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Dolore e grandezza di Merz: un anno da cancelliere

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Un anno fa, il 6 maggio 2025, Friedrich Merz veniva eletto decimo cancelliere della Repubblica federale tedesca. Dodici mesi dopo, il bilancio appare complesso e contraddittorio: a fronte di progressi significativi su alcuni dossier strategici, l'insoddisfazione nella società tedesca resta elevata, con il 56 per cento dei cittadini che preferirebbe un altro cancelliere. Molte delle difficoltà economiche che aveva promesso di superare continuano a frenare la ripresa del paese.

La Germania ha votato: ed ora?

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  Chi ha vinto Le elezioni hanno tre vincitori: la CDU/CSU , AfD e la Linke . Il grado e la sostanza della vittoria è molto diversa per i tre vincitori di queste elezioni. Se la CDU/CSU è arrivata prima e il suo presidente Friedrich Merz ha ora il mandato per formare una coalizione di governo, è altresì vero che il risultato raggiunto non solo è il secondo peggiore (dopo il 2021) della storia della CDU/CSU, ma anche al di sotto delle aspettative. A dicembre CDU/CSU erano stimate al 35 per cento e non è un mistero che il 30 per cento era la soglia psicologica sotto la quale non si voleva scendere. 

In difesa della democrazia

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I l 31 agosto del 2020 un gruppo di manifestanti contro le misure di contenimento della pandemia tenta un assalto al Parlamento tedesco , il Bundestag. Si tratta di un’azione un po’ goffa di un gruppo ancora troppo poco organizzato e strutturato per superare le misure di sicurezza.   Il 18 novembre dello stesso anno, un gruppo di cospirazionisti e negazionisti del COVID-19, grazie all’aiuto di alcuni esponenti di Alternative für Deutschland , entrano nel parlamento tedesco per disturbare e interrompere i lavori dei parlamentari ed insultano il Ministro dell’Economia Peter Altmaier (CDU).  

86 centesimi

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Sassonia Anhalt è un Land della ex Germania Est al centro della Repubblica Federale e la terra in cui è nato Martin Lutero . Qui da mesi il dibattito politico è dominato dalla discussione su un aumento del canone radiotelevisivo di 86 centesimi . Intorno a questa aumento irrisorio si sta consumando una crisi che non riguarda esclusivamente il governo del Land , ma anche la CDU a livello nazionale. Un caso per certi versi analogo (sebbene diverso) a quanto accaduto in Turingia all’inizio dell’anno. Lì tra gennaio e febbraio si consumò un terremoto politico con conseguenze anche a Berlino ( Ne abbiamo scritto qui ). Gli effetti di quella crisi furono neutralizzati dall’arrivo del Covid-19. In ogni caso da allora la CDU ha una Presidente (Annegret Kramp-Karrenbauer) dimissionaria ma che non riesce ad essere sostituita perché il partito non ha ancora deciso quando svolgere il proprio congresso. Il paradosso è che oggi Kramp-Karrenbauer deve affrontare un’altra crisi in un Land dell’Est e...

Elezioni ad Amburgo

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Crisi in Turingia: le pagelle

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I sondaggi attuali in Turingia  Thomas Kemmerich (FDP): Diventare Ministro-Presidente di un Land avendo preso appena il 5 per cento e con i voti dell’estrema destra di AfD che in Turingia esprime il suo volto più radicale e pericoloso, è stato un azzardo politico. A Kemmerich (e Mohring , leader della CDU in Turingia) è mancata una vera strategia politica. La conseguenza ora è che gli scenari più probabili sono un governo di sinistra di Bodo Ramelow , ovvero ciò che Kemmeriche Mohring  volevano a tutti i costi evitare, oppure nuove elezioni in cui i sondaggi danno i liberali (FDP) sotto la soglia di sbarramento del 5 per cento (ved. foto). Kemmerich paga l’ambizione personale e l’essere stato (forse) usato dai leader nazionali (Lindner) per i loro contrasti. Imperdonabile la stretta di mano con Björn Höcke. Voto 2.5

Cosa è successo in Turingia: dal Modello-Magdeburg al modello-Erfurt?

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La Germania vive una grande trasformazione politica. Le elezioni del 2017 hanno sancito la crisi dei partiti di massa ( Unione e SPD ), hanno aperto le porte del Parlamento a una forza di estrema destra con oltre novanta deputati e, infine, hanno rafforzato i partiti minori.  Le recenti vicende politiche di una regione al centro della Germania, la Turingia , sono diventate emblematiche di tale trasformazione. 

Elezioni in Assia: un confronto tra elezioni (2013-2018)

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Elezioni in Baviera: Un confronto con le precedenti elezioni

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L'offensiva della Linke: non solo ex-Ddr

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Per la Sinistra tedesca  le elezioni del 24 settembre sono decisive. Il paradosso è che sono le più difficili e le più facili al tempo stesso. Difficili perché mai come questa volta ci sono quattro partiti (Linke, Liberali, Verdi e Alternative für Deutschland) che partono molto vicini nei sondaggi. La concorrenza è altissima e sarà una lotta all’ultimo voto. Se nel 2013 la Linke arrivò terza dietro Unione ed  Spd  ed è stata l’unica vera forza di opposizione alla Grande Colazione, oggi, con l’ascesa della AfD e con la rinascita dei liberali (FDP), la Sinistra rischia di finire dietro ai due partiti che nella scorsa legislatura non avevano rappresentanti in Parlamento. Il vero avversario politico della Sinistra è l’ AfD , chi tra Linke ed estrema destra conquisterà il terzo avrà vinto la sfida  dei piccoli partiti.

L'azzardo di Merkel: governare da sola

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La Cancelliera famosa per la sua prudenza e per la politica dei piccoli passi  rischia tutto in vista delle elezioni del 24 settembre. Forse le ultime della sua carriera. Tornata dalle vacanze estive nel solito Sud Tirolo, Angela Merkel ha iniziato la campagna elettorale a Dortmund, nella zona della Ruhr nel Nord Reno Westfalia . Ma ha rilasciato anche due importanti interviste televisive che indicano la linea della sua strategia  elettorale. La prima , tradizionale nel formato, a Deutschland Radio e Phoenix, la seconda , innovativa, con alcuni famosi Youtuber tedeschi. Non potevano essere due interviste più diverse: per stile, approccio, pubblico di riferimento e, in parte, anche per temi trattati, eppure c’è un messaggio che Merkel ha voluto far passare in entrambe le occasioni.  

La scelta di Merkel, un anno dopo

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Esattamente un anno fa Angela Merkel apriva le porte della Germania ai profughi . Durante la solita conferenza estiva davanti alla stampa tedesca al completo, la Cancelliera affermò che la Germania era un paese forte e che ce la poteva fare a gestire l’enorme flusso migratorio. " La scrupolosità tedesca è fantastica ma ora c’è bisogno della flessibilità tedesca ." Wir schaffen das (Ce la facciamo) è diventato così il motto di Merkel . Nell’estate dello scorso anno era saldamente al comando del proprio partito e del proprio Paese, tanto che i sondaggi nell’agosto del 2015 davano l’ Unione ancora al 42 per cento dei voti e l’ AfD appena al 4 (e fuori dal Bundestag ). Un anno dopo il consenso di Merkel vacilla: l’Unione è data al 33 .

Elezioni regionali in Germania: risultati e analisi

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Le elezioni regionali in Germania erano attese come un test politico per la cancelliera Merkel e la sua politica sull'immigrazione. Si è votato in tre Länder . Il primo e il più importate era il Baden-Württemberg , il terzo, in assoluto, per grandezza (10 milioni di abitanti). Qui si è confermato il presidente uscente Winfried Kretschmann dei Verdi che hanno ottenuto il 31 per cento. La CDU è arrivata al 27 (ben meno 12 per cento rispetto a cinque anni fa), la SPD perde ben il 10 per cento e si ferma al 13. I liberali si consolidano con il 9 per cento e l'estrema destra di AfD si impone come terza forza con il 15 per cento. 

AfD, gli euroscettici tedeschi: quale futuro?

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Nel 1983 il leader dei cristiano-sociali bavaresi Franz-Joseph Strauß ammoniva il suo partito: Non deve nascere un partito alla destra della CSU! Allora erano i Repubblicani a rappresentare una possibile alternativa all’Unione (CDU/CSU) sul fronte destro dell’arco costituzionale. La storia andò diversamente. I Repubblicani non si sono mai veramente radicati e i cristiano-sociali e democratici non hanno mai dovuto confrontarsi con un vero partito alla loro destra. Nel frattempo sono nati prima i Verdi, alla fine degli anni ottanta, e poi la Linke, negli anni duemila. Ma sempre dalla parte sinistra. Con Alternative für Deutschland , partito fondato nell’aprile del 2013 all’Hotel InterContinental di Berlino, il detto di Strauß è diventato un nudo teorema. Oggi la politica tedesca ha visto nascere un partito conservatore, liberal-nazionale ed euroscettico alla destra dell’Unione (CDU/CSU).