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Semaforo Verde

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Semaforo verde. Almeno per ora. Il nuovo governo tedesco non è ancora nato, ma i tempi potrebbero essere più brevi di quanto si pensasse dopo i risultati del voto del 26 settembre scorso. Dopo una serie di incontri incrociati tra i partiti, i socialdemocratici tedeschi, i Verdi e i liberali hanno condiviso i primi risultati dei colloqui esplorativi con  un documento di dodici pagine  che rappresenter à  la base per le formali trattative che inizieranno la prossima settimana.

Un governo difficile

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L’uscita di scena di Angela Merkel, un pilastro della stabilità politica tedesca, ha consegnato alla Germania una situazione molto più complessa di quanto i sondaggi avevano descritto nelle settimane precedenti al voto. In sintesi: Nessun vincitore e governo difficilissimo.  I risultati elettorali risultano essere deludenti per tutti i partiti: l’Unione (24.5 per cento) ha perso l’8.5 per cento rispetto al 2017, i socialdemocratici (25.5) tornano a essere il primo partito (non accadeva dal 2002!) ma rispetto ai sondaggi pre-voto il distacco sull’Unione è ben al di sotto delle aspettative. I Verdi arrivano al 13.8 per cento, molto al di sotto delle previsioni degli ultimi mesi, i liberali (11,7 per cento) migliorano di un punto percentuale rispetto al 2017 ma perdono la corsa per il terzo posto con gli ambientalisti, l’AfD (10.9) peggiora il proprio risultato di quasi due punti percentuali rispetto al 2017. La sinistra (Die Linke) dimezza i voti scendendo dal 9.2 del 2017 al 5 per c...

Cosa lascia Angela Merkel

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Angela Merkel  governa dal novembre del 2005. Sedici anni, quattro elezioni vinte con risultati non sempre entusiasmanti, quattro governi di cui tre Grandi Coalizioni con i socialdemocratici e un governo con i liberali (FDP). Merkel ha superato Konrad Adenauer ed eguaglierà Helmut Kohl nella durata al governo. Rispetto agli interregni dei suoi predecessori, i sedici anni merkeliani acquisiscono un tratto di eccezionalità in quanto si situano storicamente in un’epoca in cui la politica (escluse la finte democrazia come Russia o Turchia) ha bruciato un numero impressionante di leader politici che sembravano destinanti a una carriera politica lunga ed edificante: Sarkozy, Hollande, Renzi, Letta, Berlusconi, Trump, Hillary Clinton, Tsipras e altri. Già la semplice capacità di resistenza politica della cancelliera Merkel indica chiaramente la straordinarietà di un caso storico che in futuro occuperà a lungo politologi, storici e giornalisti. Il lungo cancellierato di Angela Merkel è sta...

La solitudine della CDU

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  Mancano venticinque giorni alle  elezioni tedesche  e i sondaggi, per la Cdu, fanno tremare i polsi. L’Unione (Cdu/Csu) guidata da Armin Laschet è attestata intorno al 20 per cento. Nella storia della Repubblica Federale non è mai stato attribuito un risultato così basso alla Cdu. Negli ultimi due mesi, il trend al ribasso dell’Unione è molto evidente. Se a luglio veniva attestata, nella media mensile, al 28.1 per cento, nel mese di agosto la media è scesa al 23.3. Le ragioni di questa crisi post-merkeliana sono molteplici e risalgono al 2018, quando la cancelliera decise di lasciare la guida del partito. Da allora la Cdu ha cambiato due presidenti e non ha mai trovato l’unità che garantiva Merkel. Si tratta di una crisi che è anche fisiologica per un partito che governa da sedici anni e che è stato guidato per diciotto anni dalla stessa leader. La lotta alla successione, sia nella Cdu sia per il cancellierato, ha lasciato inevitabilmente ferite ancora aperte tra i dive...

Come la Spd sta vincendo le elezioni in Germania

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Una tesi molto diffusa tra analisti e commentatori della politica tedesca è che la causa principale della crisi dei socialdemocratici degli ultimi quindici anni sia da attribuire alla persistente disponibilità del partito socialdemocratico a governare in una Grande Coalizione con l’Unione di Angela Merkel. In effetti, dal 2005 a oggi la   SPD   ha governato la Germania come alleato di minoranza dell’Unione (unica eccezione è stata la legislatura 2009-2013). Compresi i due governi di Gerhard Schröder, il partito socialdemocratico governa dal 1998, e pur avendo commesso qualche errore, ha contribuito in modo decisivo a modernizzare la Germania rendendola un paese economicamente molto forte e leader in Europa. Per i sedici anni dell’era-Merkel, i vertici della SPD hanno dato l’impressione quasi di vergognarsi di questo loro fondamentale contributo, nel timore che questa nuova Germania fosse incompatibile con i valori tradizionali della socialdemocrazia tedesca. Da qui le division...

La Germania a un mese dal voto

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A un mese dal voto politico tedesco, la successione ad Angela Merkel è sempre più incerta. Al processo di frammentazione del consenso politico, ormai in corso da qualche anno, e che potrebbe portare a maggioranze insolite per la storia politica della Repubblica Federale, si aggiungono una serie di questioni di cui il prossimo governo tedesco dovrà occuparsi e che riguardano sia la politica estera sia, ovviamente, l’economia nazionale.

Cercasi Germania

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A quarantacinque giorni dalle elezioni tedesche la campagna elettorale per la successione alla cancelliera Merkel sembra finalmente entrata nel vivo. Se fino ad ora si faceva fatica a percepire un vero confronto politico sul futuro della Germania, negli ultimi giorni la scenario è cambiato: gli effetti politici dell’alluvione, l’articolo della candidata dei Verdi Baerbock sul Financial Times (9 agosto) in cui rimproverava ad Angela Merkel di non aver rinnovato e riformato la Germania negli ultimi sedici anni, gli attacchi dei socialdemocratici a esponenti dei cristiano democratici - in particolare al capo di gabinetto di Armin Laschet nel governo del Nord Reno Westafalia, accusato di essere troppo cattolico -, il fallimento dei Verdi che non sono stati in grado di presentare una propria lista nella regione del Saarland tanto che lì i Verdi non potranno essere votati ed, infine, le critiche continue ai Verdi da parte di un esponente di peso della CDU, Friedrich Merz. Questa polarizzazio...

Sachsen-Anhalt: Vince la Cdu (e Haseloff)

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L’incubo di una destra nazionalista primo partito in Germania è svanito dinanzi alla solidità dei cristiano-democratici tedeschi.  Le elezioni regionali in Sachsen-Anhalt, le ultime prima delle elezioni federali del 26 settembre, avrebbero dovuto essere un testa a testa tra CDU e Alternative für Deutschland , ma il risultato elettorale ha restituito ai cristiano democratici il ruolo di leadership . La Germania, soprattutto nelle zone prive di aree metropolitane, resta un paese profondamente conservatore ed in cui si preferisce l'usato sicuro (la CDU) piuttosto che avviare esperimenti politici arditi e incerti (AfD). Il 37.1 per cento ottenuto dalla CDU guidata da Reiner Haseloff , Ministro-Presidente uscente e grande vincitore delle elezioni, è un risultato sensazionale: arriva dopo le difficoltà degli ultimi anni dei conservatori nelle regioni dell’est, portando a casa un 7.4 per cento in più rispetto al risultato del 2016, l’aumento più alto ottenuto dalla CDU in un’elezione re...

Semaforo rosso

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Dopo le elezioni regionali del 14 marzo scorso la cosiddetta coalizione semaforo tra Verdi, socialdemocratici e liberali sembrava destinata a essere la nuova frontiera della politica tedesca. Il vincitore dei Verdi nel Baden-Württemberg, Winfried Kretschmann , ha però mischiato le carte e i Verdi hanno deciso di continuare a governare con la Cdu piuttosto che avventurarsi in una coalizione a tre. Niente semaforo dunque, ma una più sicura coalizione verde-nero . Kretschmann ha preferito la continuità e la solidità di una maggioranza di governo consolidata con i Cristiano democratici.  La scelta di Kretschmann,  un conservatore verde,  era prevedibile per chi conosce il Ministro-Presidente del   Baden-Württemberg,  e ppure non è stata indolore. In questa regione, una parte del partito si era apertamente espressa a favore dell'opzione semaforo. Alla fine ha però prevalso la linea del presidente.   La scelta di Kretschmann nasce delle sue inclinazioni per...

Fratelli diversi

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Un importante sondaggio d’opinione realizzato nel 2017 dalla Friedrich-Ebert-Stiftung sul rapporto tra Italia e Germania rivelava chiaramente alcune tensioni tra i due Paesi. Pur essendo entrambi membri fondatori dell’ Unione Europea , quest’ultima svolgeva certamente una funzione aggregante ma al contempo anche di focolaio di tensioni. In particolare la percezione italiana presentava una diffusa convinzione che l’Italia fosse vittima del processo di integrazione europea, quest'ultima spesso identificata con il potere della Germania . Del resto, il dibattito pubblico tra Germania e Italia è tradizionalmente caratterizzato da improvvise tensioni mediatiche scatenate da articoli, dichiarazioni o copertine di settimanali. Il sondaggio confermava quel processo di estraniazione strisciante , descritto da Rusconi nel 2008, fino ad arrivare all’ alleanza perduta di cui scrisse Angelo Bolaffi nel 2013.  I problemi nei rapporti tra Italia-Germania furono sottolineati anche da Enrico ...

Verdi di governo

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Dopo le elezioni regionali tedesche di domenica il commento più importante è stato di Markus Söder, Presidente dei cristiano sociali bavaresi e Ministro-Presidente della Baviera: “L’Unione non sarà in grado di vincere le elezioni senza lottare”. Una frase apparentemente banale dietro la quale si nasconde una riflessione più profonda. Non c’è solo la constatazione delle difficoltà attuali dell’Unione dovute ai noti scandali ma anche la consapevolezza di avere un avversario la cui ascesa appare inarrestabile: i   Grünen . Sarebbe del tutto riduttivo relegare il risultato dei Verdi tedeschi nel Baden-Württemberg a una normale vittoria in un  Land  che in fondo governano già da dieci anni. In questa regione, infatti, la CDU ha governato ininterrottamente dalla metà degli anni Cinquanta fino al 2011 e, in alcune fasi, con una maggioranza assoluta. Che i Verdi siano riusciti a vincere per tre elezioni consecutive vuol dire che il consolidamento degli ambientalisti in un  L...

Elezioni regionali: male la CDU, bene i Verdi

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  Le elezioni regionali in Germania nel Baden-Württemberg e nella Renania Palatinato hanno confermato i Ministri-Presidenti uscenti: il verde Winfried Kretschmann e la socialdemocratica Malu Dreyer. Kretschmann (32.3 per cento), che governa dal 2011 il Baden-Württemberg, prima in coalizione con i socialdemocratici e negli ultimi cinque anni con la CDU (23.5), può scegliere con chi governare nei prossimi cinque anni, se con i cristiano-democratici - che hanno ottenuto il peggior risultato della loro storia in una regione che dagli anni Cinquanta fino al 2011 è stata un’autentica roccaforte della CDU – oppure se provare una coalizione a tre con SPD (11.1) e liberali (FDP, 10.7). Malu Dreyer e la SPD (35.7), pur registrando una leggera flessione, si confermano primo partito con un ampio margine di vantaggio rispetto alla CDU (26.8) che anche qui ha ottenuto il peggior risultato della sua storia. La coalizione SPD-Verdi-liberali (FDP) che ha governato nell’ultima legislatura continuerà...

In difesa della democrazia

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I l 31 agosto del 2020 un gruppo di manifestanti contro le misure di contenimento della pandemia tenta un assalto al Parlamento tedesco , il Bundestag. Si tratta di un’azione un po’ goffa di un gruppo ancora troppo poco organizzato e strutturato per superare le misure di sicurezza.   Il 18 novembre dello stesso anno, un gruppo di cospirazionisti e negazionisti del COVID-19, grazie all’aiuto di alcuni esponenti di Alternative für Deutschland , entrano nel parlamento tedesco per disturbare e interrompere i lavori dei parlamentari ed insultano il Ministro dell’Economia Peter Altmaier (CDU).  

H come Hitler

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Il volume di Johann Lerchenwald non sembra volersi orientare a quel massimo biografo di Adolf Hitler che fu Joachim Fest con la sua monumentale biografia e neppure alla Verfilmung che ne derivò ( Hitler – Eine Karriere ), bensì – e non solo a prima vista, probabilmente per moda editoriale attualissima – a quella insolita nuova forma di biografia che è quella inaugurata da Antonio Scurati con la sua straordinaria opera, che attende di divenire trilogia, intitolata “M”, e qui ne sia prova proprio l’uso della lettera iniziale del nome. Ma non basta. L’approccio è infatti dei più costitutivi nell’affrontare figura e sviluppo di uno dei più grandi mostri dell’umanità e l’originalità sta proprio nell’approccio annunciato, che non risponde appunto al canone di “come i tedeschi vedevano”, bensì come H. “vedeva” i tedeschi – che per aggiunta divengono qui, come il titolo recita, i “suoi tedeschi” – trattandosi dunque di ben altra cosa. Il procedere di questa analisi è affrontato quindi da ...