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Visualizzazione dei post con l'etichetta Hitler

H come Hitler

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Il volume di Johann Lerchenwald non sembra volersi orientare a quel massimo biografo di Adolf Hitler che fu Joachim Fest con la sua monumentale biografia e neppure alla Verfilmung che ne derivò ( Hitler – Eine Karriere ), bensì – e non solo a prima vista, probabilmente per moda editoriale attualissima – a quella insolita nuova forma di biografia che è quella inaugurata da Antonio Scurati con la sua straordinaria opera, che attende di divenire trilogia, intitolata “M”, e qui ne sia prova proprio l’uso della lettera iniziale del nome. Ma non basta. L’approccio è infatti dei più costitutivi nell’affrontare figura e sviluppo di uno dei più grandi mostri dell’umanità e l’originalità sta proprio nell’approccio annunciato, che non risponde appunto al canone di “come i tedeschi vedevano”, bensì come H. “vedeva” i tedeschi – che per aggiunta divengono qui, come il titolo recita, i “suoi tedeschi” – trattandosi dunque di ben altra cosa. Il procedere di questa analisi è affrontato quindi da ...

L'Europa rischia una deriva Weimariana

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L'Europa rischia una deriva Weimariana . Mai come in questo periodo la democrazia europea è messa fortemente in discussione da movimenti antisistema . La   Repubblica di Weimar è stato il più straordinario ed innovativo laboratorio costituzionale del Novecento. Si realizzò una democrazia compiuta dopo la prima guerra mondiale, venne introdotto il suffragio universale paritario , esisteva una legge elettorale proporzionale senza sbarramento così ogni partito veniva rappresentato in Parlamento e il presidente del Reich (la Repubblica di Weimar, appunto) era eletto direttamente dal popolo. Inoltre, vennero riconosciuti numerosi diritti ai lavoratori. La repubblica di Weimar era così il più audace esperimento politico-costituzionale del secolo scorso . Eppure quel modello fu spazzato dagli estremismi di sinistra e di destra e dall'idea malsana della necessità di dover di riconquistare una piena sovranità dopo le condizioni di pace del Trattato di Versailles, portando cosa la R...

Italia e Germania propongano un piano di rilancio dell'integrazione europea

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Pier Virgilio Dastoli e il Presidente della Repubblica  Mattarella lo scorso 20 aprile.  Il Consiglio italiano del Movimento Europeo si associa alle celebrazioni per i settanta anni della Liberazione dell'Italia dal nazi-fascismo, che preludeva alla fine del secondo conflitto mondiale frutto della follia sterminatrice di Hitler e Mussolini . Il Movimento europeo sottolinea e ricorda che l'ideale di un'Europa libera e unita in un sistema federale secondo i principi di pensiero ed azione scritti da Altiero Spinelli , Ernesto Rossi e Eugenio Colorni nel Manifesto di Ventotene appartiene al patrimonio culturale e politico della Resistenza.

Il Wagner di Thomas Mann e il congedo dalla Germania

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Un congedo imprevisto dal proprio Paese. Il discorso Dolore e grandezza di Richard Wagner che Thomas Mann tenne il 10 febbraio del 1933 all’Università di Monaco fu l’ultima apparizione del grande scrittore tedesco in Germania fino alla fine della seconda guerra mondiale. Nei giorni successivi all’incontro di Monaco , tenutosi in occasione del cinquantenario della morte di Wagner , Mann si recò ad Amsterdam, Bruxelles e Parigi per ripetere la stessa conferenza. Nel frattempo gli eventi politici in Patria precipitarono. Già il 30 gennaio Hitler aveva giurato come Cancelliere e il 27 febbraio ci fu l’incendio del Reichstag, evento cruciale per l’affermazione del Nazismo, a cui seguì il decreto d’urgenza di soppressione dei diritti civili. A Thomas Mann , che aveva già criticato in precedenza le manifestazioni di intolleranza dei Nazisti e le azioni di Adolf Hitler, fu consigliato di non far ritorno in Patria.

Il tesoro imperiale di Hitler

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E' di ieri la notizia del ritrovamento di opere d'arte a Monaco. Per l'occasione propongo la lettura di un vecchio articolo uscito per Il Sole 24 Ore . Si tratta di una recensione di Marco Carminati ad un bel libro di Sydney Kirkpatrick sulle rocambolesche vicende del recupero del Tesoro imperiale che Hitler portò a Norimberga e che i nazisti tentarono di far sparire alla fine della guerra.       Le reliquie di Hitler del regista Sidney Kirkpatrick è davvero un libro avvincente. Narra una storia veramente accaduta, la rocambolesca avventura del recupero dalle rovine dell'ultima guerra mondiale di un tesoro unico al mondo: i gioielli della Corona del Sacro Romano Impero . Se oggi possiamo ammirare queste meraviglie nelle sale dell' Hofburg di Vienna , lo dobbiamo a un uomo speciale, un autentico "ufficiale gentiluomo" che con tenacia e intelligenza investigativa riuscì a sottrarre questo mirabolante tesoro dalle grinfie degli ultimi irriducibili naz...

Nietzsche e Merkel: considerazioni inattuali

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Nietzsche antiegalitario, antidemocratico e nazionalista. Dissacratore ed individualista. Ed ancora: presunto ispiratore di Hitler . Nietzsche il coraggioso ed il folle, Nietzsche e la grande Germania. Ma anche Nietzsche e la grande Grecia. Nietzsche e l’equilibrio dell’Ellade, l’armonia della sua arte. Nietzsche e il “ miracolo metafisico della civiltà ellenica ”. E allora: oltre i luoghi comuni, i volgarizzamenti dei suoi concetti più nobili e le interpretazioni sommarie di chi si serve della filosofia per giustificare il presente con un’autorevolezza di comodo. Nietzsche che auspica l’egemonia tedesca o l’europeizzazione ellenizzante? Esaltatore della razza pura o autore illuminato delle “velleità virtuose e dei fariseismi dei tedeschi d’oggi? ...

I "prigionieri" del Tacheles

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Tacheles : parlare chiaro. È questo il nome d’origine yiddish, scelto nel 1990 dal collettivo di artisti berlinesi, durante l’occupazione che portò alla trasformazione di un importante edificio della capitale in un centro culturale sperimentale giovanile. Sono passati ventidue anni da allora e il Tacheles , con i suoi trenta ateliers, è diventato una delle principali attrazioni del quartiere Mitte, ospitando concerti ed esposizioni di artisti provenienti da tutto il mondo ma, il futuro dello stabile non è ancora un argomento su cui si possa parlare chiaramente. Nel 2008 è, infatti, scaduto il contratto con Fundus , il gruppo di investimento che nel 1998 aveva acquistato l’area, concedendone gli spazi per una cifra simbolica di un euro. Il primo tentativo di sgombero dei locali, nell’aprile del 2011, si è concluso con la chiusura di alcune sale, tra cui quella destinata alle proiezioni. Alla base della decisione di chiudere la galleria, ci sarebbe l’intenzione di trasformare l’area in ...

La Germania può fare i conti con Hitler perché oggi ha una nuova identità

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Vi ripropongo un mio vecchio articolo del 17 gennaio 2011 sulla mostra "Hitler ed i tedeschi". E' molto utile rileggere questo articolo allu luce delle recenti polemiche e accuse tra alcuni giornalisti italiani e tedeschi. Hitler e i tedeschi. È questo il titolo della mostra del Deutsches Historisches Museum di Berlino. Un primo tentativo di realizzarla fu fatto sedici anni fa, ma il progetto fu annullato per paura che la figura di Hitler portasse involontariamente ad una sorta di fascino del male e che la figura di Hitler potesse diventare una modello di imitare. Oggi, a circa sessantacinque anni dalla fine del Nazismo e della seconda Guerra mondiale, il Museo storico tedesco è riuscito a realizzare una mostra su Adolf Hitler, uomo, politico e dittatore. Se in ambito accademico il Führer è stato a lungo studiato e analizzato, per il grande pubblico è stato a lungo un tabù. Nel corso degli ultimi decenni non sono certo mancate ricostruzioni storiche del dittatore e dell’...