merkel non rinuncia all’esperienza di Thomas de Maizière (Interni), di Wolfgang Schäuble (Finanze) e di Johanna Wanka (Formazione e Ricerca) e alla fedeltà di Hermann Gröhe che fino ad ora aveva guidato il...

Cuore tedesco

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Cuore tedesco di Angelo Bolaffi è un libro importante. Mai come in questa fase storica la Repubblica Federale Tedesca si trova in una posizione scomoda, accerchiata da “leader politici di destra e di sinistra, opinionisti progressisti e conservatori, uniti in una sorprendente alleanza antiteutonica” (p. 3). Alla Germania si guarda con “un misto di ostilità e invidia” (p. 3). Tra diktat imposti dall’Europa e successi economici in netta controtendenza rispetto alle sgangherate economie dell’Europa del Mediterraneo, la Germania è spesso accusata di avere un atteggiamento egemone e dominante, di voler imporre il proprio sistema di valori e, secondo i più critici, di voler instaurare un Quarto Reich . Il libro del filosofo Angelo Bolaffi , uno dei più autorevoli germanisti in Europa, è una risposta a questo attacco concentrico nei confronti della Germania. Un libro scritto da un profondo conoscitore della cultura e società tedesche che non può che provare disagio ad assistere ...

Sempre colpa della Germania

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L’importante è prendersela con la Germania . Una delle posizioni di maggior successo nell’Italia di oggi è dare la colpa alla Repubblica Federale Tedesca e alla sua Cancelliera le cui posizioni sono all’origine di tutti i nostri mali. Dal destino della controversa salma di Priebke all’accusa di esportazioni in eccesso, dall’introduzione del pedaggio autostradale fino all’austerità, invocare l’avvento di un imminente Quarto Reich è diventato di moda, l’analisi più facile e semplice, anche perché, si sa, tutti i tedeschi sono nazisti . Simili semplificazioni sono diventate molto diffuse e popolari nel nostro Paese. Dai social network ai commenti sui principali organi di stampa nazionali è un proliferare continuo di accuse ai tedeschi di voler germanizzare l’Europa .

Made in Italy. Per una volta Italia batte Germania

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Ci hanno provato fino all'ultimo i tedeschi a ottenere ancora una volta all'Europarlamento partita vinta per plasmare a modo loro la legislazione industriale europea. Ci hanno provato anche ieri a Bruxelles, convinti che ce l'avrebbero fatta, come era accaduto soltanto qualche giorno fa con l'auto, quando sono riusciti a imporre all'intero settore europeo limiti di riduzione delle emissioni di Co2 con uno spregiudicato sistema di crediti, a esatta immagine e somiglianza degli interessi di Bmw e Daimler.

Il caso Germania

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Affrontare Il caso Germania non è facile. Si tende a oscillare tra la critica feroce e la difesa a oltranza di un Paese che è il più discusso e criticato, amato e odiato nell’Europa del Terzo millennio. Gran parte dei cittadini europei hanno un rapporto schizofrenico con la Repubblica Federale Tedesca : da una parte si rimprovera alla Germania, ricordando un passato scomodo, di essere troppo egemone e di voler imporre al resto del mondo il proprio modello sociale, culturale e politico, dall’altra le si rimprovera l’immobilismo, di non fare abbastanza per fare uscire l’ Europa dalla crisi dell’ Euro . Naturalmente, al centro delle polemiche c’è sempre lei: Angela Merkel , la donna che governa a Berlino dal 2005 e che ha ottenuto una grande affermazione personale alle ultime elezioni del 22 settembre.

Le curiosità del voto tedesco

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Come ogni elezione anche quella di domenica scorsa in Germania è ricca di curiosità.  Vediamo le più significative e anche divertenti. La crisi dei liberali (FDP) In Baden-Württemberg, uno dei Länder in cui i liberali sono tradizionalmente più forti, la FDP ha perso il 12.6 per cento dei voti. In nessun altro dei Länder ha perso tanti voti rispetto alle elezioni del 2009. E' passata dal 18.8 del 2009 al 6.2 del 2013. Quasi tutti i voti sono passati alla CDU che dal 34.4 è arrivata al 45.7.

Cosa farà Angela Merkel?

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L’Europa guarda impotente al trionfo di Merkel. Che la Cancelliera avesse un largo consenso lo si sapeva, ma in molti speravano in una vittoria limitata, magari speravano anche che il neo-partito euroscettico Alternativa per la Germania (AfD) entrasse nel Bundestag e rovinasse così la festa di Angela Merkel . In realtà la storia è andata diversamente e Merkel ha ottenuto quella vittoria personale a lungo cercata. Nel 2005 fu costretta alla Grande Coalizione , nel 2009 il merito della vittoria fu dei liberali, questa volta, invece, sfiora la maggioranza assoluta. Era dal 1994 che l’Unione (CDU/CSU) non otteneva un successo del genere.