Post

Visualizzazione dei post con l'etichetta Unione Europea

La Corte Costituzionale tedesca e il principio di realtà

Immagine
In un libro del 2015 Herman Van Rompuy, già Presidente del Consiglio europeo e Primo Ministro del Belgio, scriveva, in quelle che definiva “riflessioni dopo cinque anni di mandato”, che  l’UE non sarà mai governata in un modo astratto, da persone che avranno la propria legittimità esclusivamente dalle elezioni europee. Questo sarebbe in contrasto con la nostra storia. E questo rimarrà sempre una difficoltà. … L’Europa non sarà mai governata da persone che non sono fermamente ancorate nella loro nazione. L’UE sarà sempre una struttura molto distinta. ( After the Storm. How to ave democracy in Europe , Lannoo 2015) Questo passo di Herman Van Rompuy, una persona che ha vissuto dall’interno le istituzioni europee in una lunga fase di trasformazione (l’entrata in vigore dell’attuale Trattato di Lisbona) e durante una delle più gravi crisi europee (economico-finanziaria prima e dell’Euro dopo), mi è venuto in mente leggendo la sentenza della Corte costituzionale di Karlsruhe ....

Assia, referendum sull'Europa (2018)

Immagine

L'Africa è una sfida urgente per l’Europa

Immagine
Una delle sfide più urgenti dell’Unione Europea è l’Africa. Può sembrare un paradosso per un’Unione che viene dalla più grande crisi economica dal secondo dopoguerra e che ha problemi politici e istituzionali da risolvere. Eppure l’Africa, come ha affermato Emmanuel Macron nel suo celebre discorso sull’Europa alla Sorbona, è un partner strategico con il quale affrontare le sfide del domani: l’impiego dei giovani, la mobilità, la lotta contro il cambiamento climatico e le rivoluzioni tecnologiche: “Vorrei che ci impegnassimo tutti a rilanciare l’aiuto pubblico allo sviluppo dell’Africa.” Una presa di posizione forte perché una partnership con l’Africa, secondo Macron , “deve condurci a fondare un vasto progetto di investimenti incrociati in istruzione, sanità e energia” (26 settembre 2017).

Festeggiare l'Europa per difenderla

Immagine
« Ogni società che non è illuminata dai filosofi, è distrutta dai ciarlatani ». Questa frase di Nicolas de Condorcet descrive l’Europa di oggi. I ciarlatani stanno distruggendo un grande sogno.  Ha ancora senso festeggiare un’ Europa le cui ragioni di fondo sono state messe in discussione da una serie di crisi concentriche? Nonostante tutto, penso di sì.  E’ certamente vero che un tempo l’Europa creava entusiasmo, ora invece ostilità e rabbia. 

The Rome Manifesto

Immagine
Nella difesa dell'Europa e del progetto politico dell'Unione Europa è spesso mancato l'entusiasmo. In occasione dei sessant'anni dei Trattati di Roma , finalmente, anche gli europeisti hanno scoperto che è possibile festeggiare l' Unione Europea , pur proponendo una radicale riforma. E' con questo spirito che insieme a gruppo di amici e colleghi da tutta Europa abbiamo scritto un Manifesto, The Roma Manifesto , nella convinzione di poter contribuire a costruire un destino comune.

L’inevitabile egemonia della Germania in Europa

Immagine
Il ruolo della Germania in Europa è sempre più discusso. Ciclicamente si preannuncia l'avvento di un Quarto Reich che in realtà non arriva mai. Basti pensare alle polemiche dopo la riunificazione e, più di recente, per la posizione di predominanza politico-economica della Repubblica Federale nell'UE.  Ritengo, al contrario, che non c'è alcun disegno egemonico del governo tedesco sull'Europa quanto, piuttosto, un progetto politico e culturale. La Germania è l'unico grande Paese europeo che ha investito e scommesso sul progetto europeo capendone le potenzialità prima e meglio di altri. L'egemonia della Germania, dunque, è da una parte frutto della lungimiranza tedesca, ma dall'altro conseguenze di quattro fattori:

L'UE può fare a meno del Regno Unito

Immagine
L’uscita del Regno Unito dall’ Unione Europea è una grande occasione. Può sembrare paradossale ma è così: l’Europa può fare a meno del Regno Unito , che è sempre stato con più di un piede fuori dell’Europa. I governi di Londra hanno sempre contrastato qualunque forma di accelerazione del processo di integrazione europea, si sono opposti ad una ever closer union e preteso uno status di eccezionalità. Del resto, condizione perché David Cameron facesse campagna per il Remain erano una serie di richieste, che l’Unione avrebbe fatto meglio a respingere al mittente.

La Germania esporta sempre più armi

Immagine
La Repubblica Federale Tedesca continua a fare ottimi affari con la vendita di armi. Se nel 2014 l’export di armi ammontava a 2,2 miliardi di euro, solo nella prima metà del 2015 è arrivato già a ben 3,5 miliardi. Il consistente aumento è dovuto principalmente alla vendita di aerei alla Gran Bretagna (il 34,8 per cento dell’intero volume).  Ma non è finita qui. Altri 1,8 miliardi di euro (circa il 51 per cento) dell’export di armi viene dalla vendita di armi a paesi dell’ Unione Europea o della Nato , a cui si deve aggiungere, però, la vendita di sommergibili a Israele. 

Il potere tedesco a Bruxelles

Immagine
Nessun paese occupa tante posizioni chiave nella Commissione Europea quanto la Germania. Se di egemonia tedesca in Europa si deve parlare più che a Berlino e alla Cancelliera Merkel o al Ministro delle Finanze Schäuble bisogna guardare alle posizioni di vertice nell'amministrazione di Bruxelles.  I dati della  quarta edizione della relazione del governo tedesco sulla presenza di personale tedesco nelle organizzazioni internazionali  parlano chiaro. I tedeschi in posizioni apicali sono ben 1.382, il 10,2 per cento. Seguono Francia (ben 1330 dirigenti) e Belgio (1320), non molti di meno della Germania, considerato anche che si tratta di paesi più piccoli. 

"E' tempo di una Repubblica europea!": lettera del Movimento Europeo al Presidente Renzi

Immagine
Caro Presidente Matteo Renzi , il 9 luglio 2015, saranno trascorsi trentacinque anni dal giorno in cui nacque nel Parlamento europeo il “ Club del Coccodrillo ” su ispirazione di Altiero Spinelli insieme a Felice Ippolito , Bruno Visentini , Paola Gaiotti , Marco Pannella, Silvio Leonardi e Giorgio Ruffolo per far compiere all'integrazione comunitaria un balzo in avanti verso la costituzione dell'Unione europea. Autorevoli deputati italiani di tutte le tendenze politiche svolsero durante la prima legislatura europea un ruolo di "legislatori del futuro", guidati sopratutto dalla visione della buona politica europea di Altiero Spinelli. 

Nuovo primato per l'export tedesco

Immagine
L’ export tedesco raggiunge un nuovo record. Secondo l' Ufficio federale di statistica di Wiesbaden nel mese di luglio ha raggiunto il suo punto massimo: 101 miliardi di euro di prodotti sono stati esportati, mentre l’import ha segnato un ben più magro valore di 77.6 miliardi di euro . Rispetto al luglio dello scorso anno, nonostante le sanzioni alla Russia , le esportazioni sono cresciute dell’8,5 per cento mentre le importazioni solo dell’1 per cento.

Scenari europei dopo il voto

Immagine
@uvillanilubelli “Se potessi ricominciare lo farei dalla cultura”, la pensava così Jean Monnet , uno dei padri fondatori dell’ Unione Europea . A distanza di oltre mezzo secolo l’Europa è stata unita prevalentemente da una moneta e della cultura europea non ne parla quasi più nessuno. Il paradosso è che se la moneta è stato il grande fattore di unione, alla prima crisi economica ha finito per dividere i popoli europei come nelle più classiche delle guerre che hanno avuto luogo nel campo di battaglia del Vecchio Continente . È in questa crisi economica, sociale e culturale che i popoli europei hanno votato domenica scorsa la seconda più grande assemblea parlamentare del mondo. Le elezioni europee del 22-25 maggio sono state una delle più grandi manifestazioni di democrazia: 390 milioni di elettori, 28 paesi, 25 lingue diverse, 5 candidati alla Presidenza della Commissione. Numeri impressionanti sui quali forse conviene riflettere ogniqualvolta si accusa l’ Unione Europea di un d...

Europa, domande sul nostro futuro

Immagine
La crisi economica ha messo in crisi il progetto europeo. L’Unione Europea è accerchiata da due opposte forme di retorica, quella euroscettica secondo cui la colpa dei problemi dell’Italia è sempre degli altri (UE, Euro e Germania) e quella euro-entusiasta, secondo cui l’UE è un grande successo. Nel dibattito pubblico si è perso l’europeismo critico. Un recente sondaggio Ipsos Mori mostra che l’Europa è scossa da sentimenti euroscettici e che il 68 per cento dei cittadini europei è insoddisfatto dell’Unione. È chiaro che le istituzioni europee devono essere riformate e che è necessaria una maggiore integrazione politica. C ’eravamo tanto amati. Italia, Europa e poi? di Pier Virgilio Dastoli (Presidente del Movimento Europeo) e Roberto Sataniello (Funzionario alla Commissione Europea), che viene presentato oggi da Liberrima, ore 18, si inserisce in questa discussione. Il libro è l’avvincente racconto degli ultimi vent’anni di fallimenti e successi dell’UE. C...

Libero e Giornale sbagliano, ma la Germania è miope

Immagine
Ricevo e pubblico una replica di Giuseppe De Lorenzo (che i lettori di questo blog già conoscono) al mio articolo Sempre colpa della Germania . Non sarà tutta colpa della Germania , certo, e probabilmente i titoli di Libero e de Il Giornale sono volutamente gonfiati perché indirizzati ad un lettore spesso critico nei confronti della linea tedesca e dell’ Unione Europea . Accettiamo, dunque, la tesi che le posizioni dei due quotidiani siano esagerate e magari troppo plateali . Ma, anche questo va sottolineato, è pratica diffusa di molti giornali “prendersela con qualcuno” per vendere più copie: Scalfari fu l’inventore di questo sistema e sugli attacchi a Craxi prima e Berlusconi poi ha costruito il primato italiano del suo giornale. 

Cambio di passo per l’Europa: l’appello degli intellettuali tedeschi

Immagine
Un economista, uno storico ed un filosofo tedeschi firmano un appello per un cambio di passo in Europa. Non è l’inizio di una barzelletta. Si tratta di un serissimo appello-manifesto di Peter Bofinger, Jürgen Habermas e Julian Nida-Rümelin perché “in Europa si intraprenda una cambio di strategia, altrimenti la moneta unica non vivrà a lungo. È necessario definire il ruolo dell’Europa nel contesto della politica mondiale.” Come già ricordato nei nostri precedenti articoli su “Capire lacrisi” ( 1 e 2 ), uno dei motivi della crisi europea è la marginalità del Vecchio Continente . Si legge infatti nell’appello: 

Capire la crisi: domande e risposte / 1

Immagine
Perché la crisi dell’Euro non finisce mai? La crisi dell’Euro non è solo la crisi di una moneta. È la crisi del sistema economico e politico dell’Unione Europea. L’UE, così come è stata pensata, è un’incompiuta perché è stata creata una moneta unica, ma non un’unione politica. Si sono messi insieme economie e sistemi politici molto diversi e con esigenze molto differenti tra loro senza dotarli di una forte e solida struttura di base. I padri dell’Europa hanno creato un’Unione pensando che ci fosse (o che fosse facilmente raggiungibile) una omogeneità sociale ed economica di fondo tra i diversi stati. Non potevano naturalmente prevedere la crisi dei titoli subprime negli Stati Uniti che è alla radice della crisi europea e non potevano prevedere che l’Europa sarebbe diventata un continente “marginale” rispetto alle nuove economie emergenti, quali, ad esempio i BRICS (Brasile, Russia, India, Cina e Sud Africa), ma potevano prendere in considerazione che prima o poi una crisi, ec...

L'asse Parigi-Berlino, tra fatiche di Ercole e celebrazioni storiche

Immagine
Dopo 50 anni dall'incontro tra Adenauer e De Gaulle , primo atto della fine delle storiche rivalità tra nazioni europee, i vertici politici dei due paesi guida dell'Europa, Francia e Germania , sono tornati ad incontrarsi per celebrare un evento storico ma anche  per rafforzare un asse ben saldo durante l'epoca Sarkozy e leggermente sbiaditosi dopo la conquista dell'Eliseo da parte di Hollande . Un incontro con pochi risvolti pratici, ma estremamente importante sotto il profilo simbolico. A Reims Angela Merkel è tornata a sottolineare l'importanza di una maggiore unione politica tra i paesi, in particolare, dell'Eurozona. Questo, secondo la Cancelliera, deve essere il presupposto indispensabile per l'unione del debito, tasto dolente che riguarda la tenuta di una moneta, l'euro, in forte difficoltà da ormai troppo tempo. Ancora una risposta negativa, quindi, da parte della Germania ai famosi Eurobond , oggi al centro del dibattito politico. Occ...