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"E' tempo di una Repubblica europea!": lettera del Movimento Europeo al Presidente Renzi

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Caro Presidente Matteo Renzi , il 9 luglio 2015, saranno trascorsi trentacinque anni dal giorno in cui nacque nel Parlamento europeo il “ Club del Coccodrillo ” su ispirazione di Altiero Spinelli insieme a Felice Ippolito , Bruno Visentini , Paola Gaiotti , Marco Pannella, Silvio Leonardi e Giorgio Ruffolo per far compiere all'integrazione comunitaria un balzo in avanti verso la costituzione dell'Unione europea. Autorevoli deputati italiani di tutte le tendenze politiche svolsero durante la prima legislatura europea un ruolo di "legislatori del futuro", guidati sopratutto dalla visione della buona politica europea di Altiero Spinelli. 

I conti con il passato e la Memoria collettiva

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Ci sono conti con il passato che restano aperti, perchè la storia è un’avversaria scomoda che non cancella i nostri debiti. E quando la Memoria diventa la nostra usuraia, non possiamo sottrarci agli interessi del Tempo. Sul tavolo da gioco del “millantato progresso” dell’Umanità, Auschwitz è una brutta partita persa, un promemoria infallibile della nostra potenziale brutalità. La  Germania non ha dimenticato. Non vuole e non può dimenticare l’angoscia della colpa collettiva che ne macchia la coscienza, come la colpa dei padri macchia con sfacciata ingiustizia le vite dei figli. 

Intellettuali tedeschi

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Il dibattito politico-culturale tedesco non è in mano ai soliti noti: Günther Grass , Peter Handke , Martin Walser , Jürgen Habermas o Hans Magnus Enzensberger. Anche se questi continuano ad essere intellettualmente molto attivi – come dimostrano le poesie-denuncia di Grass o le polemiche contro l’Euro e Bruxelles di Enzensberger – e a occupare, insieme alla femminista Alice Schwarzer e al Nobel Elfriede Jelinek , i primi posti della consueta classifica dei più noti intellettuali tedeschi stilata ogni anno dal mensile Cicero , tra i protagonisti del dibattitto culturale in Germania ci sono anche altri intellettuali più giovani e, forse, ancora poco conosciuti all’estero. La lista, per essere completa, dovrebbe essere molto lunga, ma limitiamoci ad alcuni dei nomi più significativi. Primo fra tutti c’è Frank Schirrmacher, classe 1959 e  semisconosciuto in Italia, giornalista e condirettore del giornale conservatore Frankfurter Allgemeine Zeitung (FAZ) . È uno ...

Europa made in Germany? Un rischio

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Negli ultimi dieci giorni l'Europa è stata oggetto di una serie di avvenimenti che, se dal punto di vista mediatico sono sembrati favorevoli e positivi , dal punto di vista invece sostanziale - con l'unica eccezione del risultato delle elezioni olandesi - possono presentare ostacoli non indifferenti sia alla vera costruzione politica di un'Europa unita, sia ad una stabile via d'uscita della crisi depressiva dell'economia europea. Mi riferisco in modo particolare a due decisioni di rilievo. La prima è l'annuncio da parte del presidente Mario Draghi della decisione della Bce di acquistare sul mercato secondario titoli di Stato con scadenze da uno a tre anni, senza limiti ma a determinate condizioni. La seconda decisione è quella della Corte costituzionale federale tedesca, del 12 settembre, di approvazione del "fondo salva-Stati", cioè del meccanismo europeo di stabilità "Esm".

Cambio di passo per l’Europa: l’appello degli intellettuali tedeschi

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Un economista, uno storico ed un filosofo tedeschi firmano un appello per un cambio di passo in Europa. Non è l’inizio di una barzelletta. Si tratta di un serissimo appello-manifesto di Peter Bofinger, Jürgen Habermas e Julian Nida-Rümelin perché “in Europa si intraprenda una cambio di strategia, altrimenti la moneta unica non vivrà a lungo. È necessario definire il ruolo dell’Europa nel contesto della politica mondiale.” Come già ricordato nei nostri precedenti articoli su “Capire lacrisi” ( 1 e 2 ), uno dei motivi della crisi europea è la marginalità del Vecchio Continente . Si legge infatti nell’appello: 

Gli intellettuali tedeschi ci dicano quale Europa vogliono

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Ma dove sono finiti gli intellettuali tedeschi? Perché non hanno nulla da dire sulle traballanti sorti dell’Ue? Certo, l’ultimo pamphlet di Hans Magnuns Enzensberger si occupava del «mite mostro» Bruxelles. Günter Grass, dopo la sua poesia sulla politica aggressiva di Israele, ne ha scritta un’altra, «La vergogna dell’Europa», in cui attaccava la miopia della politica europea nei confronti della Grecia. ... Molto più interventisti, appaiono oggi invece gli economisti . Divisisi in due fazioni ben distinte, sono attualmente i veri protagonisti del dibattito sul futuro europeo, come testimonia anche il caso più recente. Un paio di settimane fa, un gruppo di quasi duecento economisti, capeggiato da Hans-Werner Sinn, direttore dell’istituto di ricerche economiche di Monaco, Ifo, ha pubblicato una lettera aperta, con la quale si voleva mettere in guardia i cittadini riguardo alle decisioni prese nell’ultimo vertice di Bruxelles. ...