Post

La Germania, Visegrád e l'isolamento dell'Italia

La visita della Cancelliera  Merkel a Bratislava  in cui ha incontrato i quattro Paesi di Visegr á d è passata pressoché inosservata. Mentre il governo italiano era impegnato in una improbabile strategia ostile nei confronti della Francia, la Germania continuava a tessere una straordinaria e articolata rete di relazioni politiche e diplomatiche. Dopo il  Trattato di Aquisgrana , a cui l'Italia non ha saputo contrapporre un progetto alternativo, Berlino ha sottoscritto una  dichiarazione congiunta  con Polonia, Ungheria, Slovacchia e Repubblica Ceca in occasione dei 30 anni della caduta del Muro di Berlino. Nella dichiarazione si elogiano i movimenti antitotalitari che contribuirono alla fine della cortina di ferro e del regime anti-democratico, i valori comuni e il rispetto dei diritti umani che rappresentarono un fondamentale impulso per la svolta politica nell'Europa dell'Est a cui seguì, successivamente, l'ingresso nell'Unione Europea e nella Nato: "La Mi...

L'Europa franco-tedesca: perché l'Italia è fuori

Il Trattato di Aquisgrana con cui Francia e Germania hanno rafforzato ancora di più la loro cooperazione ha suscitato non poche polemiche. Non solo per la (presunta)  debolezza politica  dei due leader che l'hanno sottoscritto, Emmanuel Macron e Angela Merkel, ma anche perché considerato l'ennesimo tentativo dei due più grandi Paesi fondatori di  egemonizzare l'Unione Europea . In realtà, il  Trattato , di per sé, non rappresenta nulla di nuovo. Prima di tutto è un'integrazione del precedente Trattato dell'Eliseo del 1963. E poi  F rancia e Germania sono sempre state il motore dell'Europa. Il progetto europeo nasce dalla riconciliazione franco-tedesca ( Dichiarazione Schuman ) con cui Berlino e Parigi condivisero la produzione di carbone e acciaio, ovvero ciò su cui i due grandi paesi europei si facevano la guerra da circa un secolo. Interessi politici mascherati da interessi economici. Dal 9 maggio 1950, giorno della dichiarazione che prende il nome dal Mi...

Il Trattato franco-tedesco e la sparizione del Trattato del Quirinale

In un'Europa che si avvicina al  redde rationem  delle  prossime elezioni europee  del 26 maggio, Merkel e Macron lanciano la loro sfida al nazionalismo sovranista.  Il Trattato franco-tedesco sottoscritto ad Aquisgrana , città natale di Carlo Magno, Re dei Franchi e dell'Impero romano, ha rinnovato il Trattato dell'Eliseo del 1963 allora firmato da Adenauer e De Gaulle. L'intento di Berlino e Parigi non è soltanto di rafforzare il legame tra i due principali Paesi fondatori dell'Unione Europea, ma di creare una vero e proprio nucleo di attrazione europeo su valori e principi quali la cooperazione politica e civile europea e internazionale, il libero mercato e la sicurezza comune. È il rilancio dell'Europa delle origini. Perché non bisogna dimenticare che il progetto europeo nasce come riconciliazione franco-tedesca dopo almeno cento anni di guerre. L'obiettivo di Merkel e Macron è di portarsi dietro non solo i Paesi fondatori (esclusa momentaneamente l...

Ma Akk non è una mini-Merkel

A una donna succede un'altra donna. L'erede di Angela Merkel è Annegret Kramp-Karrenbauer. Segretaria generale della CDU, già Presidente della piccola regione del Saarland e ultima ad aver portato la CDU a vincere un'elezione (in Saarland nel 2017) con oltre il 40 per cento dei consensi.  Annegret Kramp-Karrenbauer ha battuto Friedrich Merz per 517 voti a 482 . Una chiara vittoria ma con un margine molto inferiore alle attese. Al primo turno, del resto, i 1001 delegati riuniti ad Amburgo avevano dato a Annegret Kramp-Karrenbauer 450 voti (45 per cento), a Friedrich Merz 392 (39,2 per cento) e a Jens Spahn 157 (15,7 per cento). Nel ballottaggio sono stati decisivi i voti di Jens Spahn che durante il congresso aveva tenuto il discorso più convincente e istituzionale. Da oggi inizia ufficialmente un nuova fase per i cristiano democratici tedeschi. Sebbene Angela Merkel resterà, per il momento, Cancelliera, oggi si è consumato il primo atto della fine della sua carriera poli...

Patriottismo ed Europa del nucleo contro i nazionalismi

Nell'agenda politica europea, l'Europa del nucleo (o a più velocità) torna periodicamente di attualità in forme e proposte diverse. Il primo a proporre diverse velocità per l'Unione fu il francese Jacques Delors, presidente della Commissione Europea dal 1985 al 1995, a cui si collegò l'idea dell' Europa del nucleo  avanzata nel 1994 da Wolfgang Schäuble e Karl Lamers, entrambi esponenti di primo piano dei democristiani tedeschi (CDU). A metà anni Novanta i due politici tedeschi erano convinti che non tutti i Paesi fossero in grado di poter aderire alla moneta unica sin dall'inizio. Era indispensabile, piuttosto, procedere a un'integrazione differenziata. Il progetto fu criticato da più parti, in particolare in Italia, che secondo lo schema tedesco di Schäuble-Lamers ne sarebbe rimasta inizialmente fuori. Dopo la  dichiarazione dei capi di stato e di governo  del 25 marzo 2017 in occasione dei festeggiamenti dei sessant'anni dell'Unione Europea s...

I Presidenti della CDU. Merkel al secondo posto

Immagine

Assia tragica per la Merkel

Le elezioni in Assia confermano la parcellizzazione del consenso politico, una tendenza che in Germania si è consolidata da oltre un anno. Anche nella regione di Francoforte continua l'emorragia di voti per i cristiano democratici (27,8 per cento) e per i socialdemocratici (19,5); i due principali partiti tedeschi perdono rispettivamente oltre dieci punti percentuali. Continuano la loro ascesa i Verdi (19,5) che anche qui hanno raggiunto un altro record. Sebbene in Assia fossero tradizionalmente forti (in questa regione giurò come primo Ministro verde nella storia della Repubblica Federale Joschka Fischer) mai avevano raggiunto queste percentuali. I Verdi sono indiscutibilmente i vincitori di queste elezioni perché senza di loro non è possibile, realisticamente, alcuna coalizione. Triplica i voti anche la destra nazionalista di AfD (12,5) che proprio in Assia si presentò per la priva volta in un'elezione regionale e conferma sostanzialmente il consenso ottenuto in questa regio...

Elezioni in Assia: un confronto tra elezioni (2013-2018)

Immagine

Elezioni in Assia: stress test per Merkel

Situata al centro della Germania, l'Assia è una regione dai grandi significati storici. Qui, nella provincia della città di Kassel, fu creato il marco, la moneta della Repubblica Federale e uno dei simboli della rinascita tedesca dopo la seconda guerra mondiale. In una ex caserma nazista occupata dalle forze americane un gruppo di economisti americani e tedeschi, letteralmente isolati dal resto del mondo (non avevano diritto a nessun tipo di contatto con l'esterno), realizzarono nella primavera del 1948 le condizioni giuridiche ed economiche per l'introduzione della moneta. Qui si è scritta una parte importante della storia tedesca del Novecento. Oggi, in Assia, a Francoforte, ha sede la potente  Bundesbank  e la Banca Centrale Europea. Questa regione è famosa nel mondo anche perché  ospita ogni cinque anni la più grande e controversa mostra di arte contemporanea al mondo :  Documenta . Insomma, l'Assia è la regione più internazionale ed europea della Germania e n...

Assia, referendum sull'Europa (2018)

Immagine

Elezioni in Assia: le coalizioni di governo (1950-2018)

Immagine

Elezioni in Assia: 1950-2018

Immagine

Verdi e Spd in Baviera

Immagine

Elezioni in Baviera: Un confronto con le precedenti elezioni

Immagine

All'Oktoberfest servono birra amara

Le elezioni in Baviera confermano la crisi dei conservatori tedeschi. Anche nel più ricco Land tedesco, nel feudo dei cristiano-sociali (Csu), cambia la geografia del potere, ma il risultato di per sè non mette in discussione la Grande Coalizione a Berlino. La Csu si ferma al 35 per cento e perde circa 12 punti percentuali. Al secondo posto si piazzano i Verdi con quasi il 19 per cento, più del doppio dei voti presi alle precedenti consultazioni regionali e federali nel Land. Al terzo posto si confermano i Freie Wähler che con l'11,5 per cento migliorano il già ottimo risultato di cinque anni fa. Entra per la prima volta nel parlamento regionale della Baviera l'estrema destra di Alternative für Deutschland (AfD), che prende l'11%. Tuttavia, se alle elezioni di cinque anni fa ancora non esisteva (almeno in Baviera), alle elezioni federali di un anno fa, in questa regione, aveva ottenuto il 12,4 per cento. Pessimo risultato per i socialdemocratici (Spd), attorno al 10%, il...

Elezioni in Baviera: exit pool

Immagine
                     

Baviera al voto, con i conservatori mai così in crisi

In bavarese si dice  Mia san mia!  (Noi siamo noi!). È il motto con cui si rivendica l'orgoglio identitario e la propria diversità rispetto al resto della Germania (e non solo). Tra i simboli di tale diversità c'è anche un partito, la Csu, che come nessun altro rappresenta la Baviera. Non è un caso che governa ininterrottamente la regione dall'inizio del secondo dopoguerra (a parte due brevi parentesi con i governi del socialdemocratico Hoegner nel 1945-6 e nel 1954-5) e dal 1966 detiene la maggioranza assoluta nel parlamento regionale, unica eccezione dal 2008 al 2013, periodo nel quale ha governato con i liberali. Questa volta però in Baviera la CSU rischia di ottenne il peggior risultato dal 1950. Il voto in Baviera potrebbe segnare la fine di un'era, con  effetti anche nella capitale Berlino  dove il fragile equilibrio dopo le  elezioni federali  di un anno fa è garantito più che dalla forza della coalizione di maggioranza dalla sfiducia costruttiva....