Berlusconi e la Germania: risposta a Massimo Fontana

Ricevo e pubblico questa risposta scritta da Giuseppe De Lorenzo ad un articolo di Massimo Fontana pubblicato la scorsa settimana su questo blog

Qualche giorno fa, Massimo Fontana in un articolo pubblicato su queste pagine ha criticato con forza le posizioni prese da Berlusconi in alcune delle sue ultime uscite. L'ex Presidente del Consiglio negli ultimi tempi si è scagliato contro il Governo Monti, reo di aver seguito alla lettera le indicazioni di Frau Merkel e dell'Europa a guida tedesca.
La tesi dell'articolo è abbastanza chiara: quello che ha fatto Monti in questi mesi di governo non ricalca per niente le richieste della Germania, esternate in maniera “ufficiale” nella famosa lettera inviata nel settembre 2011 al governo italiano dalla Bce. La lettera della Bce riportava indicazioni ben precise sulle politiche da attuare per uscire dalla crisi. Per Berlusconi le colpe di Monti sono l'aver attuato, senza spirito critico e cedendo il poco che rimane della nostra sovranità, le richieste della Germania.

Per Massimo Fontana l'esatto contrario: ad eccezione della riforma del lavoro, nulla di quanto indicato nella lettera è stato rispettato. Quindi, inutile prendersela con la Germania. Anzi: se Monti avesse seguito davvero le indicazioni della Cancelliera, a quest'ora saremmo in una situazione più rosea.
Appare indubbio, come sostenuto nell'articolo, che molte delle scelte di governo siano state dettate più che dalle pressioni del Governo tedesco, da quelle dei mercati. E se prendiamo per vere le numerose ipotesi che considerano spropositato l'accanimento dei mercati nei confronti dell'Italia dobbiamo ammettere che la Germania non c'entra nulla. Inoltre, anche l'Italia ha le sue gravi colpe: spesa pubblica insostenibile, mercato del lavoro flessibile come un'asta di ferro e burocrazia asfissiante. Problemi iniziati ben prima dell'era Monti, che ci portiamo dietro.
Ma una volta che si entra in pista, bisogna ballare e ora guidare le danze spetta a Mario Monti. Le accuse di Berlusconi, sicuramente gonfiate dalla necessità di recuperare tanti voti perduti, non sono del tutto infondate. E rifarsi ad una lettera di un anno fa (per quanto importante) per giustificare l'assenza di pressioni tedesche sulle scelte politiche dell'attuale governo italiano mi sembra un po' riduttivo. Al di là di quanto scritto nella lettera, infatti, la Germania ha sposato, dall'inizio della crisi a qualche tempo fa, una politica di rigore assoluto, che solo le evidenze economiche e le pressioni di Mario Draghi e di qualche economista hanno portato ad affievolirsi. Una politica che, visti i numerosi incontri e le dichiarazioni, il premier italiano sembra approvare completamente. Prendiamo ad esempio un incontro di luglio (quindi non troppo lontano nel tempo) in cui la Merkel ha dichiarato: «Finora sono sempre riuscita a trovare intese con lui». «Io e Angela lavoriamo molto bene insieme – è stata, invece, la risposta del premier italiano -. Un siparietto che ci può indicare quel sia la reale comunanza di idee tra i due leader. Sempre nella stessa occasione il professore ha rassicurato la Cancelliera, affermando che “l'Italia continuerà sulla strada del rigore”. Da quel giorno le cose non sono cambiate, ad eccezione del fatto che le parole “crescita” e “solidarietà” sono più frequenti nella bocca dei politici europei, soprattutto dopo le scelte della Bce e la ratifica dell'Esm.
E' continuando a sostenere un rigore illogico - a detta di molti economisti - che la Germania influenza le scelte dell'Europa e dei governi locali, facendo pesare la sua posizione vantaggiosa nei Palazzi dell'Ue. Abbiamo già altre volte sottolineato come in Germania e non solo, molti esperti di finanza ed economia abbiano criticato con forza il continuo richiamo ai “compiti a casa” e al “rigore”. Paul Krugman già nel 2010 in una intervista al Sole24Ore metteva in guardia da una austerità che “non fa bene alla Germania e molto male all'Europa”, con il rischio che alla crescita non ci si arrivi mai. Una previsione non così distante dalla realtà.
Questo Berlusconi contesta alla Germania e all'attuale governo. Non che l'esperienza a capo dell'esecutivo del Cavaliere sia stata esente da errori e forse anche incoerenze con la posizione espressa, ma le sue parole rispecchiano un sentimento diffuso in Italia e nel resto dell'Europa, soprattutto tra i popoli dei PIGS. Basti pensare al consenso che ha raggiunto o potrebbe raggiungere Grillo con il suo Movimento 5 Stelle, che ogni giorno non lesina critiche alle scelte dell'Ue. Le dichiarazioni e le politiche attuate da Monti portano nella direzione auspicata dalla Merkel: l'austerità, anche attraverso le tasse, è stato l'obiettivo primario della sua azione di governo. E la Germania per bocca della Cancelliera o di qualche ministro ha sempre sottolineato come il governo Monti andasse “nella giusta direzione”. Se le politiche del governo dei tecnici fossero state così inadempienti verso le “richieste” della Germania o così lontane da quanto auspicato, come sono da spiegare i continui complimenti e gli immancabili moniti a “continuare così”?

Giuseppe De Lorenzo

Commenti

  1. (Pubblichiamo qui la risposta di Massimo Fontana)
    Alcune precisazioni possono essere fatte tenendo presente che il senso dell'articolo non era che la Merkel e la Germania hanno sempre ragione, ma che nel fatto specifico Berlusconi aveva ed ha torto. Quindi:
    1)E' vero che la Merkel ha elogiato anche recentemente il governo Monti. Di più, quest'ultimo è stato ripetutamente difeso e preso ad esempio anche dall'Unione Europea pur non avendo fatto per nulla quanto richiesto. Perchè? La risposta potrebbe essere semplicemente che dopo aver tanto criticato il governo precedente politicamente era inopportuno attaccare anche quello nuovo. Tanto di più visto il fatto che anche se in modo sbagliato il pareggio di bilancio Monti lo sta raggiungendo. Ma qui siamo solo nel campo delle ipotesi. Ciò che conta sono i fatti e questi sono che la Bce/Germania aveva chiesto una cosa , Monti ha risposto con un'altra.
    2)E qui veniamo al punto focale dell'articolo. Infatti Berlusconi non ha detto : il rigore va bene , Monti però l'ha preso dal verso sbagliato ( più tasse ) , ma vediamo di essere più elastici . Berlusconi è stato chiaro: la colpa dei nostri mali è della Germania e noi senza le sue richieste non avremo problemi. Ciò è semplicemente errato.
    3) Ciò è errato perché come mostravo in un articolo di giugno l'Italia ha una produttività stagnante almeno dal 1995 http://archeo-finanza.blogspot.it/2012/06/i-fondamentali-dellitalia.html Scrivevo infatti :”.... vediamo che l'Italia ha una costante perdita di competitività sia nei confronti dei paesi euro sia nei confronti di tutto il resto del mondo che inizia nel primo trimestre del 1995 e dura fino ai giorni nostri.” Cosa vuol dire questo? Che i nostri problemi sono oltre la Germania, oltre l'euro, oltre il rigore di bilancio.
    4) Proprio sul rigore di bilancio infine: perfettamente d'accordo che è stato eccessivo. O per meglio dire: il rigore di bilancio non è mai eccessivo, ma la tempistica è fondamentale. E su questo inutile negarlo la Merkel ha sbagliato e non a caso sta lentamente facendo retromarcia. Pentimento dell'ultim'ora di chi scrive? No. Come si può leggere in questo articolo sempre scritto da me l'8 giugno di quest'anno http://archeo-finanza.blogspot.it/2012/06/sempre-di-germania-e-di-favole.html
    scrivevo :” Tutto questo vuol dire che la Germania ha fatto tutto giusto ? Siccome siamo onesti rispondiamo di no. La Germania ha sbagliato e sbaglia a chiedere un rientro dal deficit troppo velocemente. Questo è sbagliato. Persino la Thatcher nella sua biografia ricordava che in piena crisi non si attua una manovra prociclica come l'aumento delle tasse di qualche punto percentuale di pil.
    Ma la Germania sbaglia a chiedere il nostro impegno inderogabile nelle riforme pro mercato e a non dover essere lei a pagare i nostri debiti? No, su questo non sbaglia , e anzi , visto il nostro comportamento attuale dovrebbe anzi essere più dura.”


    P.S.:L'unica riforma attuata da Monti che rispetta le richieste europee non è la riforma del lavoro come erroneamente riportato ma quella delle pensioni . Può sembrare una sottigliezza , ma visto che il problema dell'europa è il non essere un'area valutaria ottimale e visto che una delle componenti fondamentali delle aree valutarie ottimali è la flessibilità del lavoro e del salario , una mancata riforma del lavoro è un problema non indifferente.
    Massimo Fontana

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